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E-400

Caratteristiche
Val. utenti: 5 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 10,00 MP
Dim. Sensore: 17,30 x 13,00mm
Mass. ris.: 3648 x 2736 p.
Fattore: 2,00x
Monitor: LCD di 2,50 pollici
In due parole
Considerate certe limitazioni, la più piccola SLR digitale -oggi come oggi- offre un buon rendimento e una qualità di immagine notevole.
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Verifica la qualità delle immagini della Olympus E-400 con le nostre 33 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
mercoledì 10 gennaio 2007

Quattro Terzi in miniatura

La tendenza alla miniaturizzazione che da tempo postulano le reflex digitali più semplici ha nella Olympus E-400 il suo massimo esponente. Se l'idea era conseguire un modello semplice, facile da portare e all'altezza dello standard Quattro Terzi, non c'è dubbio che sia stato conseguito. Solo alcuni dettagli della sua ergonomia e il suo rendimento, o il prezzo -un pò più elevato rispetto a quello di alcuni modelli della concorrenza- ci potrebbero far dubitare al momento di scegliere una reflex per la nostra borsa da viaggio.

Se c'è una prestazione di un modello che si presta alla soggettività, senza dubbio questa è la dimensione. Lo stesso corpo che ad alcuni può sembrare terribilmente pesante e sproporzionato, a altri risulterà perfettamente leggero e equilibrato.

Ciò che è indiscutibile è che la Olympus E-400 è piccola. Concretamente, la reflex più piccola del mercato, implorava la sua data di esposizione il mese di settembre. Sostituta e ereditaria dalla E-500, la fotocamera di ottiche intercambiabili giungeva accompagnata da due nuovi obiettivi che, seguendo la sua stella, avevano ridotto al massimo le sue dimensioni.

L'insieme risultante (la E-400 con i Zuiko 14-42 mm e 40-150 mm) è compatto e leggero; ideale per viaggiare senza dover sentire la mancanza della borsa o dello zaino di turno, ma senza rinunciare alla qualità che offre una reflex digitale.

Oltre a quest'orientamento, che certifichiamo con un paio di fughe con la fotocamera a tracolla, abbiamo anche potuto accertare qualcosa che già insinuavamo nei primi articoli di presa di contatto con la E-400: il suo design e le dimensioni esercitano una poderosa attrazione verso quella parte del pubblico femminile che si lascia sedurre dall'universo delle ottiche intercambiabili.

Miglior tatto

Con un peso dichiarato di 375 grammi, non c'è niente da dire sul fatto che il corpo della E-400 sia totalmente fatto di plastica. Solo la montatura mantiene la sua natura metallica. Anche gli Zuiko nuovi e piccoli presentano una baionetta di plastica, dettaglio che ha provocato una certa agitazione tra gli utenti della marca, anche se si ripete nelle ottiche più accessibili delle altre compagnie.

Considerata questa costruzione e la superlativa leggerezza, bisogna riconoscere che il corpo della E-400 ha guadagnato punti rispetto alla sua predecessora in quanto a tatto. Il suo rivestimento, leggermente rugoso, offre un aspetto abbastanza più serio e consistente rispetto a quello esibito dalla E-500.

La presa, come è logico che sia, rimane totalmente subordinata alla ridotta dimensione e alle nuove linee. Delle mani grandi sentiranno la mancanza di un'impugnatura un pò più prominente e soffriranno la classica sindrome del "mignolo appeso", riguardante la maggior parte delle reflex di bassa gamma.

Anche la disposizione dei agganci per lo scorrimento sono nuovi. Posizionati nella parte anteriore e con delle dimensioni sproporzionate in relazione al resto del corpo, la vicinanza dell'uno all'altro allo scattare rende leggermente difficile la presa della fotocamera.

Ma oltre a questi dettagli, le opinioni che suscita il design della E-400 e le sue reminiscenze classiche (inclusa questa esposizione centrale delle fotocamere del E-System) sono variopinte.

Se la frecciata o l'odio non sono istantanei (alcuni si aspettavano un modello di gamma professionale, invece di questa piccola reflex: da li la possibile delusione), la verità è che passati una quantità di giorni uno si abitua alle forme della E-400 e arriva ad apprezzare il design proposto.

Ostacoli inesistenti

Insieme alla miniaturizzazione e come conseguenza di questa, l'economia dei comandi è un'altra delle chiavi dell'utilizzo di questa E-400.

Anche se si potrebbe pensare che la riduzione della dimensione dei controlli e dei pulsanti distribuiti per il corpo risponde alla mancanza di spazio disponibile, basta dare uno sguardo alla zona posteriore pulita per renderci conto che non è così. La strategia risponde più ai desideri di facilitare l'utilizzo e insistere sul fatto che la E-400 è una fotocamera per novelli.

