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Lumix DMC-FZ7

Caratteristiche
Val. utenti: 4,29230769230769 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 6,00 MP
Mass. ris.: 2816 x 2112 p.
Obiettivo (35 mm): 36,0-432,0mm
Zoom: 12x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
In linea con la FZ5, la FZ7 si serve di un eccellente obiettivo firmato dalla Leica per collocarsi tra le migliori fotocamere ultra zoom
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Verifica la qualità delle immagini della Panasonic Lumix DMC-FZ7 con le nostre 37 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
venerdì 12 maggio 2006

Versione 2.0

Pochi miglioramenti, ma identica qualità. Certamente, la Panasonic non si sforza molto con la Lumix DMC-FZ7, che usurpa praticamente tutte le qualità della sua predecessora, la lodata FZ5. Oltre ad aumentare la sua risoluzione a 6 megapixel, ad aggiungere un modo di messa a fuoco manuale, a facilitare la modifica dei parametri di esposizione e a forzare la sensibilità a una nuova soglia di 1600 ISO, poca cosa in più si può dire di nuovo su questa completa e risolutiva macchina. La sua caratteristica più importante, il luminoso obiettivo da 12 ingrandimenti (36-432 mm e f2.8-3.3), si mantiene invariabile.

Senza smettere di essere una fotocamera eccezionale, la Lumix DMC-FZ7 sbarca nelle vetrine per rimpiazzare un modello fuori catalogo. Compiuto il ciclo di sua sorella minore, la Lumix DMC-FZ5, arriva adesso il turno di questa nuova compatta, una fotocamera quasi copia della sua predecessora -inclusa la sua qualità-, ma con così pochi miglioramenti che la rendono quasi superflua.

Evoluzione

Che c’è di nuovo nella FZ7? Questa Lumix, per iniziare, arriva con un milione di punti in più di risoluzione, raggiungendo i 6 megapixel. Incorpora comunque un nuovo elaboratore di immagine che -assicura la Panasonic- aumenta la velocità di cattura, elaborazione e registrazione di immagini.

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Il display ha anche subito modifiche, guadagnando 0,7 pollici di diagonale e arrivando ai 2,5, con 114.000 punti di risoluzione, 15.000 in meno che nella FZ5. Del monitor ha anche aumentato la luminosità, e adesso è possibile visualizzarlo da angoli più aperti.

La sensibilità è aumentata fino a 1600 ISO, anche se a costo di sacrificare la risoluzione, e il sistema di messa a fuoco possiede un modo di regolazione manuale e la batteria permette adesso di superare -in alcuni casi- i 300 scatti con una sola ricarica.

Altri aspetti che hanno subito dei cambiamenti sono la velocità di otturazione, che permette di aumentare il tempo di cattura fino a 60 secondi, e le scene prefissate disponibili, alle quali la Panasonic ha aggiunto mezza dozzina in più. Alcuni utenti vedranno con buon occhio il migliorato modo di cattura video, con cui si possono registrare sequenze ad un’insolita risoluzione di 848 x 480 pixel e con una qualità di 30 fotogrammi al secondo.

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A livello esterno, non c’è molto da aggiungere sulla FZ7. Con aspetto di reflex in miniatura, la sua tenuta è relativamente comoda, anche se così ridotte dimensioni presentano il conto alla comodità di uso di quegli utenti con mani relativamente grandi.

Bisogna menzionare l’integrazione di un piccolo joystick -un’altra novità rispetto alla FZ5-, a cui la Panasonic assegna varie funzioni: modifica dei parametri di apertura e velocità, impostazione della messa a fuoco manuale e navigazione da una versione ridotta dei menu del display. Questa ultima funzione risulta molto utile, quindi l’utente può modificare rapidamente i parametri come il bilanciamento del bianco o la sensibilità.

I comandi, invece, sono facilmente accessibili, anche se alcuni -come l’attivazione manuale del flash o l’alternanza tra display e mirino elettronico- richiedono più intuito di quello desiderato e l’uso della mano sinistra per manipolarli.

La parte posteriore ospita un buon numero di comandi -anche la parte superiore- e il display offre una velocità di ricezione molto adatta e una qualità di immagine piuttosto rilevante. Il visionato in controluce produce bande che rendono difficile la visibilità -come nel modello precedente- e questa FZ7 non si libera neppure dell’effetto specchio.

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Il piccolo mirino elettronico soffre gli stessi mali -prevedibili, invece- di quello del modello precedente: la sua qualità e ricezione sono leggermente minori rispetto al display TFT. Come succedeva nel modello predecessore, mirino e display condividono le funzioni di inquadrare, rivedere le catture realizzate e dare alloggio ai menu.

E parlando dei menu, sono un po’ giusti e difficili da trovare in un primo momento, per cui il loro maneggio richiede un po’ di pratica.

