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EasyShare Z612

Caratteristiche
Val. utenti: 4,6 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 6,10 MP
Mass. ris.: 2832 x 2128 p.
Obiettivo (35 mm): 35,0-420,0mm
Zoom: 12x (ottico) / 4,2x (digitale)
In due parole
Lo zoom luminoso di 12 ingrandimenti e il buon rendimento generale lasciano un buono spazio a questa EasyShare di aspetto reflex.
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Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare Z612 con le nostre 35 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
venerdì 22 dicembre 2006

Si aggiunge alla moda

C'è chi ha detto -non senza ragione- che le compatte di tipo reflex sono in caduta perchè le nuove macchine SLR di bassa gamma costano meno e offrono più qualità. Verità o bugia, la Kodak torna alla carica con una di queste false reflex lillipuzziane che, in teoria, serve a tutto. Un superzoom stabilizzato di 12 ingrandimenti (35-420 millimetri), 6 megapixel di risoluzione, modalità manuali... Niente che dia la sensazione di novità, però a volte non c'è bisogno di innovazione per convincere.

Insistiamo: con poche novità in vista, il mercato continua ad offrire prodotti. È tutto un sintomo. Con pochi cambi emergenti, le nuove generazioni di fotocamere digitali continuano ad assomigliare più a ciò che già abbiamo visto che a ciò -alcune- che ci aspettiamo di vedere. Piccole modifiche, accessori e riflessi.... Magari fosse tutto un pò più economico e carino, però continua a sembrare lo stesso.

Con sembianze di reflex in miniatura e una carcassa d'argento, la EasyShare Z612 della Kodak è una di queste fotocamere. Di vocazione reflex, la nuova compatta è dotata di un aspetto attraente, combinando tonalità di grigio matto con altri brillanti.

Senza dubbio, questa fotocamera cerca di entrare attraverso la vista e riesce a farlo: incluso quando è spenta e appoggiata in una libreria, la Z612 della Kodak si fa amare.

Che corpo

Già a primo impatto, la Z612 continua a peccare dell'eterno -e inevitabile- problema delle compatte di tipo SLR: troppo grande per una tasca, troppo piccola per una borsa. Portare questa EasyShare a passeggio significa, quasi per forza, portare una borsa a tracolla, con tutte le scomodità che comporta.

Ergonomica, la Z612 subisce gli effetti secondari della miniaturizzazione, come in tutti i modelli simili. Anche se la presa è comoda e sicura, il dito mignolo della mano sinistra rimane penzoloni.

La configurazione dei comandi neanche si sottrae al prevedibile. Nella parte superiore si incontrano il pulsante di scatto, il commutatore di accensione e spegnimento, il diale di selezione della modalità di lavoro e tre pulsanti strategicamente collocati: uno per azionare il flash; un altro per selezionare la modalità di messa a fuoco macro o quella del paesaggio, e un ultimo comando que permette di modificare i parametri di scatto a raffica e il temporizzatore. Ad ogni modo, la sua posizione è quella adeguata, e questo contribuisce ad aumentare la facilità di utilizzo della fotocamera.

Nella parte posteriore del corpo convivono i tipici comandi di controllo -come il ricorrente pulsante "share" della Kodak- con il display di 2,5 pollici e il visore elettrico, che sostituisce il classico visore ottico delle autentiche reflex. Il visore, identico in funzioni al display, è anche molto simile in prestazioni tecniche.

Così, tanto il visore piccolo -200.000 pixel di risoluzione- come il monitor TFT -di 230.000 punti- offrono una qualità di immagine adeguata, nè molto buona nè molto malvagia, con un'accettabile riproduzione del colore (anche se, al momento di utilizzare il flash integrato, tendono a offrire dominanti magenti).

Entrambi i display, nonostante ciò, offrono un'immagine leggermente più luminosa rispetto a quella scattata in fine. Tutto ciò tenendo in conto, inoltre, che tanto il visore elettrico come il display sono, per difetto, un pò scuri.

Alla lettera

Il display -e il visore- offre grande informazione pratica al momento di inquadrare. Relativa a parametri fotografici, questa stessa informazione può cambiare se seguiamo il procedimento comune nei modelli di alta gamma della Kodak, così, con un solo paio di clic possiamo modificare -grazie a una sorta di accessi diretti in display- dalla sensibilità fino alla compensazione dell'esposizione, senza aver bisogno di perderci per eterni menu.

Dai menu del display, possiamo realizzare allo stesso modo il cambio di quasi tutti i valori, anche se in certi casi ci sono pulsanti fisici che permettono di accedere direttamente alla funzione in questione. Come già si è segnalato, per selezionare il tipo di flash, per esempio, la Z612 dispone di un pulsante con il quale l'utente può passare dall'una a l'altra modalità con ogni pulsazione.

Ad ogni modo, i menu della Z612 sono semplici, limitandosi a una serie di item fotografici che si sviluppano a cascata. L'ultimo di questi da accesso a un sottomenu di valori tecnici con la stessa struttura, attraverso il quale possiamo modificare parametri come il sistema video o la data. Basicamente, come in tutte le Kodak degli ultimi tempi.