Nonostante ciò, farebbe piacere che tanto spazio libero fosse stato utilizzato per aumentare la dimensione dei minuscoli comandi -mezza dozzina- che formano una ruota nella parte destra.

Continuando con le lamentele, la scomparsa degli accessi diretti alla sensibilità, il bilanciamento dei bianchi o la misurazione che aveva la E-500 neanche contribuiscono a facilitare le cose. Talvolta si riesce ad ottenere un'estetica più pulita, con meno iscrizioni e funzioni per ogni comando, ma non crediamo che la perdita di questo ostacolo sia positiva.

Dotato di un solo LCD, come già è abituale nella Olympus, la E-400 concentra nel suo monitor posteriore tutte le applicazioni dello scatto. Premendo il pulsante centrale della citata ruota si accede a un display generale nel quale è già possibile navigare per tutti i parametri, mediante le frecce posteriori, con la ruota localizzata sulla parte frontale, al lato del pulsante di scatto.

Una volta abituati a questo sistema, ciò che è certo è che offre una grande agilità nell'utilizzo e cambio delle applicazioni. Peccato che, come dicevamo, sia necessario manipolare fino a tre comandi per -per esempio- cambiare la sensibilità. È anche certo che, l'utente tipo di questa fotocamera può essere che non passi il giorno aumentando e diminuendo i valori ISO.

Un punto per il visore

Nè la E-500 nè la E-330, le due reflex che si aggiungono al catalogo della Olympus prima che lo facesse la E-400, possono pretendere di avere un visore troppo luminoso. Per questo ci ha sopreso trovarci con la E-400 con notevoli miglioramenti in questo campo -il suo visore è più grande e un pò più luminoso- rispetto alle sue antenate.

C'è anche da tenere in conto, che in questo caso, non esiste nessun meccanismo di previsualizzazione sul display che dia luce al visore, così come succede con la peculiare E330.

E effettivamente, la E-400 è ritornata al classicismo che la E-330 abbandonò. Anche se la citata sopresa iniziale poteva avere qualcosa a che vedere con questo dettaglio, sembra che la Olympus riaffermi la sua intenzione di mantenere vari fronti aperti nella sua offerta reflex. Un catalogo nel quale la previsualizzazione sul display -Live View, come la chiama la compagnia giapponese- continuerà a convivere con i visori reflex tradizionali.

Considerati i miglioramenti, bisogna tornare a menzionare una volta in più la scarsità di informazione sul visore, deficit che i fabbricanti dovrebbeo iniziare a tenere in conto. Anche se la offerta reflex più semplice non sia talvolta la più indicata per questo tipo di esigenze, sicuro che a nessun utente disturberà trovarsi con informazione sulla sensibilità o il bilanciamento dei bianchi al posizionare l'occhio nell'oculare.

Menu scomparsi

Già commentavamo che nelle successive prese di contatto che abbiamo realizzato con questo modello che tanto il funzionamento del flash di aiuto all'autofuoco come la semplificazione dei menu ci sembravano due delle principali carenze.

Dopo aver ampliato la nostra esperienza con la fotocamera e passato una quantità di ore in più con lei, non possiamo non riaffermare ciò che già abbiamo commentato.

Alle classiche limitazioni di potenza di queste unità di tipo pop-up, bisogna aggiungere l'ombra che producono quando si usano insieme con il parasole dell'obiettivo e la focale più angolare.

Oltre a questi dettagli, totalmente assumibile è la funzione di aiuto dell'autofuoco quella che più da fastidio. Ciò che è peggio non sono i suoi scintillii sgradevoli e poco discreti, ma il fatto che risulta inspiegabilmente impossibile annullare questa funzione. Inconvenienti da un lato, il flash integrato realizza con scioltezza la sua principale funzione e permette di ottenere esposizioni più che corrette.

Alla mancanza di un menu che si incarichi di questo, solo ci si sono presentate due opzioni quando vogliamo scattare con luce scarsa: lavorare con la messa a fuoco manuale o annullare il livellamento automatico del flash. Chiaro è che, se lo scatto si realizza con il flash, questa seconda possibilità rimane automaticamente scartata.

La seconda delle nostre lamentele si riferisce precisamente ai menu e insiste su ciò che già abbiamo commentato ai suoi tempi. Non è da garanzia che alcune opzioni disponibili nella E-500 -l'annullamento di questo fastidioso aiuto alla messa a fuoco, senza andare troppo lontano- siano scomparse.

