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![]() Camedia C-770 Ultra ZoomCaratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 3200 x 2400 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm Zoom: 10x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Una versione leggermente migliorata della C-765, con la stessa qualità di immagine, ma con video MPEG4 e una slitta a caldo per il flash Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Olympus Camedia C-770 Ultra Zoom con le nostre 19 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
venerdì 3 dicembre 2004 Una grande fotocamera che è superfluaSe qualcosa che vende può sfruttarsi, niente lo impedisce. La Olympus Camedia C-770 Ultra Zoom, ricettrice di una solida eredità di fotocamere ultra zoom, è un buon esempio di ciò. Con un sensore da 4 megapixel di risoluzione e uno zoom ottico da 10x, la C-770 è molto simile alla sua parente vicina, la Camedia C-765 Ultra Zoom. A questa, aggiunge un paio di dettagli: registrazione di video in formato MPEG4 e una slitta a caldo per unità esterne del flash. Che senso aveva, quindi, la C-765? O detto con più perspicacia: Perché una C-770? C’era un annuncio di una marca di combustibili che diceva che quando terminavano uno dei suoi prodotti solo pensavano a come migliorarlo. Qualcosa così è ciò che è dovuto succedere agli ingegneri della Olympus con le fotocamere che anticiparono la Camedia C-770 Ultra Zoom, una replica con un paio di aggiunte alla C-765 Ultra Zoom, che a sua volta è un’evoluzione della C-750 Ultra Zoom.Certamente, esistono poche differenze tra la C-770 e la C-765. Così poche che, se invece di battezzarla come C-770 le avessero messo il nome di C-766, nessuno si sarebbe sorpreso. Da fuori, la C-770 è virtualmente identica alla sua gemella la C-765, nonostante il diverso colore delle sue carcasse: nera la prima, argentata la seconda. Ci sono, invece, alcune sottili -e non tanto sottili- differenze che collocano la C-770 più in alto della C-765. Per iniziare, possiede una slitta a caldo per il flash esterno, una prestazione molto interessante per fotocamere ultra zoom. Il pulsante posteriore di accensione esistente nella C-765, invece, è stato sostituito da un comando scorrevole che permette di cambiare l’accensione con il visionato delle catture realizzate e il video registrato. Per terminare, la C-770 incorpora un pratico altoparlante esterno per la riproduzione del suono delle registrazioni di video. Il video è, esattamente, la principale differenza tra la C-770 e la C-765. In questo ultimo modello si è autorizzata la possibilità di registrare video nel formato MPEG4, a 30 fps e a una massima risoluzione da 640 x 480 pixel. Il risultato è, semplicemente, abbastanza buono. A prescindere dal suo piccolo corpo a forma di pacchetto di plastilina e dal suo enorme zoom digitale, la tenuta della C-770 risulta abbastanza semplice. Come è già abitudine nel mondo digitale, tutti -o quasi tutti- i comandi sono perfettamente accessibili, senza dovere smettere di visualizzare il display per manipolarli. Per concludere questo fugace ripasso all’apparenza esterna della C-770, basta ricordare che è praticamente un clone (le eccezioni si sono già descritte) della C-765, per questo raccomandiamo di dare uno sguardo all’analisi di questa ultima. Un grande riflettore ottico Com’è norma nelle macchine “olimpiche” ultra zoom, l’obiettivo non è solo di grande calibro focale, ma è inoltre luminoso e di buona qualità. Quello che monta la C-770 è un 38-380 mm, nella sua equivalenza al formato da 35 mm, con una luminosità di f2,8-3,7. Identico, quindi, a quello della C-765. E a livello della qualità, più dello stesso. Non ci sono aberrazioni facilmente visibili e la sua resa è eccellente in tutte le distanze focali. È certo che, nella nostra opinione, non sarebbe stato superfluo alzare un paio di punti la nitidezza delle catture, anche se quello già appartiene al terreno soggettivo dei gusti fotografici di ognuno. Così