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µ 410

Caratteristiche
Sensore: CCD di 4,00 MP
Mass. ris.: 2272 x 1704 p.
Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
Elegante, molto affascinante e totalmente automatica, la mju 410 scatta anche belle fotografie.
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Verifica la qualità delle immagini della Olympus µ 410 con le nostre 16 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
martedì 6 aprile 2004

Design e qualità

Nell'universo delle fotocamere digitali ci sono varie categorie: essenziali, di gamma media, avanzate, ecc. Dovrebbe risultare un'altra categoria in più: quella figata delle fotocamere. Permettetemi l'espressione, ma è l'aggettivo più adeguato per la mju 410: è un'autentica figata. Ed una volta che tralasciamo il lato estetico e l'usiamo -ti rendi conto di quante cose- per fotografare…Scatti anche foto belle!

Messi a pensare, la nuova Olympus ricorda vagamente le classiche Canon con copriobiettivo scorrevole. Corpo stilizzato, carcassa di design, rifinitura accurata e pochi pulsanti compongono l’essenza esteriore di una fotocamera di quelle che fa piacere mostrare. Che vuoi che ti dica, che se al posto di fotografie facesse pastrocchi, sicuramente che per più di uno è lo stesso.

Faccia d'angelo

Cominciamo dall’esterno. La mju 410 presenta un corpo più pesante di quello che sembra. Ma non bisogna drammatizzare: pesa più o meno quanto un cellulare di tre anni fa. Prendendola, si rivela impersonale e con aspetto robusto. Non ci sono plastici che possono staccarsi neppure unioni collocate male. Tutti i pezzi si incassano come se si trattasse di un puzzle e tutti i dettagli sono curati fino all’ultima vite. Disegnatori, applicatevi alla storia.

Come il resto delle fotocamere della famiglia mju, la mju 410 è relativamente resistente all’acqua. Ciò significa che può utilizzarsi tranquillamente sotto la pioggia -come abbiamo potuto provare in prima persona-, anche se sottoporla ad immersioni sotto l’acqua è un esercizio per nulla raccomandabile, come avverte lo stesso produttore.

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La parte frontale, con la fotocamera spenta, si presenta libera da ostacoli. Soltanto si lasciano vedere il logo -scolpito e non dipinto- e il copriobiettivo con la marca e dettaglio ornamentale. Scorrendo il copriobiettivo, la fotocamera si attiva automaticamente, scoprendosi il mirino diretto e un piccolissimo flash, e l’obiettivo esce proiettato verso fuori. Si può criticare l’assenza di un piccolo dispositivo di sicurezza, poiché il copriobiettivo si può aprire accidentalmente conservandola in una tasca, aprendosi il barile dell’obiettivo ed esponendosi a eventuali avarie.

L’obiettivo, certamente, è un 35-105 mm -su standard 35 mm, con delle massime aperture da f3.1–5.2. Si tratta di un’ottica di buona qualità, anche se non è nessuna meraviglia, che si aiuta con uno zoom digitale da 4 ingrandimenti di considerevole povera qualità per i tempi che corrono.

Nella parte posteriore si trovano il mirino e i leds corrispondenti -le piccole luci di indicazione-, un monitor TFT di un pollice e mezzo e soltanto otto pulsanti. Tra i controlli si include quello dello zoom, un poco lento per il nostro gusto e con una messa a fuoco non troppo efficace, anche se si uniforma con le caratteristiche dell’attrezzatura. Il resto dei comandi sono il selettore delle modalità -che include opzioni così sorprendenti come la denominata cucina e notabili assenze, come la modalità prefissata del “ritratto”-, il controllo dello scatto con flash e della messa a fuoco macro, il telecomando, il pulsante di accesso al menù e quello di revisione delle immagini scattate.

Il menù del monitor TFT mantiene lo stesso stile delle ultime Olympus, presentando le prime opzioni in un diagramma a forma di croce. Alla sinistra, abbiamo la selezione della qualità di immagine; in alto, la sorprendente opzione -consideriamo l’elevatissimo livello di automatismo della mju 410- di compensazione dell’esposizione; al vertice inferiore troviamo il comando di attivazione e disattivazione del monitor, e al lato destro sta l’accesso al menù di opzioni propriamente dette.

Il menù offre le tipiche opzioni di una compatta digitale di gamma media: sistema di misurazione a zone ESP o spot, scatto semplice o a raffica -un’opzione che non funziona così male-, controllo dello zoom digitale, registrazione della voce e modo di messa a fuoco macro di 20 centimetri. Si può accedere anche ad una funzione per realizzare fotografie panoramiche o fare composizioni di due immagini in una -entrambe le funzioni dispongono di un assistente abbastanza brutto, sicuramente. Altre opzioni disponibili sono un più che decente bilanciamento del bianco automatico -non esiste la possibilità di effettuare la calibrazione manuale-, e la funzione “pixel mapping”, per assicurare il corretto funzionamento del CCD.

Cuore di leone

Il sensore della mju 400, la vera anima di qualsiasi fotocamera digitale, è da 4 megapixel e dà una risoluzione fotografica da 2272 x 1704 pixel effettivi, di una qualità rilevante. I colori sono reali ed il livello di dettaglio e di nitidezza è più che considerevole. È notevole l’assenza di aberrazioni cromatiche in tutte le aperture e focali.

Sfortunatamente, la fotocamera controlla la sensibilità in tutte le situazioni. Secondo quanto si afferma nelle istruzioni, raggiunge dai 64 fino ai 480 ISO. Nelle prove realizzate da QSBD, invece, la massima sensibilità stabilita dalla fotocamera non ha superato i 250 ISO, e non esattamente in condizioni favorevoli. A 64 o 100 ISO, la presenza del rumore è scarsa, anche se scatta rapidamente a 250 ISO.

Giudicando dalle nostre prove, possiamo supporre senza troppo rischio di sbagliarci che a 480 ISO il livello di rumore è intollerabile. Forse questo è il motivo per cui la sensibilità nel modo di scena notturno è di 64 ISO, e non superiore.

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Il sistema di memorizzazione delle immagini, finalmente, si basa sulle minuscole schede xD- Picture Card, che si collocano in una scanalatura laterale protette tanto dalla copertura esterna come dall’altro piccolo sportello interno di sicurezza -altro particolare rilevante. La batteria, collocata nella parte inferiore, ha molta autonomia e si può caricare prescindendo dalla fotocamera attraverso un caricatore dato di serie.

Per quelli che hanno fretta

La Olympus mju 410 è una fotocamera che piacerà ai galanti e agli elitari. Risalta tanto per il suo design attento fino all’ultimo particolare come per la sua facilità d’uso. Sicuramente, il progetto è quello che ci vuole: quelli che se la comprano soltanto per vantarsi potranno anche usarla per fotografare, poiché il suo uso è esageratamente semplice.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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