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µ 500

Caratteristiche
Sensore: CCD di 5,00 MP
Mass. ris.: 2560 x 1920 p.
Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
La mju 500 eccelle più per il suo design che per il suo rendimento fotografico, sebbene è anche certo che opera in modo soddisfacente
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Recensione
mercoledì 1 giugno 2005

La versione fotografica di Loewe

Il mondo digitale -non solo di oggigiorno, ma anche di anni fa- non ha semplicemente obbligato a lavorare al massimo gli ingegneri "pixeliani". Altri che hanno anche lavorato duramente ogni giorno sono i disegnatori. Un tempo, se il fotografo era schiavo del rullino, lo era anche il designer. Oggi no. Ne è prova la Olympus µ 500, una fotocamera tremendamente automatica con un design a prova di snob. 2,5 pollici di monitor accompagnano 5 megapixel di sensore… Non c'è di più, ma è già sufficiente.

Erede dell’arciconosciuta saga µ, prima chimica e poi digitale, la µ 500 è, indubbiamente, una fotocamera che piace per il suo aspetto. Se non è il suo design compatto senza bordi né spigoli affilati, sono le sue rifiniture metalliche semiopache; se non sono i suoi 5 megapixel, lo è il suo gigantesco monitor da 2,5 pollici.

Sia come sia, questa è una fotocamera che ci fa girare la testa per vederla bene davanti e di dietro. Quello che bisognerà confermare è come rende in realtà.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Che nessuno si inganni. La µ 500 non è una fotocamera per esperti: è una fotocamera per fare foto e vantarsi… o meglio, per vantarsi e poi scattare foto. Ci rimettiamo alle prove. Ed è che uno appena tira fuori la fotocamera in pubblico e tutte le mani si lanciano verso quella con desiderio.

Una top model tra le compatte

Indubbiamente, la scommessa della Olympus con questa fotocamera è stata una: il design. E sono riusciti a vincere, quindi bisogna togliersi il cappello davanti alle forme e alle rifiniture di questa fotocamera. Primo, per il corpo metallico: secondo, per quel conveniente del design propriamente detto, senza bordi aggressivi, tutto molto soave; terzo, per le sue squisite rifiniture.

Unicamente bisogna lamentare che gli sportelli che riparano la batteria, la scheda xD-Picture Card e i collegamenti sono di plastica e non metallici. Anche se sono ben disegnati, diminuiscono il risultato finale.

La parte posteriore della fotocamera ospita un elemento più affascinante: il monitor. Il denominato LCD HyperCrystal, da 2,5 pollici di diagonale e 215.000 pixel di risoluzione, occupa più della metà della parte posteriore della fotocamera ed è il suo esclusivo mirino per l’inquadratura (la µ 500, cioè, manca di mirino diretto).

L’enorme monitor offre una buona qualità in generale, con una riproduzione fedele dei colori e un buon livello di dettaglio. Invece, la ricezione non è in tempo reale -è buona, ma non perfetta- e crea facilmente bande quando si scatta in controluce. Inoltre, la protezione di plastica che copre il monitor lo trasforma in uno specchio, rendendo difficile a volte la sua corretta visualizzazione.

Il monitor contiene, inoltre, i menu di controllo della fotocamera, che si distribuiscono nel già caratteristico sistema Olympus di un menu principale a forma di croce che dà accesso a altri sottomenu per frame. Anche se abbiamo già commentato diverse volte che i menu della Olympus sono un po’ complicati da capire a prima vista, il carattere automatico della µ 500 fa sì che la necessità di navigarvi sia realmente minima.

Stranamente, uno dei punti fondamentali di questa fotocamera che altre più avanzate non possiedono, l’istogramma, è nascosto alla fine di uno dei sottomenu… e disattivato per difetto. Ecco una prova in più che l’utente finale di questo modello non sarà l’Umberto Eco della fotografia.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Ma nel caso restassero dubbi sulla semplicità della µ 500, bisogna soltanto dare uno sguardo al dial di modi: fotografia, video, riproduzione e album di foto sono le uniche opzioni possibili. Tanto semplice come quello.

E per terminare, 19 programmi prefissati, alcuni dei quali interessanti, come quello denominato "vetrina" per scattare foto alle vetrine, o un altro per fare fotografie macro sotto l’acqua (la Olympus, a proposito, avverte che la fotografia subacquea con questa fotocamera richiede una carcassa ermetica supplementare).

Uno zoom poco luminoso

Quando è a riposo, il barile dell’obiettivo della µ 500 resta nascosto all’interno del corpo, coperto da un coperchio scorrevole. Accendendo la fotocamera, si apre davanti a noi con i suoi 35-105 millimetri (nel formato 35 mm) e delle poche sfortunate aperture da f3.1-5.2.

In questioni di velocità di risposta, l’ottica non si evidenzia specialmente per la sua rapidità, né nel momento di modificare la sua focale né in quello di mettere a fuoco. Neppure può vantarsi di avere un autofocus ultrasonico, anche se certo è efficace e il suo rendimento è prevedibile in questo tipo di fotocamere compatte.

A livello di qualità, l’obiettivo della µ digital 500 non spicca, ma certamente è più che sufficiente per qualsiasi fotografo principiante. Inoltre, bisogna evidenziare che in sostanza non soffre di aberrazioni di nessun tipo.

Un bel corpo con poco cervello

Il sensore, il vero cuore di qualsiasi fotocamera digitale, è un CCD da 5 milioni di pixel che produce fotografie fino a 2560 x 1920 punti.

Anche se quei 5 milioni di pixel non sono pochi, la µ digital 500 lascia un po’ a desiderare per quanto riguarda la qualità di immagine. Non bisogna più ampliare un po’ qualsiasi fotografia sul monitor del computer per rendersi conto che la nitidezza e il dettaglio brillano per la loro assenza.

Indubbiamente, l’utente finale -lo abbiamo già commentato- non accuserà questa mancanza, ma questo non è un buon motivo per lasciarne conferma.

Per quanto riguarda il rumore elettronico, la µ 500 certo rende bene, e ci viene in mente se quella mancanza di dettaglio sarà dovuto all’uso abusivo di qualche software di riduzione del rumore. La gamma di sensibilità di cui dispone questo modello, da 64 a 400 ISO, compie la sua funzione ed elude la fastidiosa grana digitale praticamente in qualsiasi circostanza.

Per quanto riguarda la riproduzione del colore, la piccola Olympus si comporta abbastanza bene, offrendo toni reali senza una saturazione eccessiva -salvo in alcuni modi di lavoro specifici, come le preregolazioni per fotografia di ritratto o paesaggio.

I bilanciamenti del bianco prefissati funzionano con un’efficacia dentro la media. Meritano un’attenzione speciale i tre tipi di bilanciamenti per luce fluorescente che incorpora, che garantiscono un colore perfetto con questo tipo di fonte luminosa.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

E infine, la batteria. Certamente, un display così grande come quello che monta questo modello invitava a pensare a un consumo smisurato. Dunque, non sappiamo se il consumo è sproporzionato o no, ma con la batteria che si include di serie c’è carica per un buon numero di foto.

Vantarsi di una fotocamera bella

Un buon design, una qualità migliorabile e -insomma- un obiettivo completo: quello di scattare foto sufficientemente buone per il potenziale utente della µ 500, il classico fotografo che immortala i momenti memorabili. Se la Olympus voleva ciò con la µ 500, vale la pena annotare un dieci nel suo tabellone. Come recita il titolo, è la versione fotografica di Loewe: opera come qualsiasi altra, ma fa piacere esibirla…

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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