come accadrebbe nel modello C-765, la risposta dello zoom nella C-770 è più lenta che rapida, a causa, in parte, delle sue grandi dimensioni. La messa a fuoco macro, identica a quella della C-765, è eccellente, offrendo una grande nitidezza a una distanza di messa a fuoco tremendamente scarsa: 3 centimetri. È anche interessante la modalità Super Zoom, una funzione che “ritaglia” l’immagine, in modo tale che la distanza focale si vede “moltiplicata” nel più puro stile SLR digitale. La qualità dello zoom digitale, invece, si trova dentro i pessimi parametri comuni. Il sensore, un CCD da 4 milioni di pixel, è lo stesso di quello della C-765. Fino a 2288 x 1712 pixel sono le riprese, che è capace di generare. Così come sua sorella, le immagini che offre la C-770 sono semplicemente eccellenti. Tutti gli aspetti -cioè colori, rumore, definizione, ecc.- passano con un buon voto le più esigenti prove. La C-770 lascia nelle mani dell’utente la modificazione di diversi parametri: nitidezza, contrasto e saturazione. Un buon uso di quelli permette di ottenere una maggiore definizione di immagine. I fotografi più esperti, indubbiamente, otterrebbero risultati superiori a quelli che potrebbero ottenere con una macchina che non cede questo margine di discrezionalità. Il display, identico a quello della C-765, da 1,8 pollici e da 114.000 punti di risoluzione, ha una buona ricezione e una qualità più che sufficiente, tanto per l’inquadratura come per la successiva revisione delle catture. Hanno la qualità anche i modi prefissati di bilanciamento del bianco, anche se in varie occasioni il modo automatico mostra certe limitazioni. Si distinguono le tre possibilità per la luce fluorescente, che possono perfino impedire al momento di scegliere una Il rimedio: provarle tutte. Il tipico rumore generato dal sensore con l’uso di sensibilità alte brilla per la sua assenza. Dagli eccellenti 64 ISO fino ai non tanto memorabili 400 ISO, il fastidioso rumore elettronico passa inavvertito. In onore della verità, invece, bisogna criticare che sì appare a partire dai 200 ISO, anche se un buono algoritmo di riduzione si incarica di mitigarlo senza che la qualità si rinnovi in eccesso. La C-770, inoltre, offre un modo di riduzione del rumore specifico di abbastanza utilità. Il flash, uno dei punti neri della C-765 per il suo grezzo design (non è ben rimarcato e balla nel suo alloggiamento) possiede nella C-770 una costruzione leggermente migliore. In qualsiasi caso, il flash di questa compatta, di tipo pop-up, fa sfoggio di un tempo di ricarica tremendamente rapido e di una potenza considerevole. Inoltre, è abbastanza efficace riducendo il caratteristico effetto degli occhi rossi. E chi non ne sia soddisfatto, può sempre ricorrere al collegamento di un’unità esterna (un Olympus FL-50, per esempio) nella sua slitta a caldo. La batteria ricaricabile agli ioni di litio della C-770, la stessa di quella della C-765, offre una buona autonomia e una relativamente rapida ricarica. L’autonomia che offre è più che sufficiente per una buona manciata di foto. Il compartimento dove alloggia serve anche da rifugio per le piccole schede xD-Picture Card che usa esclusivamente la C-770. Il collegamento USB, l’uscita video e la presa per la rete elettrica si trovano nella parte laterale. Non c’è molto da dire sulla Camedia C-770 Ultra Zoom che già non si sia detto sulla C-765. Realmente ci domandiamo se il semplice fatto di registrare video nel formato MPEG4 e includere una slitta a caldo per unità esterne del flash giustifica la creazione di un nuovo modello di macchina, che, se non bastasse, nacque allo stesso tempo della C-765. Non sarebbe stato più semplice fare una sola fotocamera dotata di tutte le prestazioni? Buona qualità, buona nitidezza, buon consumo Camminando a braccetto con la C-765, la C-770 è una buona fotocamera la cui ragione di esistere è in dubbio. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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