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Lumix DMC-FZ5

Caratteristiche
Val. utenti: 4,1 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 5,00 MP
Mass. ris.: 2560 x 1920 p.
Obiettivo (35 mm): 36,0-432,0mm
Zoom: 12x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
Un autentico portento compatto, con un luminoso zoom da 432 millimetri stabilizzati e delle immagini di buona qualità
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Verifica la qualità delle immagini della Panasonic Lumix DMC-FZ5 con le nostre 31 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
martedì 26 aprile 2005

Un autentico cannone

La generazione dei 5 megapixel dimostrò che la risoluzione già non poteva vendersi come diversivo di una fotocamera. Inserire più pixel non implicava più qualità, e le compagnie decisero di guardare ad altro. La Panasonic lo fece molto prima con la Lumix DMC-FZ1, una fotocamera dotata di superzoom stabilizzato e soltanto di 2 megapixel di risoluzione, e la cui versione più recente è la Lumix DMC-FZ5. 5 milioni di punti, un luminoso obiettivo equivalente a 36-432 mm, uno stabilizzatore ottico… Non è un tesoro, è qualcosa di più.

La Lumix DMC-FZ5 è un cannone, si guardi da dove si guardi. Anche spenta, i quasi 50 millimetri di diametro del suo obiettivo danno già tracce che questa fotocamera scommette forte. La L della Leica impressa insieme alla cristalleria conferma il sospetto; le sigle OIS (Optic Image Stabilizer) la rafforzano.

Ci sarà tempo per commentare i suoi 5 megapixel o il suo potente teleobiettivo di più di 400 millimetri nel formato da 35 mm. Anche spenta, insistiamo, questa fotocamera già parla di sé.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Come molte altre fotocamere, la FZ5 è molto simile a quelle che l’hanno preceduta, ma rinnovata un po’ esternamente e molto internamente. Erede della FZ3 (la FZ4 è la sua gemella da 4 megapixel), la Panasonic di cui ci stiamo occupando è tutto un portento sulla carta. Un sensore da tenere in considerazione, un obiettivo potente, lo stabilizzatore… Si dovrà vedere se tali specifiche tecniche risultino anche tanto gratificanti nel mondo tridimensionale.

Evoluzione interna

Il corpo della FZ5 è, come abbiamo suggerito, un clone di quello delle FZ3 e FZ4. Anche se di plastica, la FZ5 ha quello aspetto di reflex in miniatura che piace tanto a alcuni fotografi, anche se l’obiettivo è di tale calibro che diventa quasi brutto perché sproporzionato. È più pesante della maggior parte delle compatte, specialmente l’obiettivo, e invece non è pensata per portarla in tasca.

La tenuta è semplice, anche se non del tutto ergonomica. Qualche incavo, specialmente nella zona della batteria, non sarebbe stato niente male.

Il controllo dei comandi, invece, non è semplice. Così come in altri modelli si controlla tutto con un solo dito, la FZ5 richiede di separare lo sguardo dal mirino o dal display per azionare il pulsante. È il caso, precisamente, del pulsante che permette di alternare tra la visualizzazione dal display o dal mirino elettronico, o dalla molla che libera il flash di tipo pop-up.

La parte posteriore ospita il display, e, così come la parte superiore, un buon numero di comandi. Il display, concretamente, possiede una diagonale da 1,8 pollici e da 134.000 pixel di risoluzione e offre una ricezione perfetta e una qualità eccellente. Il suo visionato in controluce produce bande che rendono difficile la visibilità, anche se non tanto gravi come in altri modelli.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il mirino elettronico da 114.000 pixel, invece, possiede una qualità e una ricezione leggermente inferiori. In ogni caso, non si possono fare più obiezioni.

Mirino e display condividono le classiche funzioni dell’inquadratura e revisione di immagini e -ovviamente- di ricettacolo dei menù virtuali. I menù, precisamente, sono scarsi e la loro disposizione non è la più adatta.