Anche se confidiamo in ciò che riguarda la facilità di soluzione attraverso un nuovo firmware (la Olympus come altre compagnie, già ha dato mostra che in questo modo si possono introdurre grandi miglioramenti), la già pubblicata versione 1.1 non tocca queste questioni.

10 megapixel sensibili

Oltre al design, l'aumento della risoluzione fino a 10 megapixel è uno dei dati più notevoli del quadro delle particolarità della E-400.

Solo una leggera mancanza di nitidezza in alcune foto -considerato il miglioramento in questo campo rispetto alla E-500- sarebbe l'unica pecca attribuibile a un CCD e un processore che rendono senza problemi in quanto a dettaglio, saturazione o qualità dinamica delle immagini.

Tranquillizza di più anche vedere che la sensibilità non è stata disturbata dopo aver aggiunto 2 milioni di fotodiodi a un CCD che può crescere oltre a quello che lo standard Quattro Terzi comanda. Anche se è certo che la E-400 non è la più "silenziosa" della sua classe, il rendimento fino a 400 ISO per quanto riguarda il rumore elettronico è implacabile.

A partire da questo momento, i risultati a 800 ISO e 1600 ISO si mantengono sulla stessa linea di quello dimostrato dalla E-500: il rumore è presente, ma le immagini sono perfettamente utilizzabili anche quando lo scatto si realizza in delle condizioni di illuminazione poco favorevoli.

È anche piacevole vedere come la nitidezza non risente del processo a queste sensibilità, anche se a volte si può apprezzare un certo cambio nella tonalità di colore al superare la frontiera degli 800 ISO.

Rispetto al bilanciamento dei bianchi, la risposta della E-400 al confrontarsi con luci fluorescenti e a tungsteno -le più ardue normalmente- è differente.

Se la modalità automatica permette di ottenere risultati in scene con luce fluorescente che superano -in alcuni casi- i risultati ottenuti con qualsiasi delle tre modalità prefissate per questa luce, l'automatismo non si sviluppa con tanta scioltezza rispetto alle lampadine incandescenti.

Un insieme interessante

Anche se la montatura Quattro Terzi da accesso a un'ampia gamma di obiettivi, la E-400 giunge con due proposte più chiare per coprire il settore delle ottiche.

Pensando a questo modello, la Olympus ha ridisegnato due dei suoi Zuiko più popolari, adornandoli con una ruota azzurra e riducendo al minimo le sue dimensioni. Si tratta dei nuovi Zuiko 14-42 mm f3.5-5.6 e 40-150 mm f4-5.6.

Considerata la leggerezza e la dimensione, nessuno dei due ha sacrificato l'ergonomia. Fortunatamente, e a differenza di ciò che altre marche propongono per le proprie ottiche più semplici, in questo caso l'anello della messa a fuoco manuale è generoso nelle sue dimensioni e più comodo nel suo utilizzo.

Il 14-42 mm, compagno della E-400 che abbiamo provato, si difende con scioltezza nella messa a fuoco, giungendo anche a superare in velocità e assenza di rumore la sua versione originale, il Zuiko 14-45 mm f3.5-5.6.

Questi dati, insieme all'assenza di errori emergenti e a un'inquadratura minima, fanno dell'acquisizione delle ottiche una buona scelta. Ancora di più se l'acquirente fa attenzione al prezzo del corpo a parte e in ciò che si chiede per un insieme con una o due ottiche.

Un mini aperitivo

Alla vista di tutti questi dati, salta all'occhio che la E-400 gioca una doppia strategia. Così come emerge come la nuova scommessa della Olympus nel segmento reflex più semplice, fa anche da anteprima delle SLR di gamma professionale che stanno per giungere.

Un aperitivo che si presenta interessante in quanto alla scioltezza con cui si sviluppano questi 10 megapixel e l'arci conosciuto sistema di pulizia, che non si può non menzionare e al quale la concorrenza cresce. Peccato che l'assenza del Live View- previsualizzazione dell'immagine sul display- o dello stabilizzatore sul corpo ci obbligano a parlare del modello conservatore.

Conservazione accompagnato all'innovazione nel design. Piccola, discreta e maneggevole, la E-400 compie a perfezione il suo ruolo di SLR digitale per non iniziati o come compagna di viaggio, e anche alcuni professionisti potrebbero vedere in lei un secondo corpo. Un pò più cara che i modelli della concorrenza, il kit con le due ottiche, il cui prezzo si situa attualmente intorno ai 1.000 euro, è una proposta realmente appetitosa.

TESTO: Iker Morán
FOTO: Álvaro Méndez

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