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EasyShare Z740

Caratteristiche
Val. utenti: 4 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 5,00 MP
Mass. ris.: 2576 x 1932 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm
Zoom: 10x (ottico) / 5x (digitale)
In due parole
Un'altra proposta ultra zoom della Kodak, con molte pretese ma carente di prestazioni essenziali per l'utente esperto
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Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare Z740 con le nostre 28 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
mercoledì 6 aprile 2005

Pretese senza una risoluzione

La EasyShare Z740 è una fotocamera che pretende di semplificare al massimo la ripresa di fotografie, così come il processo di stampa e il suo invio per posta elettronica: inquadrare, scattare, stampare e inviare senza la necessità di pensare più del previsto. Un display di alta risoluzione, uno zoom di lunga capacità e i 5 megapixel effettivi del sensore costituiscono il resto delle principali caratteristiche che la Kodak pubblicizza. Allo stesso tempo, è una fotocamera ricca di pretese che non riescono a risolversi: controlli manuali incompleti, autofocus lento e impreciso o basso rendimento in condizioni di illuminazione soave, per esempio. Deficit vari che altre fotocamere ultra zoom e dello stesso rango di prezzo risolvono con maggiore fortuna.

Morire nell’intento

Presentata dalla Kodak a febbraio del 2005, la EasyShare Z740 vuole essere una fotocamera di manipolazione semplice. Certamente, semplifica alcune azioni spesso complicate o fastidiose per le tante persone che vogliono solo catturare ricordi, immortalarli sulla carta e condividerli con la gente.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Fino a qui tutto sembra giusto e potrebbe passare per essere una fotocamera destinata a trasformare in ricordi gli eventi familiari o le feste del sabato notte. Ma la Z740 sembra avere certe pretese che non corrispondono a questo concetto e che restano a metà strada.

Per esempio, offre un modo di esposizione manuale (M) e quelli semiautomatici A e S di priorità all’apertura e alla velocità, rispettivamente, la cui manipolazione sul display risulta abbastanza comoda e facile una volta che il dito si è abituato all’originale perno del comando.

Ma ciò non significa che il controllo sia sufficiente, dato che non è possibile realizzare un’impostazione del bilanciamento del bianco. Questo può avere tutto il senso del mondo in una fotocamera che vuole risultare semplice, ma non in una che pretende di essere completa, dato che per ottenere un’immagine corretta non basta azzeccare l’esposizione se non si può regolare adeguatamente l’equilibrio del colore.

Anche se in una fotocamera di questo tipo dovrebbero essere un capitolo importante, quelle opzioni di esposizione automatica (modalità "Auto" e "Scene") non meritano quasi commenti. A dispetto della varietà delle modalità disponibili, le immagini risultanti in ognuno di quelli si caratterizzano per un’omogeneità che può arrivare a stancare l’utente.

Potente ottica

Per giunta, la Z740 ha un problema con l’illuminazione soave in generale, e con la luce artificiale in particolare. In queste situazioni la messa a fuoco automatica si perde e va in tilt con molta facilità.

Invece, il display e il mirino elettronico fanno uno sforzo per mostrare un’immagine visibile quando l’illuminazione della scena è relativamente tenue. A dispetto delle buone intenzioni, l’amplificazione del segnale di video risulta eccessiva -anche in interni illuminati con normalità- e l’immagine appare quasi solarizzata, ostacolando la sua corretta visualizzazione.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

In queste condizioni è impossibile, per esempio, determinare se l’autofocus ha messo a fuoco correttamente, cosa che di solito non succede quando la luce ambiente è soave, dato che l’illuminatore ausiliare non sembra essere di grande aiuto.

A proposito del display LCD da 1,8 pollici, recitano le specifiche tecniche -e anche un adesivo incollato nella fotocamera- che è di alta risoluzione, anche se in nessun luogo si realizza con dati questa risoluzione.

La Z740 può vantarsi, indubbiamente, di un potente zoom da 38-380 millimetri equivalenti, con cristalli asferici e una buona luminosità (f2.8-3.7). Lunga capacità per non doversi muovere più del previsto, una prestazione che ultimamente sembra ricorrente in fotocamere di tale categoria, particolarmente tra le reflexite o, se si preferisce, quello che in inglese chiamano "SLR-like". E salta alla vista che questa EasyShare vuole essere una reflexite, anche se sia una piccolina.

Invece, questo obiettivo non è dotato di sistema antivibrazione, che sì portano alcune delle fotocamere con grandi distanze focali. La verità è che tanto il teleobiettivo toglie i tremori al più macchiato e si sente la mancanza di un aiutino, e ancora di più se si prende in considerazione che la messa a fuoco automatica non va molto bene con la focale lunga.

Nulla da condividere!

Il tratto distintivo del conosciuto sistema EasyShare della Kodak, con cui sono compatibili tutte le fotocamere di questa marca, risiede nella facilità con cui si possono stampare o inviare per posta elettronica le immagini salvate sulla fotocamera.

Mediante il menù "Share" della fotocamera (che si apre pressando l’omonimo e visibile pulsante rosso) si segnano -o si "classificano"- le immagini che si devono stampare. Per trarre giovamento da questa funzionalità, bisogna disporre di una stampante idonea per la stampa diretta.

Si può anche creare nella memoria interna della Z740 una piccola agenda di indirizzi di posta elettronica. Dopo sarà possibile classificare ognuna delle immagini salvate sulla fotocamera con i destinatari della nostra scelta. Quando si scaricano al computer apparirà una finestra di posta nuova con le immagini aggiunte e gli indirizzi definiti nel passaggio precedente. Semplice, vero?