Più di 400 millimetri stabilizzati

L’obiettivo -cannone, come dovremmo battezzarlo definitivamente, è un potentissimo ultrazoom equivalente a 36-432 mm, con alcune sorprendenti aperture di f2.8-3.3. Il suo enorme spessore -non tanto la sua lunghezza- fanno sì che l’accensione della fotocamera non sia particolarmente rapida.

Rapida e precisa è, invece, la messa a fuoco, anche se in diverse occasioni tende a perdersi, specialmente usando focali lunghe. La luce arancione di assistenza all’autofocus non è che aiuti molto, quindi la sua capacità è limitata, anche se si gradisce che non sia un fastidio per i soggetti fotografati. L’aberrazione cromatica è presente in certe catture, anche se in misura molto scarsa, e la distorsione geometrica gode di una buona correzione.

Nel caso fosse poco, la FZ5 possiede il denominato Mega OIS, cioè, il megastabilizzatore ottico di immagine. Dietro a questo rimbombante nome si nasconde il suo utilissimo sistema di stabilizzazione di immagine, imprescindibile per una focale così potente come sono i più di 400 millimetri di questa fotocamera, ai quali si accompagna una molto lodevole luminosità di f3.3.

Sono due le opzioni di stabilizzazione di immagini disponibili: la prima funziona in modo costante, permettendo un’inquadratura e una composizione più semplici quando si usano focali lunghe; la seconda opzione attiva lo stabilizzatore quando si scatta la foto, con cui l’inquadratura si fa più complicata, anche se il grado di stabilizzazione è maggiore.

Una qualità di immagine che non tradisce nelle aspettative

Il sensore della FZ5 è un CCD da 5 megapixel capace di scattare fotografie fino a 2560 x 1920 punti. La qualità delle immagini è stupenda, mettendo in evidenza un alto livello di dettagli e definizioni che, combinati con l’eccezionale qualità dell’obiettivo, permettono di ottenere più fotografie pulite di ottima qualità.

La riproduzione del colore è molto adatta, con toni vivi e intensi. Il rango dinamico è in linea con le compatte, senza distinguersi né per eccesso né per difetto.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

I bilanciamenti del bianco funzionano abbastanza bene nel modo totalmente automatico, lasciando un po’ a desiderare quelli prefissati. Risalta per la sua assenza il bilanciamento del bianco per fluorescenti, una mancanza del tutto incomprensibile per una compatta pensata per funzionare in un mondo -in cui ci tocca vivere- disseminato di luci di questo tipo. Per fortuna, il modo automatico rende bene in quelli scenari impregnati di questa luce.

Il flash, di tipo pop-up, si aziona facendo scorrere una molla. Il suo funzionamento si potrebbe qualificare regolare. Nelle focali corte non dà problemi, ma nelle focali lunghe tende a fare male i conti in situazioni nelle quali il lampo dovrebbe illuminare perfettamente. Il riciclato è buono e rapido. Come piccolo ostacolo si può imputare che, scattando in angolare, possono apparire nella fotografia ombre prodotte dal barile dell’obiettivo.

La memorizzazione della FZ5 si realizza in una scheda SD Card o MMC alloggiata nel compartimento situato vicino alla batteria. Lo scaricamento al computer si compie attraverso la porta USB 1.1, collocata vicino alla presa video e protetti entrambi da uno sportello di plastica.

La batteria, dato che ne stiamo già parlando, è agli ioni di litio e regala alla FZ5 un’autonomia considerevole.

Un tesoro per il principiante, un regalo per l’esperto

La Panasonic Lumix DMC-FZ5 passerà alla storia come un obiettivo attaccato a una fotocamera. Il suo potente obiettivo stabilizzato è una meraviglia in mani esperte e un piacere tra le dita del più principiante.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

È evidente che un principiante troverebbe tale livello di teleobiettivo come un’attrazione molto più appetibile di un superangolare; ma sarà il professionista o il principiante esperto, indubbiamente, colui che trarrà più vantaggio da questa meraviglia stabilizzata.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra
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