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Camedia C-765 Ultra Zoom

Caratteristiche
Val. utenti: 4,8 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 4,00 MP
Mass. ris.: 3200 x 2400 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm
Zoom: 10x (ottico) / 3x (digitale)
In due parole
Un'eccellente fotocamera ultra zoom, a metà strada tra le compatte e le reflex digitali.
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Verifica la qualità delle immagini della Olympus Camedia C-765 Ultra Zoom con le nostre 36 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
venerdì 5 novembre 2004

Un'autentica fuori serie

Nella sottile frontiera che separa le reflex dalle fotocamere compatte sta un'ampia gamma di fotocamere che non sono né una cosa né l'altra. Evidentemente, la Camedia C-765 Ultra Zoom non è una reflex, anche se il riflettore che ha per obiettivo ci impedisce di parlare convenientemente e piacevolmente di quella come se fosse una compatta. È una cosa strana di una qualità sensazionale, con un paio di attributi da levarsi il cappello e -sfortunatamente- un corpo e dei menù ancora da rifinire.

Erede della Camedia C-750 Ultra Zoom, la C-765 è una specie di voltiamo pagina nella sempre più ampia famiglia di fotocamere ultra zoom della Olympus. Invece di fare una nuova versione sulla base del modello più recente C-760, la firma giapponese scelse di disegnare una macchina che parte dalla filosofia della C-750, ma con certi ritocchi -quelli che funzionano meglio- provenienti dalla C-760. Un potentissimo zoom, una qualità di immagine invidiabile e un corpo di ridotte dimensioni mettono sul tavolo una fotocamera disposta a segnare un prima e un dopo nella fotografia digitale.

La Olympus Camedia C-765 è, essenzialmente, un piccolo pacchetto con una protuberanza. Possiede un corpo principale con le dimensioni di un cellulare, ma il doppio di spessore. Nella sua parte frontale, sporge l’enorme obiettivo. L’ottica retrattile, si proietta circa due o tre centimetri quando non è aperta per facilitare il suo trasporto, e si espande fino a sei o sette accendendosi, raggiunge dei niente affatto comuni 380 mm di distanza focale.

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Il monitor, anche di alta qualità, è di 1,8 pollici e ha circa 114.000 punti di risoluzione. Offre una ricezione in tempo reale e una stupenda qualità, tanto al momento di visionare quello registrato come al momento di inquadrare.

Un’eredità a forma di croce

I menù, cosa comune nelle macchine della Olympus, sono, a nostro giudizio, un po’ complicati. Mantengono la struttura di croce, con quattro opzioni che danno accesso ai nuovi submenù in forma di guide.

La maggiore confusione, invece, appare al momento di accedere ai menù in uno o in un altro modo. Il ragionevole, o almeno il più logico, sarebbe mostrare di colpo tutte le opzioni, lasciando alcune imprecise per denotare la sua possibile attivazione e altre no. La Olympus, invece, varia i menù a seconda di come stiamo in un modo o nell’altro.

Così, nel modo di scatto automatico, per esempio, lo schema a forma di croce presenta accessi diretti alle opzioni a raffica e temporizzatore. Nel modo programmato, invece, si può accedere al tipo di misurazione e alla messa a fuoco macro.

Oltre alle funzioni accessibili dai menù, la C-765 possiede un assortimento completo di possibilità di scatto. Da un modo interamente automatico fino ad uno totalmente manuale, passando dai già comuni modi di priorità, programma o modi prefissati.

La fotocamera registra anche clips di video di buona qualità in formato QuickTime, senza limite di tempo e con una risoluzione di 640 x 480 pixel a delle velocità di 15 fps.

L’obiettivo, la sua ragione di essere

La C-765 offre come prima traccia del suo livello di qualità, un potente zoom. L’obiettivo, come abbiamo già commentato, equivale a 38-380 mm nel formato da 35 mm, con delle aperture da f2,8-3,7. Quasi non ha aberrazioni cromatiche e geometriche e offre una definizione che segna l’eccellenza.

Trattandosi anche di uno zoom di 10 ingrandimenti ottici, si può dire che tanto la messa a fuoco come la risposta del comando di controllo è relativamente lenta e di precisione discutibile, anche se dentro dei margini tollerabili per tale cristalleria. Nel caso fosse poco, la C-765 include quello che la Olympus ha denominato Super Zoom, un tipo di moltiplicazione dello zoom ottico secondo lo stile delle reflex digitali. Il Super Zoom funziona, essenzialmente riducendo la risoluzione utile del sensore affinché la distanza focale si veda incrementata. Si può solo, evidentemente, impiegare a basse risoluzioni.

Come in molte altre fotocamere ultra zoom, alla C-765 si potrebbe chiedere l’inserimento di uno stabilizzatore di immagine. Una prestazione che, per adesso, è ristretta a circa poche privilegiate.

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L’immagine generata dal CCD da 4 megapixel è semplicemente stupenda, grazie soprattutto alla superba qualità delle lenti. La massima risoluzione è di 2288 x 1712 punti, con una definizione e dei colori quasi perfetti. Certamente, non c’è elemento che non sia notevole in questa fotocamera.

Il rumore, invece, è inesistente anche a 400 ISO, anche se l’immagine rimanga un poco confusa. La C-765 ha, inoltre, la possibilità realmente utile di modificare la nitidezza e il contrasto delle catture, che permette ai fotografi più esperti di trovare il perfetto equilibrio tra l’armonia e la durezza dei dettagli.

Nel caso fosse poco, la C-765 permette di utilizzare una sensibilità minima di 64 ISO. I risultati ottenuti con quella sono, semplicemente, eccellenti.

Oltre ai parametri modificabili che già abbiamo commentato, la C-765 offre le comuni preregolazioni del bilanciamento del bianco, anche un modo totalmente manuale. In quasi tutti i casi, il rendimento è accettabile. Bisogna sottolineare, a proposito, la possibilità di scegliere tra tre bilanciamenti diversi per la luce fluorescente.

Due piccole lamentele

Il flash della C-765 è del tipo pop-up. Funziona in molteplici modi, risaltando costi quello che costi il suo rapido riutilizzo. Il suo alloggiamento, uno dei punti neri di questa fotocamera, non è il più idoneo. Non si incassa niente affatto bene nello spazio riservatole, e sfoggia bordi dovunque.

Salvando le distanze, qualcosa di simile succede all’obiettivo, che balla leggermente nel suo alloggiamento. È certo che si tratta di un dettaglio puramente estetico, ma per una fotocamera di questo livello non sarebbe stato in più rifinire queste piccole imperfezioni.

La batteria ricaricabile agli ioni di litio alimenta la Olympus in forma abbastanza efficace, concedendo un’autonomia sufficiente per un giorno completo di lavoro. La batteria convive con una scheda xD-Picture Card nella quale si registrano le riprese.

Non bisogna dubitare: la Camedia C-765 Ultra Zoom è una gran fotocamera. Zoom buono, gran macro, eccellente qualità ottica e un CCD come pochi ci sono. Niente di strano, se contempliamo la magnifica evoluzione della consacrata saga Ultra Zoom della Olympus.

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La formula applicata dalla fabbrica giapponese è così semplice: prendiamo un paio di fotocamere che funzionano, immischiamo le loro qualità e “voilà”: otteniamo un equilibrato e potente cocktail.

La Olympus conosce la ricetta. Che la ripeta.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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