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![]() D80Caratteristiche ![]() Val. utenti: Dim. Sensore: 23,60 x 15,80mm Mass. ris.: 3872 x 2592 p. Fattore: 1,50x Monitor: TFT di 2,50 pollici In due parole Per il suo prezzo, le sue prestazioni e il rendimento che offre, la D80 è una buona alternativa alla D200 e un osso duro da mordere. Prezzi Migliore prezzo: 699 €Vedere i prezzi Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Nikon D80 con le nostre 41 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
mercoledì 10 gennaio 2007 I vantaggi di una semiprofessionale senza il suo principale inconvenienteLa D80 è un soffio d'aria fresca per i nikonisti, un poco chiusi tra la D200, un pò cara, e la eccessivamente semplice D70. Situata giusto al di sotto della prima delle due, anche se con caratteristiche -e un prezzo- che poco le deve invidiare, la D80 appare nel mercato pronta a far innamorare tanto i fotografi affezionati come i professionisti. Con 10 megapixel di risoluzione, raffiche di 3 fotogrammi al secondo e una sensibilità calibrata tra i 100 e i 1600 ISO - oltre a un valore forzato di 3200 ISO-, ci si chiede a chi voglia fare concorrenza: alle EOS 30D e 400D della Canon o alla Alpha A100 della Sony? O chissà alla stessa D200? Secondo la Nikon, la D80 si situa tra la D70s e la D200. Senza definirsi chiaramente come fotocamera per l'affezionato avanzato nè come modello di gamma semiprofessionale, le particolarità di questo corpo si muovono, precisamente, su questa linea che separa i due mondi. Così come suggerisce il titolo di questa analisi, si potrebbe decidere che la D80 offre i vantaggi di una macchina di gamma semiprofessionale per un prezzo che attualmente si aggira intorno -solo il corpo- agli 800 euro.Senza alcun dubbio, la raffica di 3 fotogrammi al secondo non significa professionalità. Ma la costruzione del corpo marca chiare distanze rispetto alla D50 alla più attuale D40. Lasciandosi amare da tutti, affezionati e professionisti, ci chiediamo se la D80 sarà competenza della Canon, Sony o Olympus, o se, al contrario, il duello avverrà nel senno della propria firma Nikon. Oggi giorno, è inevitabile concentrarsi sulla Canon EOS 400D quando uno da un'occhiata alla vetrina reflex. Anche se a nostro giudizio sono fotocamere che giocano con leghe distinte, è chiaro che la D80 nasce con uno svantaggio: è carente del sistema di pulizia del sensore che è diventato popolare tra la maggior parte dei modelli di questo segmento. Questo è il primo "handicap" di una fotocamera che dovrà sforzarsi nel dimostrare che i suoi attributi -con o senza sistema di pulizia del sensore- fanno di lei una spesa sicura. Ultrazoom Presentato insieme alla D80, il nuovo Nikkor 18-135 mm f3.5-5.6 DX è stato l'obiettivo utilizzato per fare questa prova. Di fatto, questa ottica forma uno dei kit proposti dalla compagnia (l'altro pacchetto include il conosciuto zoom di 18-70 millimetri) nei primi passi commerciali della macchina. Con una messa a fuoco automatica relativamente lenta e un pò rumorosa per la era SWM, il cristallo di 18-135 millimetri è un tuttofare abbastanza adeguato per gli affezionati che non desiderino cambiare troppo. La qualità generale è bassa, ma ragionevole. Botox e chirurgia Sostenere la D80 per la prima volta è una sensazione comoda e gradevole. Con un design molto simile al resto delle SLR della Nikon, le caratteristiche di questa fotocamera ricordano quelle della esitante Nikon D100 ringiovanita a base di botox e chirurgia: linee più raffinate da un lato, un aumento del display dall'altro lato, un impianto di nuove batterie... sono simili, però la D80 è caratterizzata da più modernità. E questo è un buon segnale. Se già la D100 diede molte soddisfazioni qualche anno fa, la D80 può essere una piccola bomba per le tasche più bucate. La D80 offre un corpo di plastica con un proprio design, chiaramente influenzato da altri modelli della marca. Di media dimensione, anche se leggermente più piccola rispetto alla D70, la nuova reflex della Nikon si lascia afferrare con fermezza. Anche se il dito mignolo rimane -come quasi sempre- in una posizione un pò fastidiosa, non arriva al livello di scomodità di altri corpi SLR più piccoli. Per fortuna sembra che la Nikon abbia prestato attenzione alle voci degli utenti e ha dotato questo modello di un'impugnatura opzionale. Questo accessorio, oltre al fatto di dare