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![]() Lumix DMC-FX8Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2560 x 1920 p. Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Un'ottima scelta per quei fotografi che cercano una fotocamera efficace e affidabile in un corpo piccolo Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Panasonic Lumix DMC-FX8 con le nostre 25 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
venerdì 1 luglio 2005 Buon lavoroVestita per impressionare, attrezzata per trionfare. Quello potrebbe essere il titolo di un film con la Lumix DMC-FX8 come protagonista, una fotocamera graziosa e con un impianto di quelli per farsi un giro -display da 2,5 pollici, stabilizzatore ottico- e con un rendimento fotografico alla stessa altezza. Erede della FX7, che -assicurano- raddoppia in autonomia energetica, la FX8 dimostra che quando la Panasonic vuole, può anche. Che cosa dire di una fotocamera compatta digitale che non si sia già detto. Che se ha un corpo buono, che se fa belle foto, che se ha molte opzioni Della Lumix DMC-FX8 si potrebbero dare quasi tutti giudizi positivi -e qualcuno negativo- e probabilmente non esagereremmo. Questa fotocamera dalle dimensioni di una saponetta è piccola ma potente.Più autonomia Già lo annunciò con grande risonanza la Panasonic al momento di presentare la FX8: il suo principale apporto alla precedente FX7 è la maggiore capacità della sua batteria agli ioni di litio, capace di offrire -secondo la firma- il doppio di autonomia. La Panasonic assicura che possono arrivare a realizzarsi un totale di 300 scatti consecutivi con una sola carica, ma la certezza è che simile cifra soltanto si raggiunge in condizioni ottime di lavoro. In qualsiasi caso, la sua resistenza è certamente notevole. La nostra prova più estrema, una raffica di scatti senza messa a fuoco, senza display, senza stabilizzatore e senza esposimetro ci permise di realizzare più di 800 scatti (sic) senza che si esaurisse la batteria. Infatti, l’indicatore di carica mostrava ancora un 66% quando ci stanchiamo di contare le foto. Una prova più standard, utilizzando lo zoom ottico e il display, scattando qualche altro lampo di flash e con lo stabilizzatore attivo, offrì risultati più realistici. Risultati che, anche se, non raggiunsero i 300 scatti, certamente superarono i duecento; detto diversamente: un’intera giornata fotografica senza preoccupazioni energetiche. Alcuni più vistosi 2,5 pollici Com’è di costume da un tempo a questa parte -gradevolissima consuetudine, a proposito-, il gigantesco display è il primo che richiama l’attenzione quando si ha questa fotocamera tra le mani. Sono 2,5 pollici di diagonale e 114.000 pixel di risoluzione che occupano l’80% della parte posteriore della fotocamera, relegando il mirino ottico al limbo degli scomparsi. Invece, non per essere l’elemento più idiosincratico è il più notevole. Infatti, se escludiamo le dimensioni, il display della FX8 passerà alla storia per avere una qualità indiscutibilmente migliorabile. Anche se la sua ricezione con buona luce è perfetta, diminuendo l’intensità luminosa questo si rallenta enormemente, più che in altri modelli. Inoltre, le bande in controluce appaiono con notevole frequenza, e al momento della riproduzione è facile trovare moirè nell’immagine. Anche se, invece, i colori sono eccellenti, la definizione di immagine che riflette il display LCD non è -né da lontano- quella che si può apprezzare poi sul monitor del computer. Certamente, il display ospita anche i menu virtuali, facili da maneggiare, anche se abbastanza limitati. Probabilmente, nel caso avessimo contato su più opzioni, i menu sarebbero stati una confusione. Continuando con la fisionomia esterna, il vuoto che lascia il display lo copre un piccolo dial di modi che permette di scegliere tra diversi automatismi e scene prefissate, così come un semplice modo che limita ancora le poche opzioni che la fotocamera permette di modificare. Questa opzione, inoltre, pulisce il display dei dati che -certamente- non risulteranno di interesse per buona parte dei principianti ai quali