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![]() Coolpix S10Caratteristiche Sensore: CCD di 6,00 MP Mass. ris.: 2816 x 2112 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm Zoom: 10x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Il design di corpo diviso riprende forza in questa S10, che fa da complemento al suo zoom di 10x con uno stabilizzatore VR. Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Nikon Coolpix S10 con le nostre 36 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
venerdì 27 aprile 2007 Corpo diviso, opinione divisaCon uno strato di pittura e una buona operazione d'estetica -oltre ad una importante rinnovazione interna-, la Coolpix S10 beve dalle fonti delle prime compatte nikoniste di corpo diviso. Sostituzione naturale della S4, questa nuova fotocamera giunge equipaggiata con uno zoom equivalente a 38-380 millimetri con stabilizzazione VR della casa, una modalità di messa a fuoco con priorità al viso e un display di 2,5 pollici. Con simile elenco di prestazioni, ciò che manca è la risoluzione. La Coolpix S10 non si perde in parole. La sua particolare estetica, il suo sistema di stabilizzazione VR e la messa a fuoco con priorità al viso sono gli elementi principali di vendita all’ipotetico compratore. La rinnovazione rispetto alla Coolpix S4 è, per tanto, abbastanza limitata e influisce su tutto il tema della stabilizzazione.Con una risoluzione moderata (6 megapixel sono una quantità più che corretta, anche se oggi già non sorprendono), questa Coolpix si vende attraverso gli occhi. Offre un’estetica poco comune –anche se non innovatrice-, uno zoom potente e un utilizzo atto per gli utenti più novelli. Si tratta, in definitiva, di una nuova peretta dolce per gli amanti degli zoom estremi da tasca. Senza complicazioni Anticipiamo già che questa è una fotocamera per coloro che preferiscono lasciarsi trasportare dall’automaticità. La S10 appena offre opzioni manuali per il suo controllo, qualsiasi utente a cui piace cambiare con otturazioni e diaframmi si stancherà presto. Ad ogni modo, la semplicità di utilizzo non deve essere unita alla qualità. Rispetto al design, salta all’occhio che questa Coolpix sia dotata di un aspetto attraente che non passa inosservato. La sua peculiare concezione in due moduli –uno per l’insieme ottico e il flash, l’altro per il display e la maggior parte dei pulsanti- ricorda inevitabilmente gli storici modelli della serie Coolpix 900 che iniziarono a vedersi nel 1998. La funzionalità del corpo diviso è, precisamente, una delle migliori armi del marketing della S10. Con un giro di 270 gradi, il sistema di rotazione permette di realizzare inquadrature immobili in qualsiasi altra fotocamera di formato convenzionale. Così, possiamo elevarci al di sopra della moltitudine per fotografare in un concerto o realizzare una messa a fuoco macro di una lumaca senza dover fare grande fatica. Il giro è soave, e ogni 90 gradi suona un clic che permette di mantenere il riferimento. Come in altri modelli simili, al girare l’obiettivo completamente per farci un autoritratto (i caccia-autografi lo gradiranno enormemente), l’immagine sul display si inverte per far si che l’inquadratura risulti più semplice. Plastica ben rifinita Pur essendo interamente –o quasi totalmente- di plastica, la S10 ha un aspetto resistente. È ben rifinita e il suo design –senza bordi nè angoli spigolosi- la rende atta a essere portata in tasche grandi senza rischio che ci rovini i vestiti. Per ciò che riguarda l’ergonomia e l’utilizzo, ci sono alcuni aspetti migliorabili. La lista è capeggiata dal comando dello zoom, e ancor più tenendo in considerazione che l’obiettivo è uno degli argomenti fondamentali di questa S10. Un piccolo tasto situato nella parte superiore del corpo permette di utilizzare le focali. Oltre ad essere eccessivamente piccola, la sua posizione obbliga il dito indice a adottare una posizione un pò scomoda. Senza voglia di intrometterci nel lavoro di ingegneri e disegnatori, ci è sembrato utile posizionare questo comando stesso nella posizione che ora occupa il joystick di controllo e lasciarlo sotto la tutela del dito pollice sarebbe una buona soluzione. Il resto dei pulsanti può controllarsi adeguatamente senza nessun problema. In uno dei lati dell’obiettivo oscillante si riserva uno spazio per i pulsanti dello stabilizzatore VR e della messa a fuoco del viso, entrambi raggiungibili dalla mano sinistra. Il display, di 2,5 pollici e 230.000 punti di risoluzione, offre –come già è solito- un rinfresco perfetto in condizioni di luce ottimali, abbassandosi un pò la qualità all’inquadrare con luce bassa. Protetta da una plastica, l’effetto specchio di questo display è levato, anche se questo problema si evita con semplicità grazie al design rotante. Per ciò che riguarda la qualità, l’LCD passa l’esame con successo, offrendo dei colori soprendentemente vivi –non irreali- e un livello di dettaglio eccellente. I menu –terminando già con il display- sono scarsi e presentano una disposizione un pò scomoda alla quale costa un pò abituarsi. Qualche differenza per colori tra i menu propriamente fotografici e quelli dediti alle applicazioni tecniche della fotocamera non sarebbe stato male. Potenza stabilizzata Oltre il particolare design della S10, tutti gli sguardi si dirigono verso lo zoom di 38-380 millimetri. Oltre alla stabilizzazione con il marco VR della Nikon, bisogna sottolineare la luminosità continua di f3.5, anche nelle focali più estreme. Lasciando da parte il portentoso teleobiettivo e l’eccessivamente corto angolare, l’ottica di questa S10 offre una minima carica di distorsione cromatica e di barile, anche se con questi 38 millimetri di focale minima è abbastanza logico. Considerata la sua contrastata qualità, nè la velocità nel percorso delle focali nè la precisione al momento di mettere a fuoco sono i punti forti di questa ottica. È possibile fotografare oggetti in movimento con questa fotocamera? Certo che si, anche se è meglio che non dipenda da questo una foto di vitale importanza. Priorità al viso La S10 è dotata di due attributi particolarmente relazionati con l’obiettivo. A parte la sua eccellente messa a fuoco macro di 4 centimetri, il primo di questi è il sistema di priorità al viso. Questa tecnologia riconosce le fazioni del viso per metterlo a fuoco automaticamente, questo può risultare molto utile quando vogliamo scattare un’immagine che non sia centrata sull’inquadratura. Anche se il riconoscimento è eccellente sul display della fotocamera –la macchina identifica e segue i volti rapidamente-, i risultati dopo aver premuto il pulsante non sono tanto buoni. Per quanto lo abbiamo provato nei nostri tentativi, e considerata la conferma di messa a fuoco sul viso, il sistema quasi sempre finisce per mettere a fuoco verso il centro. Ciò che invece funziona in modo eccellente è la tecnologia di stabilizzazione VR. Anche se copia il nome dei sistemi di riduzione di vibrazioni delle ottiche della Nikon –secondo quanto è spiegato nelle specifiche tecniche della S10-, si tratta in realtà di un meccanismo basato sul sensore CCD, e non sull’obiettivo. Ad ogni modo, questo sistema ci ha permesso di gadagnare fino a 3 passi di diaframma al di sotto di quella che si considera la velocità di otturazione raccomandata. Questo, unito alla buona immobilizzazione e allo scarso peso del corpo, da la possibilità di scattare immagini senza presenza di tremolio a velocità realmente basse (fino a ½ secondo nelle nostre prove). Colori spenti Anche se l’entusiasmo ottico è abbondantemente giustificato, la verità è che il sensore di 6 megapixel non convince. Offre dei colori poco reali –raccomandiamo di utilizzare la modalità di colore vivida per compensare-, e anche se passa l’esame a livello di qualità generale –senza grandi risultati e impiegando sensibilità basse-, c’è qualcosa che non quadra. I bilanciamenti dei bianchi di questa fotocamera non convincono. Concretamente, lasciano molto a desiderare la modalità automatica con la luce diurna e la modalità prefissata a tungsteno. Con luce fluorescente, allo stesso modo, la cosa non va in nessun verso. Le immagini catturare, fino a 2816 x 2112 pixel, si registrano in formato JPEG in schede di memoria SD Card e MMC. La S10 registra archivi video che vanno fino a 640 x 480 pixel a 30 fotogrammi al secondo. Il rumore elettronico, d’altro canto, neanche è un buon compagno di viaggio, e la S10 lo utilizza troppo rapidamente. Con un livello che va da 50 a 800 ISO, le interferenze si lasciano vedere già a 200 ISO –anche a 100 ISO, se siamo esigenti-, e oltre i 400 ISO il risultato ottenuto è abbastanza negativo, senza che il sistema di riduzione del rumore possa fare molto per evitarlo. Tutto ciò potrebbe portarci a riassumere la questione del rumore in tre frasi: senza nessun problema quando lavoriamo a 50 o 100 ISO; con precauzione a partire da 200 ISO, ed evitare a tutti i costi il massimo valore di 800 ISO. Il consumo energetico, per ultimo, è adeguato, considerato lo stabilizzatore e il contundente zoom di 10 ingrandimenti. Chiaroscuri Che la Nikon Coolpix S10 sia una fotocamera per affezionati risulta evidente. Abbellita con attributi interessanti come il D-lighting (edizione automatica dell’immagine destinata a migliorare l’illuminazione), la priorità della messa a fuoco al viso, un curioso design e, soprattutto, una notevole ottica di 10 ingrandimenti stabilizzati; si posiziona solidamente nella vetrina. Ad ogni modo, e come quasi sempre, non tutto è tanto bello come sembra. Troppo rumore, un rendimento deficiente del bilanciamento dei bianchi... anche se si tratta di errori minori per il pubblico al quale è diretta, la S10 può migliorare. TESTO: Eduardo Parra |
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