maggiore sicurezza al momento della presa -come nella D200-, include un pulsante di scatto e comandi verticali per poter fare delle foto con molta più comodità. Inoltre, permette anche di utilizzare due batterie simultaneamente, duplicando -evidentemente- l'autonomia, o collocando sei pile di dimensione AA mediante un adattatore di serie per poter uscire bene da eventuali emergenze. Menu semplici Al momento di lavorare, il maneggio di cui è dotata la D80 è comodo. Munita di un numero non troppo elevato di pulsanti e comandi, questo modello lascia il lato sinistro del display per gli item importanti, come le applicazioni della sensibilità e il bilanciamento dei bianchi o l'accesso ai menu. A differenza di altri modelli, il lato destro sembra praticamente vuoto, lasciando posto unicamente al pulsante di blocco della esposizione, a una seconda ruota di selezione -importantissima e dimenticata in modelli di altre marche-, a un multiselettore e al pulsante di conferma di opzioni. Il resto dei pulsanti imprescindibili -misurazione, autofuoco, selettore di raffica e compensazione- sono stati trasportati nella parte superiore, insieme al monitor a cristallo liquido. Questo pannello, già scomparso in reflex di gamma inferiori, permette di conoscere anche con un solo sguardo tutti i parametri basici della fotocamera, dal numero di foto che entrano nella scheda di memoria alla modalità di lavoro, fino alla qualità dell'archivio o al tipo di misura. Il display, precisamente, cresce rispetto alle D70 e D70s, situandosi già tra gli standardizzati 2,5 pollici e i classici 230.000 punti di risoluzione. Con una brillantezza e nitidezza eccezionali, offre dei colori molto reali e un potente livello di ampliazione durante la revisione degli scatti registrati sulla scheda SD Card. I menu che manifesta il monitor sono un'eredità dei modelli della Nikon di gamma professionale più recenti; sono raggruppati per categorie e il suo uso è estremamente semplice e intuitivo. L'occhio che vede tutto Il visore risulta abbastanza grande e luminoso, e giunge protetto da un oculare di gomma. La sua apparenza promette più solidità di quella della D100, che cadeva con eccessiva facilità. Dotato di una guida di inquadramento che si può occultare, appena si nota il riquadro al guardare attraverso questo visore, che contiene vari dati di esposizione facilmente leggibili. Detta informazione è abbastanza povera: si limita all'otturazione, al diaframma e al numero di foto rimanenti. Anche nel visore appaiono avvisi puntuali sull'uso della sensibilità automatica -anche se non indica il valore-, lo stato di ricarica del flash o la compensazione della esposizione. In altre parole: molte avvertenze, ma poca informazione utile. Le modalità di lavoro della D80 sono le stesse di quelle di qualsiasi altra reflex di bassa e media gamma. Una modalità totalmente automatica o le diverse scene permetteranno ai neofiti di immergersi senza problemi nella fotografia reflex, mentre le priorità e l'obbligata modalità manuale faranno il piacere di coloro che conoscono bene la teoria. Il sapere molto o il non sapere niente -di fotografia- non è più una scusa. Editando sulla fotocamera Pensata in particolar modo -come già abbiamo detto- per i fotografi meno esperti, la D80 è dotata tra le opzioni del suo funzionamento di una possibilità di applicare una serie di effetti digitali dopo lo scatto. L'idea è che l'utente possa migliorare -o semplicemente modificare- un'immagine senza aver bisogno di passare per il computer. In questo modo, la D80 incorpora applicazioni di tonalità, un paio di filtri, la possibilità di ritagliare o montare foto -solo in formato RAW- o l'opzione di utilizzare la tecnologia D-Lighting per correggere le luci e le ombre. Con quest'ultima opzione, possono ottenersi dei risultati simili a quelli ottenuti -per esempio- con il filtro "Luci e ombre" di Photoshop. Per ciò che riguarda la velocità di scatto, la D80 "è dotata" degli stessi numeri della D100, la sua antenata paleolitica: 3 fotogrammi al secondo. La raffica mantiene fino a 24 scatti in formato JPEG e 6 in RAW. Se sia sufficiente o meno, questo dipenderà dalle prospettive di ogni utente. Ciò che è certo è che per la maggior parte dei fotografi ai quali è diretta questa fotocamera, una cadenza come questa è più che sufficiente. Ad ogni modo, per il fotografo professionale che utilizzi la D80 come secondo