Giocattolo solido

Nonostante la plastica e la sua apparenza di giocattolo, per quanto riguarda la costruzione è ragionevolmente solida. Non c’è traccia di quegli elementi fragili e delicati che in molte compatte sembrano portare stampata la data di caducità di uno yogurt.

Anche il coperchio del compartimento della batteria e della scheda di memoria sono risolti bene e non pongono dubbi rispetto alla sua resistenza e al buon assemblaggio.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

I diversi elementi di controllo della fotocamera sono abbastanza ben disposti e la maggior parte si possono utilizzare con la mano destra senza muoverla, lasciando nel lato sinistro solamente il pulsante di liberazione del flash e il selettore di informazione sul display.

Bisogna dire che il perno del comando, che si trova nel centro del dial delle modalità di esposizione, è un originale invenzione caricata anche di buone intenzioni. Anche se il dito si abitua al suo uso, può giocare un brutto tiro non necessariamente inoffensivo.

Lo spiegheremo meglio. Questo comando fa la parte del controllo di direzione (del cursore, per dirlo così) e anche di pulsante di conferma. Anche se è necessario evidenziare che la sua ben riuscita costruzione permette di differenziare al tatto i diversi movimenti, è relativamente facile pressarlo accidentalmente quando, per esempio, si pretende di spingere verso il basso.

In questo modo, non è difficile cancellare accidentalmente una fotografia salvata sulla fotocamera, per citare uno dei temuti pericoli. Cosicché molto occhio quando, giocando a scoprire le opzioni del menù, diamo l’opzione "Formato", perchè un tocco impreciso può distruggere tutto il lavoro.

Poco agile

La Z740 è di reazione lenta in generale. Per iniziare, impiega tre lunghi secondi per partire. Non è la più lenta, naturalmente, ma sì di quelle ritardate.

L’autofocus reagisce con certa rapidità e relativa precisione usando l’angolare, specialmente negli esterni un giorno di luce brillante. Man mano che andiamo chiudendo il piano, l’autofocus si rallenta in modo esasperato. Con lo zoom esteso al massimo, la ricerca del fuoco si può trasformare in un triste girovagare fino a quando, generalmente, desiste. Bisogna riprovare, cercare un nuovo punto di messa a fuoco e avere fiducia che questa volta funzioni.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Il tempo di risposta dello scatto (quello che trascorre tra il momento in cui pressiamo lo scatto e il momento in cui si scatta realmente la fotografia) dovrebbe essere più breve, anche se, logicamente, varierebbe in funzione del modo di esposizione e del flash.

Non mostra neppure la Z740 molta agilità tra scatto e scatto (salvo nei modi di scatto, è chiaro, ma questo è un’altra cosa) a causa della parsimonia con cui sembrano caricarsi le immagini sulla scheda. La capacità di sistema di questa fotocamera si satura con certa frequenza.

I risultati

La qualità che la EasyShare Z740 imprime alle immagini non risponde alle aspettative create da una fotocamera della sua categoria. I 5 megapixel del sensore ottengono un’immagine di grandi dimensioni, certamente, ma un po’ taccagna nella definizione. I già conosciuti colori Kodak, molto saturati e poco naturali, contribuiscono ad aumentare questa sensazione di immagine artificiosa; anche se già si sa che ci sono tanti gusti come colori.

Il rumore è impercettibile alle sensibilità; anche a 400 ISO, in foto con luce naturale, il livello di rumore è quasi insignificante. Ma le immagini di solito appaiono leggermente fuori del fuoco, senza contorni definiti, forse prodotto del sistema di risoluzione di rumore. Inoltre, le foto non riescono a togliere dall’alto il brutto aspetto di immagine elettronica, come di cattura di video.

Malgrado gli elementi asferici che incorpora l’obiettivo, che si utilizzano per eliminare -o ridurre- aberrazioni cromatiche, queste appaiono in forma di bordini porpora, chiaramente visibili in controluce, anche se non siano molto pronunciati neppure chiudendo il diaframma al massimo. Il bilanciamento del bianco automatico è del tutto migliorabile. I migliori risultati si ottengono con i bilanciamenti prefissati che, senza essere una meraviglia, riescono a superare l’uniformità che conferisce il modo automatico a tutte le immagini. L’assenza dell’impostazione manuale è un vero peccato.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Il flash incorporato risolve in modo accettabile i piani generali, ma tende a sovresporre i piani corti e non è possibile controllare la sua potenza. Così, molte delle immagini che si possono ottenere con questa fotocamera usando il suo flash hanno toni piatti e freddi senza quasi spontaneità.

A metà

Nonostante il suo aspetto per scherzo, la EasyShare Z740 è più solida di quello che sembra. Ma la sua operatività generale è troppo lenta e il tetto qualitativo delle foto ottenute è abbastanza limitato. Soprattutto con i modi di esposizione automatica, che presumibilmente sono quelli che il pubblico al quale va rivolta la Z740 utilizzerà di più.

È certo che offre facilitazioni per la stampa e per l’invio elettronico e montata su una stampante DirectPrint resta di quello più piacevole. Ma ciò non va incluso nel prezzo, né la stampante trasforma la fotocamera in migliore.

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La Kodak EasyShare Z740 è uno di quei modelli che vuole essere tutto, ma che non riesce a finire con contrastabile successo nessuno dei suoi argomenti.

Qualcuno potrà dire che si deve contestualizzare e pensare al tipo di pubblico a cui va destinata, che per ciò già vale. Non lo discuteremo. Ma ciò che è chiaro è che la relazione tra il prezzo e le prestazioni non la colloca in buone posizioni nell’attuale offerta di modelli simili capaci di offrire migliori risultati e meno dolori di testa.

TESTO: Alfred Pallàs
FOTO: Iker Morán
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