va diretta la fotocamera. Un Leica con stabilizzatore Il frontale, molto ben rifinito, nasconde un obiettivo retrattile che si apre quando si attiva la fotocamera. Ad eccezione dell’ottica del flash e della luce ausiliare del flash -come in tanti altri casi, abbastanza fastidiosa-, non c’è nessun altro elemento criticabile sotto questo aspetto della FX8. Nel complesso, la tenuta è soddisfacente, e tutti i comandi risultano accessibili con un paio di dita della mano destra, quasi senza dovere allontanare lo sguardo dal display. Inoltre, il risalto del display permette al pollice di riposare più comodamente. Il corpo, metallico opaco e con elementi brillanti, è perfettamente rifinito. Salvo la porticina della batteria, la scheda SD Card che utilizza per salvare le foto e i collegamenti USB e video e rete, offre un’interessante sensazione di robustezza. L’obiettivo è un Leica de 35-105 millimetri, nel formato 35 mm, con una luminosità di f2.8-5. Come non ci stanchiamo di ripetere, questo f5 nella posizione di tele continua ad essere un diaframma troppo chiuso, specialmente prendendo in considerazione che, in questo modello, questo f2.8 dell’angolare lo è soltanto ai 35 millimetri di focale, passando a f2.9 ai 40 e a f3 ai 46. Lo zoom ha una velocità di risposta accettabile, nella media di una compatta, anche se della messa a fuoco si può dire che è piuttosto lenta, ma precisa. Nel capitolo della qualità, l’obiettivo fa onore alla firma che ostenta ed offre un’eccellente definizione di immagine, anche se, al contrario, lascia anche vedere una lieve ma evidente aberrazione cromatica; un dettaglio, questo ultimo, poco comune nelle ottiche di fattura Leica. Invece, il dettaglio più attraente dell’obiettivo è lo stabilizzatore ottico integrato, il Mega OIS (Optical Image Stabilizer) della Panasonic. Questo consta di due opzioni: la prima stabilizza l’immagine in maniera costante, per aiutare a comporre senza vibrazioni, mentre la seconda soltanto la stabilizza al momento di scattare la foto. È superfluo dire che questo stabilizzatore non può competere con i modelli reflex, ma indubbiamente compie perfettamente la sua funzione. Qualità più che notevole Il sensore della FX8 è un CCD da 5 milioni di punti che crea immagini fino a 2560 x 1920 pixel di risoluzione. Offre una qualità sensazionale e una ricca gamma tonale, così come un rango dinamico di altissimo livello. Nel complesso, le immagini che crea la FX8 sono piuttosto notevoli. Nel capitolo del rumore, la FX8 permette di scegliere tra quattro opzioni di sensibilità: da 80 a 400 ISO, offrendo un livello di rumore alto in tutte quelle, senza che per ciò si possa apprezzare una riduzione di qualità di nessun tipo. Sebbene ci ripetiamo anche in questo, non sarebbe stato male vedere come si comporta questa fotocamera a 800 ISO. Il bilanciamento del bianco, invece, funziona in modo abbastanza azzeccato in tutte le situazioni, tanto in automatico come nei modi prefissati o nel manuale. Nonostante ciò, e disposti a criticare, forse il bilanciamento prefissato per tungsteno si potrebbe migliorare sostanzialmente. Menzione a parte merita il paragrafo del video. Di solito, le fotocamere compatte offrono una qualità media o -semplicemente- mediocre quando parliamo di video. Della FX8 non si può dire precisamente lo stesso: 640 x 480 pixel a 30 fps, con suono e senza limite prefissato di tempo. E il più importante, di buona qualità, che è qualcosa che poche macchine possono mettere nel foglio delle credenziali. Buon sapore in bocca La Lumix DMC-FX8 è una grande fotocamera. È certo che ci sono vari aspetti che si dovrebbero perfezionare, ma dimostra che si può unire qualità con design senza che il prezzo vada alle stelle. Certamente si sente la mancanza di qualche opzione manuale in più, dato che è un peccato che una fotocamera che offre tanta buona qualità abbia solo come destinatario il semplice principiante. In qualsiasi caso, è evidente che la Panasonic va per una buona strada; per un’ottima strada. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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