Buone foto

Oltre il livello superficiale, la Z612 è dotata di un sensore CCD di 6 megapixel con il quale possiamo scattare immagini in formato JPEG che arrivano fino 2832 x 2128 punti. Alcuni utenti -i più esigenti- sentiranno la mancanza della possibilità di scattare in RAW.

Dotato di un ventaglio di sensibilità che vanno da 80 a 800 ISO (quest'ultimo valore è disponibile solo forzando la risoluzione all'irrisoria cifra di 1,1 megapixel). Le immagini scattate presumono di una ricchezza cromatica evidente, anche se i colori non sono tanto saturati come sempre (colori Kodak, implorava la pubblicità).

Al contrario, i colori sono molto piu reali, qualcosa che -intuiamo- inizia a imporsi nei modelli della marca. Inoltre, la lieve dominante magenta, ancora più presente in alcune Kodak, già non è presente nella Z612.

In fin dei conti, la Z612 offre immagini ricche di dettagli. Nitide e con colori reali. Senza dubbio, non deluderà in questo aspetto tutti quegli affezionati all'immortalare le proprie vacanze. Incluso il fotografo un pò più avanzato può confidare in questa EasyShare come complemento della sua reflex.

L'offerta del bilanciamento dei bianchi della Z612 è dotata delle tipiche modalità prefissate per lavorare con luce solare, a tungsteno e fluorecsente. La cosa sicura è che funziona meglio la modalità totalmente automatica che quelle calibrate.

Per ciò che riguarda il rapporto sensibilità rumore, la Z612 permette di lavorare senza problemi fino a 200 ISO, essendo possibile lavorare a 400 ISO incluso la notte (ricordiamo che questa fotocamera non è pensata per conoscitori esigenti della qualità dell'immagine). A 800 ISO, la risoluzione bassa tanto come la qualità si risente eccessivamente e il rumore aumenta notevolmente.

Più zoom

Lo zoom di 35-420 millimetri (12 ingrandimenti, in altre parole) che firma Schneider-Kreuznach ha una luminosità di f2.8-4.8.

Sono da apprezzare, e molto, delle aperture tanto luminose, in particolar modo in focali tanto lunghe che richiedono velocità di otturazione elevate. Sebbene è certo che questa f2.8 è di presenza quasi senza ragione oggi giorno, dotare una focale di 420 millimetri di un'apertura di 4.8 non è niente male, specialmente in una fotocamera di questo livello.

Considerato che una tal ampia categoria di focali non suppongano, nè più nè meno, una novità nella gamma EasyShare Z, la Z612 è l'incaricata di inaugurare il salto dai 10 ai 12 ingrandimenti. Un dato che, insieme allo stabilizzatore di immagine, è facilitato dalla famiglia EasyShare P per offrirlo a un prezzo apparentemente più accessibile rispetto a quello dei suoi attuali insigni repertori.

Lo stabilizzatore, dal suo canto, conta con due modalità: una semplice che si attiva allo scattare e l'altra continua che permane sempre attiva.

In onore alla verità, ci aspettavamo molto meno da questo stabilizzatore, ci sorprende per la sua funzionalità. Senza andare troppo lontano, permette di realizzare scatti a 1/40 di secondo con il telezoom al suo massimo estremo e con eccessive complicazioni.

Con un autofuoco abbastanza rapido e preciso, lo zoom non è particolarmente rapido. Nelle immagini si può notare che subisce una moderata distorsione geometrica, e si può constatare la presenza di errori cromatici.

Toccando con mano

Per quanto riguarda l'utilizzo, la Z612 dispone di tutte le modalità di lavoro, includendo quello di esposizione manuale e le proprietà di velocità e di apertura, così come alcuni automatismi e modalità prefissate. Senza dubbio alcuno, un incentivo in più per i fotografi novizi che abbiano in mente di migliorare le proprie abilità fotografiche.

Il flash integrato di tipo pop-up è, come in molti modelli simili, insufficiente. In una piccola fotocamera, un piccolo flash combinato con uno zoom lungo è solito convergere in evidenti problemi di sottoesposizione e la Z612 non è un'eccezione.

Sebbene risulti complicato equipaggiare queste fotocamere di flash più potenti, la Kodak dovrebbe avanzare in questo ambito e vuole continuare a insistere sugli zoom di lungo raggiungimento, in particolar modo se non riesce a dotare i suoi modelli con sensibilità di 800 ISO -o più- realmente utili e prescinde del supporto per flash esterni.

L'autonomia di questo modello passa al test senza difficoltà, con un consumo moderato, soprattutto se teniamo in considerazione il calibro dell'obiettivo. Il tempo della ricarica, d'altro canto, non è molto elevato.

Altro superzoom che convince

La Kodak EasyShare Z612 è un'altra di queste fotocamere con vocazione di poter piacere a "qualsiasi tipo di pubblico". Operazioni manuali e uno zoom realmente lungo -e luminoso- di 12 ingrandimenti stabilizzati non sono una novità, anche se non smette di essere una combinazione per molti encomiabile.

E sono le prestazioni di questo modello che convincono. La Z612 neanche passerà alla storia, però senza dubbio permetterà di immortalare molti buoni momenti ai suoi utenti.

TESTO: Eduardo Parra
FOTO: Iker Morán

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