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![]() E-500Caratteristiche ![]() Val. utenti: Dim. Sensore: 17,30 x 13,00mm Mass. ris.: 3264 x 2448 p. Fattore: 2,00x Monitor: LCD di 2,50 pollici In due parole Il consolidamento del sistema Quattro Terzi per il fotografo principiante ha un nome, E-500, e offre un buon rendimento Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Olympus E-500 con le nostre 37 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
mercoledì 8 febbraio 2006 Il consolidamento di un sistemaSorella della E-300 e della più recente E-330, la E-500 arriva sul mercato come la risposta della Olympus alla proliferazione delle fotocamere SLR digitali di gamma media e bassa. Una risposta che non poté -non seppe?- dare a suo tempo la E-300. Con un aspetto più proprio di una reflex e la restituzione del classico sistema di pentaprisma, la E-500 presenta il sempre sorprendente sistema di pulizia ad ultrasuoni della Olympus, 8 megapixel di risoluzione e un prezzo affascinante. Dopo il successo a metà dei primi tentativi reflex della Olympus nel panorama digitale (una buona idea, l’E-System, ma forse poco matura per quel tempo), il pubblico aspettava un prodotto che, con lo stesso spirito innovatore, salisse un gradino in più in questa strana specie fotografica che è il sistema Quattro Terzi.Il concetto e la qualità della E-1 e della E-300 erano notevoli, ma a entrambe mancava qualcosa. La E-500, invece, si presenta come il prodotto definitivo dell’assestamento del sistema dei Quattro Terzi. Ad ogni modo, dato che parlare di definitivo nell’universo delle fotocamere digitali è tutta un’imprudenza, forse dovremmo qualificare la E-500 come il punto di partenza -ora sì, definitivo- dell’E-System per i principianti. Lontana dalle forme più soavi della Canon e della Nikon -e Pentax e compagnia-, la E-500 ricorda vagamente le Sigma della serie SD, ma con delle linee un po’ più quadrate. Forse per quello a prima vista non sembra che si tratti di una fotocamera di gamma media e può comunque porre avventati dubbi sulla comodità della sua tenuta. La E-500 utilizza obiettivi di montatura Quattro Terzi che si incastrano facilmente in una baionetta metallica di aspetto stabile. Sembra anche stabile il corpo, che -peccato- è di plastica. Le ottiche impiegate per questa analisi, a proposito, sono quelle che la Olympus commercializza insieme alla E-500 in formato kit, cioè: lo zoom standard Zuiko 14-45 mm f3.5-5.6 e il teleobiettivo zoom Zuiko 40-150 mm f3.5-4.5. Non sono precisamente i migliori cristalli Zuiko, ma certamente due dei più rappresentativi per questa fotocamera che -ricordiamo- va rivolta al fotografo principiante. Ultrasuoni per iniziare L’accensione è un po’ lenta -un paio di secondi-, specialmente per una reflex. Il ritardo non è casuale e in fondo si gradisce, quindi la fotocamera impiega questo lasso di tempo per attivare il sistema automatico di pulizia del sensore. Anche se certamente viene bene, non sarebbe inutile potere disattivare questa opzione a piacere. Dicevamo un po’ più in alto che la tenuta poteva sembrare poco comoda a prima vista, ma risulta che certamente lo è. Nonostante non abbia impugnatura né che sia particolarmente grande -è piuttosto piccola-, la E-500 si fa prendere; il dito mignolo non si muove e le sensazioni quando si impugna sono di robustezza e solidità. Portare la fotocamera all’occhio è anche comodo. Quasi tutti i comandi importanti -parlando in termini fotografici- sono alla portata delle dita senza che sia necessario spostare l’occhio dal mirino. Ricoperta da molti bottoni, la E-500 è più o meno allo stesso livello di qualsiasi reflex digitale di questa gamma, con comandi da utilizzare dalle priorità fino al temporizzatore. Tutti quelli si distribuiscono, specialmente, nella parte posteriore del corpo. In questo modo, i dial di controllo -uno di modi e un altro per modificare i parametri- si collocano nella parte superiore, accanto al