La Leica dice

Il riflettore della Leica che sporge nella parte frontale del corpo è un potentissimo ultrazoom di 36-432 millimetri, con un’invidiabile luminosità di f2.8-3.3. Si tratta, effettivamente, dello stesso complesso ottico impiegato nella FZ5.

Rapida e precisa, la messa a fuoco non si controlla mediante un anello meccanico, come nella Lumix DMC-FZ30. Nelle distanze focali più lunghe le costa molto accertare quando non c’è luce abbondante, come succedeva con la FZ5. La luce arancio ausiliare all’autofocus, invece, non ha una grande capacità, ma è da gradire che non risulti fastidiosa per il soggetto fotografato.

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L’aberrazione cromatica è presente nelle immagini, anche se in misura molto scarsa; la distorsione geometrica, invece, resta sotto controllo. Nella focale angolare di 36 millimetri, a proposito, si osserva una leggera tendenza alla vignettatura.

Come non poteva essere diversamente, la FZ7 possiede la denominata tecnologia Mega OIS, cioè, il sistema di stabilizzazione ottica dell’immagine impiegato dalla Panasonic. Per una focale di più di 400 millimetri come quella che sfoggia questo modello, lo stabilizzatore è quasi imprescindibile, e ancora di più se ha un così buon rendimento.

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Sono due le opzioni di stabilizzazione disponibili: la prima funziona in modo permanente mentre è attiva, facilitando la composizione e l’inquadratura quando si usano focali lunghe; la seconda opzione attiva lo stabilizzatore soltanto quando scatta la foto, per cui inquadrare risulta un po’ più complicato, ma il grado di stabilizzazione è maggiore.

Il megapixel extra

Come indicavamo nell’introduzione, il sensore CCD della FZ7 fa ostentazione di un milione di pixel in più di quello della FZ5. I suoi 6 megapixel, per tanto, permettono di ottenere immagini fino a 2816 x 2112 punti.

La qualità delle immagini catturate è sensazionale, con un alto livello di dettaglio e di definizione. Combinato con l’eccellente obiettivo Leica, il sistema di captazione offre fotografie pulite e nitide, qualcosa di cui abbiamo già reso conto nell’analisi della FZ5.

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La riproduzione del colore è altamente raggiunta, con toni vivi e intensi, quasi copiati da quelli ottenuti con la FZ5. Il bilanciamento del bianco automatico funziona abbastanza bene, e si è migliorato -a nostro giudizio- il rendimento di quelli prefissati. Il bilanciamento per luce fluorescente, a proposito, continua ad essere inedito.

Sensibilità insensibile

Il rango di sensibilità, che copre da 80 fino a 400 ISO, possiede due modi forzati a 800 e 1600 ISO che funzionano soltanto a bassa risoluzione.

Anche se il livello di rumore è migliorato rispetto al modello precedente, la FZ7 continua a presentare una grana elettronica perfettamente visibile nelle catture realizzate a pieno sole, oltre a 200 ISO e anche nelle sensibilità inferiori. Un livello di rumore che, in questo modello, consideriamo fuori luogo. I modi forzati, a proposito, meglio non usarli salvo in caso di emergenza.

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Il flash, di tipo pop-up, si attiva manualmente. Il suo funzionamento si potrebbe dire che è azzeccato e realizzerebbe in abbondanza in quasi qualsiasi altro modello… ma intendiamo che la FZ7 non aspira a essere “un qualsiasi altro modello”. Nelle focali corte rende senza troppi problemi, ma in quelle lunghe di solito non si sbilancia, nonostante la sua potenza. Una fotocamera con tale teleobiettivo dovrebbe attrezzare un flash più contundente.

La memorizzazione delle riprese si realizza su schede SD Card e MMC alloggiate in un compartimento che è situato accanto alla batteria. Precisamente la batteria è oggetto di un altro dei piccoli miglioramenti rispetto alla FZ5. Secondo la Panasonic, permette di arrivare fino a 320 scatti per ricarica, anche se nelle nostre prove -forse più esigenti- non siamo arrivati a tanto. Indipendentemente da ciò, la cosa certa è che l’autonomia offerta è più che considerevole.

Qualità senza sorprese

La Panasonic Lumix DMC-FZ7 non passerà alla storia per le sue nuove prestazioni, anche se forse certamente per la sua qualità. Il potente teleobiettivo ereditato dalla FZ5, il migliorato sensore da 6 megapixel e il già caratteristico sistema di stabilizzazione ottica sono attributi più che sufficienti -anche se poco nuovi- per elevarla all’Olimpo delle fotocamere ultra zoom.

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Può darsi che la FZ7 sia più una manovra di marketing per mantenersi nella cresta dell’onda che una novità fotografica, ma ciò non dovrebbe importare al fotografo. Se si cerca qualità, quello è il nome della FZ7.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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