corpo, è molto probabile che questa cifra risulti un pò corta. Il modulo di messa a fuoco integrato sulla D80 è il conosciuto Multicam 1000, ereditato dalla D200, che offre un totale di 11 punti di messa a fuoco. Il rendimento della fotocamera in questo campo non si può decidere che sia lento; di fatto, è più che sufficiente per il fotografo affezionato. La lampada di aiuto dell'autofuoco è più fastidiosa che realmente utile. Il sensore, altra evoluzione Con 10,2 megapixel di risoluzione, la D80 si confronta con la D200 in questo campo. Di fatto, il suo sensore CCD è apparentemente identico a quello della sua sorella maggiore, anche se dalla Nikon si assicura che si tratta di una nuova versione. La dimensione si mantiene conforme al formato DX della compagnia, con una moltiplicazione focale di 1,5x per gli obiettivi accoppiati. In qualsiasi caso, con una massima dimensione di immagine di 3872 x 2592 punti, la D80 registra gli scatti realizzati in schede SD Card o MMC, un sottile modo di marcare distanze con la D200. I formati impiegati sono il JPEG e il RAW, o in modo simultaneo entrambi. Con un'ampia tipologia di sensibilità comprese tra 100 e 1600 ISO, oltre a un valore senza calibrare equivalente a 3200 ISO, le immagini catturate dalla D80 emergono -in generale- da un basso livello di rumore. Possiamo anche impiegare la velocità di 1600 ISO senza che la qualità dello scatto ne risenta troppo. Inoltre, il sistema di riduzione del rumore funziona in modo abbastanza accettabile, e gli effetti secondari che conducono alla nitidezza dell'immagine sono tollerabili. Alla vista dei risultati, ci arrischiamo ad affermare che, almeno con la D80, la Nikon ha poco da invidiare alla Canon per ciò che riguarda il rumore elettronico. Troppe dominanti Il rendimento del bilanciamento dei bianchi è, possibilmente, il punto più debole della D80. Le foto pubblicate lasciano emergere che, salvo che con luce bianca, la D80 non è all'altezza delle circostanze quando lavora con la modalità automatica del bilanciamento dei bianchi. Le dominanti gialle in scene con luce a tungsteno o fluorescente sono troppo evidenti. Le modalità prefissate per ogni tipo di luce, d'altro canto, mostrano un rendimento un poco migliore, anche se quello concepito per la luce fluorescente lascia un pò a desiderare e invita a realizzare una leggera applicazione fino ad ottenere colori assolutamente reali. Oltre il colore, la D80 offre un livello di nitidezza abbastanza rispettabile, senza che i modelli superiori come la D200 -e anche le altre fotocamere della serie D2- abbiano molto da rimproverarle. Ad ogni modo, ci permettiamo di raccomandare che ogni volta che si realizzino gli scatti in formato JPEG si aumenti il parametro di nitidezza per raggiungere migliori risultati. In generale, pochi dettagli da aggiungere. Il flash di tipo pop-up, di utilizzo automatico o manuale, è sempre benvenuto e la sua efficacia è più che accettabile. L'interazione con le unità di flash esterne SB mediante lo standard iTTL è affascinante, e accredita -una volta in più- che la Nikon prosegue ad anni luce rispetto alle altre marche per quel che riguarda l'illuminazione. Rispetto all'autonomia, il consumo che fa la batteria EN-EL3e di ione di litio è molto giusto: abusando di obiettivi stabilizzati e display, abbiamo calcolato che possono realizzarsi circa 800 foto. Inoltre, non bisogna dimenticare il sempre utile misuratore percentuale dell'autonomia, tanto caratteristico delle reflex della Nikon. Il nemico in casa Senza dubbio, la D80 ha passato il suo esame con successo. Equipaggiata con un buon obiettivo (richiede qualcosa in più che questi 18-135 millimetri), questa reflex rappresenta un duro confronto per la Sony Alpha A100, la Canon EOS 400D e anche la EOS 30D. E anche -lo lasciavamo intravedere al principio- per la Nikon D200. Un eccellente rapporto qualità-prezzo, delle prestazioni che poco -o niente- hanno da invidiare a quelle della D200 e un'enorme facilità di utilizzo -è adatta tanto per i più novizi che per i più esperti- sono gli argomenti sui quali si catapulta la D80. Ci chiediamo se l'assenza di stabilizzazione nel corpo o il quasi eterno problema della sporcizia del sensore potranno portare alla sufficiente rottura nell'opinione pubblica come per fare della Nikon D80 una reflex trionfante. TESTO: Eduardo Parra |
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