pentaprisma. Anche se diciamo che si sente la mancanza di un secondo dial di selezione per maneggiare in forma indipendente l’otturazione e il diaframma, merita particolare attenzione quello dei modi: non è una ghiera senza fine e conta sui tipici modi fotografici, oltre a varie scene prefissate. Abbiamo già detto che quasi tutti i comandi essenziali si possono utilizzare intuitivamente. Questo, invece, non si può applicare al resto dei pulsanti, per i quali non è solo necessario liberare il pollice destro, ma anche -in molte occasioni- usare entrambe le mani. Un punto negativo se lo porta il pulsante di attivazione del flash, situato al lato sinistro, che obbliga a allontanare lo sguardo per collocare correttamente il dito quando si pretende di attivarlo manualmente. Non è un peccato capitale, ma certamente un dettaglio da migliorare. Per coloro che vogliono sapere tutto Lasciando l’ergonomia da parte, la E-500 possiede un display di alta qualità da 2,5 pollici e 215.000 pixel, dove si raccolgono non solo le immagini per la sua revisione, ma anche ogni tipo di informazioni sulle opzioni di scatto. In effetti, a differenza di altri modelli reflex nei quali il display resta inattivo il 90% del tempo, nella E-500 può stare tutto il tempo acceso -tranne che l’utente lo spenga-, offrendo un completissimo assortimento di dati: dalla velocità di otturazione o al diaframma fino al livello di nitidezza o contrasto, passando per la misurazione o la compensazione dell’esposizione. Questi menu non sono soltanto una fonte di informazione, ma fanno le veci di accessi diretti per la modificazione di ogni parametro. Per cambiarli, cioè, non è necessario navigare attraverso quelli, ma si può accedere direttamente dal corrispondente simbolo del display. L’idea sembra buona, ma quando si utilizza la fotocamera vediamo che manca qualcosa o che -almeno- non è così buona come potrebbe sembrare. Un menu un po’ antipatico Il principale problema dei menu del display della E-500 sorge -a nostro giudizio- dalla combinazione tra una lenta risposta ai pulsanti (bisogna girare la ghiera di selezione molto piano per scegliere il valore adeguato, dato che la fotocamera ritarda un istante nel reagire) e la necessità di premere il pulsante OK ogni volta che vogliamo muoverci dalle opzioni riflesse sul monitor. Ciò, che in principio sembra una sciocchezza, diventa un rompicapo al momento di realizzare una sequenza rapida di cambi, dato che è molto facile confondersi. Menu a parte, la qualità del display è abbastanza buona e offre un più che sufficiente livello di dettaglio dell’immagine. I colori, invece, sono fedeli alla realtà e non hanno molto da invidiare a quelli che dopo si vedranno sullo schermo del computer. La E-500 offre, inoltre, un completo repertorio di dati -incluso un istogramma multicanale- di ogni ripresa salvata sulla scheda. Il mirino porta incorporata una protezione di gomma e un piccolo controllo per realizzare la correzione diottrica. Ed è molto piccolo. Infatti, è così piccolo che, in confronto, il mirino standard di una Canon EOS 20D o di una Nikon D200 sembrano grandi. La messa a fuoco automatica non è particolarmente rapida, limitandosi a quanto previsto per una fotocamera di gamma più bassa che media. La precisione, cioè, è garantita in ambienti immersi di luce poco problematica (una lampadina, per esempio). L’autofocus conta su una luce ausiliare proveniente dal flash che risulta molte volte insufficiente. Il flash, a proposito, è di tipo pop-up, e nella modalità di esposizione automatica si attiva e si solleva quando è necessario. Non si alza né si attiva automaticamente quando è necessario, in modo che si deve collegare a discrezione del fotografo, un po’ incomprensibile per una fotocamera che starà in molte mani principianti. Oltre alle molteplici funzioni, inclusa quella di sincronizzazione lenta sulla seconda tendina, il flash presenta un riciclaggio eccellente, permettendo anche di scattare raffiche lente. Come si è già segnalato, dal flash nasce la luce ausiliare all’autofocus, consistente in piccoli e continui lampi come luce “stroboscopica”, per cui può essere fastidioso quando si ritraggono persone. Il flash integrato è dotato di una slitta a caldo per unità esterne. Così pulito come se fosse nuovo Se qualche particolarità estranea al rigorosamente fotografico ha l’E-System della Olympus, quella è indubbiamente l’opzione di pulizia del sensore meditante ultrasuoni. Vista la sua efficacia nella E-1, la prima fotocamera dell’orbita Quattro Terzi, la E-500 non poteva fare un’altra cosa che non fosse -almeno- uguagliarlo. Il sistema, che come abbiamo già detto si attiva quando si accende la fotocamera, si può avviare anche quando lo consideri opportuno il fotografo, lasciando in pochi secondi un sensore praticamente così pulito come quello che altre fotocamere presentano uscendo dalla catena di montaggio. Il sensore, precisamente, è un CCD di proporzioni Quattro Terzi, con la già conosciuta moltiplicazione della focale da 2x. Vanta 8 megapixel di risoluzione, che si traduce in fotografie fino a 3264 x 2448 punti che possono salvarsi sui formati JPEG, TIFF e -certamente- RAW. Il sistema di memoria si basa su due tipi di scheda: xD- Picture Card e CompactFlash di Tipo II, nel compartimento per quelle si possono inserire anche dischi Microdrive. La Olympus E-500 offre una moltitudine di parametri fotografici per modificare. Così, mentre altri modelli permettono solo di scegliere un modo di colore o di modificare la nitidezza, questa fotocamera aggiunge la possibilità di modificare la sfumatura nel canale rosso o verde. Ciò, che è sempre da gradire, non sappiamo fino a che punto lo utilizzerà l’utente al quale va rivolta la E-500. Un momento per la qualità Nel paragrafo della qualità di immagine, la E-500 lascia notare 8 milioni di pixel in ognuna delle immagini che genera. Colori reali e un buon livello di dettaglio si fanno vedere in ogni istantanea, arrivando questo modello alle quote più alte della sua categoria e permettendole di competere a tu per tu -la scelta del vincitore resta nelle mani degli utenti- con modelli come la la Nikon D50 e la Canon EOS 350D. Per quanto riguarda la sensibilità, la E-500 offre una vasta gamma che va da 100 a 1600 ISO (forzandola a partire da 400 ISO), con molteplici passaggi intermedi. La sensibilità, com’era prevedibile, offre bassi livelli di rumore nei primi stadi, salendo progressivamente fino a risultare facilmente visibile a 800 ISO e fastidioso -anche se accettabile- a 1600 ISO. Inoltre, la E-500 offre un sistema di riduzione del rumore efficace e i cui effetti secondari non risultano molto aggressivi per la nitidezza finale dell’immagine. Il bilanciamento del bianco ha un funzionamento accettabile ma migliorabile, specialmente con luce incandescente nella modalità automatica, dove il risultato è abbastanza povero. Invece, è molto lodevole la possibilità (già implementata nella E-300) di selezionare la temperatura del colore in una scala di gradi Kelvin. La batteria, per concludere, si sistema in un ricettacolo all’interno dell’impugnatura. Da 1500 mAh, permette di godere di una lunga sessione fotografica con molte decine -centinaia- di foto. Prendendo in considerazione che il display può stare praticamente tutto il tempo acceso, è tutto un risultato. Futuro promettente Che la Olympus stia scommettendo molto e forte sul sistema Quattro Terzi è indiscutibile. Quello che certamente si poteva mettere in dubbio -e alcuni lo misero- era la sistemazione nel mercato dei suoi primi due modelli. La E-500 non ha raggiunto il zenit di questa tecnologia, ma invece dimostra che il sistema è buono e che può offrire immagini di qualità. È superfluo dire, invece, che la Olympus continua a fare bandiera di una tecnologia di pulizia che le altre marche sognano a occhi aperti. TESTO: Eduardo Parra FOTO: Iker Morán |
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