Ricerca:
Offerte di lavoro
Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.

EasyShare V705

Caratteristiche
Sensore: CCD di 7,10 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 23,0-117,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
La Kodak continua a scommettere con la doppia ottica con la V705, che eredita quasi tutte le prestazioni della V570 e prescinde dal Bluetooth.
Prezzi
Non ci sono prezzi disponibili
Vedere offerte in


Foto
Clicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originaleClicca sull'immagine per vederla alla sua risoluzione originale
Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare V705 con le nostre 40 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
giovedì 11 gennaio 2007

Una giustificata versione 2.0

Quando le fotocamere digitali di doppia ottica si contano con una sola mano -senza neanche utilizzare tutte le dita-, la Kodak ha deciso di mettere in gioco la EasyShare V705, versione raffinata della pioniera V570. Poco rimane da dire di questo modello che non si sappia già: sistema duale di obiettivi (un angolare fisso di 23 millimetri e uno zoom equivalente di 39-117 millimetri), un pò più di sensibilità (da 50 a 1000 ISO) e risoluzione (7 megapixel), e un design già conosciuto, ma che ancora continua a sorprendere.

Presentata agli inizi di agosto, la EasyShare V705 potrebbe sembrare a prima vista una mera attualizzazione della rivoluzionaria EasyShare V570. Tale è la similitudine tra l'una e l'altra fotocamera che, se diamo uno sguardo alle loro rispettive qualità, appena si differenziano in risoluzione e sensibilità.

È ben risaputo che l'aumento dei megapixel è solito portare molti altri effetti sencondari, come l'aumento del rumore elettronico nelle immagini, ad esempio. Per questo motivo, anche se la maggior risoluzione sia la principale novità in questa V705, bisogna fare attenzione nel momento di valutare un modello la cui sorella piccola già dimostrò ai suoi tempi quanto valeva.

Inspiegabilmente ci è sembrato che la continuazione in prestazioni e design della V705 non sia stato applicato anche alla connessione Bluetooth di cui brillava la sua antecedente. Anche se la doppia ottica in alcuni casi occultò questo dettaglio, in QSBD.COM già si rese conto dei vantaggi che apportava questo tipo di connessione senza fili. Un peccato.

Clonazione

A livello estetico, la V705 è un clone della V570: questo stesso aspetto di barretta di cioccolato negro, lo stesso sistema di doppio obiettivo -doppio sensore- con un tappo ruotante d'argento che protegge e allo stesso tempo imbellisce, le stesse rifiniture, la stessa disposizione dei bottoni... Esternamente, entrambe le fotocamere sono virtualmente gemelle.

La V705 offre un design minimalista, ma attraente; è un pò rozza, quasi come un lingotto, ma è dotata di dimensioni ridotte; è ben refinita e risulta gradevole alla vista. Tutto un omaggio estetico alla fotografia.

La parte posteriore, allo stesso modo che nella V570, da spazio a un display di 2,5 pollici e 230.000 pixel di risoluzione. L'effetto specchio è relativamente discreto, e la fedeltà dei colori che riproduce può qualificarsi abbastanza accettabile.

I menu, d'altro canto, non si allontanano dal copione della Kodak: sono semplici. Ad ogni modo, non bisogna dimenticare l'aggiunta della opzione "Perfect touch", una specie di programma informatico che migliora nella propria fotocamera l'immagine scattata. La prima impressione, a nostro giudizio, è che si tratta basicamente di un'applicazione automatica di livelli, anche se i risultati sono abbastanza accettabili, specialmente in foto scure.

Ad un lato del display, cinque pulsanti danno accesso a varie funzioni importanti. Nell'altro, un piccolo comando permette di controllare lo zoom, un joystick da la possibilità di navigare per i menu o le fotografie registrate sulla scheda SD Card o sulla memoria interna di 32 MB.

Un piccolo bordo oscillante, la cui dimensione lo rende certamente un pò scomodo, attiva lo zoom.

Facile da nascondere, gradevole da mostrare

Con la dimensione di un cellulare di questi un pò corpulenti, ergonomicamente non c'è molto da dire sulla V705. Anche se piccola e di facile trasporto -entra perfettamente in una tasca-, la costruzione della fotocamera, con poche forme rotondeggianti e varie linee e dettagli vertici, impedisce la presa prolungata comoda.

Ad ogni modo, gli scarsi comandi ripartiti sul corpo macchina sono collocati abbastanza bene e possono manipolarsi intuitivamente senza grandi difficoltà -considerata la sua ridotta dimensione- mentre componiamo l'inquadramento del display. La V705, ricordiamolo, è carente di visore ottico.

Anche se, sicuramente, non esiste informazione incofutabile al riguardo, l'impressione che si ha al confrontare le immagini ottenute con i due obiettivi è che i suoi corrispondenti sensori di 7 milioni di pixel sono esattamente uguali: rendono allo stesso modo, hanno gli stessi attributi e soffrono di identici difetti.

Per quanto riguarda la qualità pura e dura, la V705 non può pretendere di essere dotata di una nitidezza brutale nè di uno speciale potere di risoluzione. Non bisogna ampliare troppo un'immagine per vedere che, in effetti, al momento di risolvere piccoli dettagli la fotocamera impasta l'immagine.

Forse questo si deve al sistema di riduzione del rumore. La sensibilità calibrata da questo modello -sempre per entrambi i sensori- comprende dai 50 fino ai 1000 ISO, una qualità un pò distinta rispetto a quella della V570, da 64 a 800 ISO.

Sia come sia, non bisogna essere un pessimista convinto per non aspettare meraviglie dal funzionamento di questa fotocamera -e di molte altre compatte della gamma simile- quando si impiegano le sensibilità più elevate.

Così come era prevedibile, il livello del rumore è abbastanza moderato quando ricorriamo a sensibilità basse. All'aumentare il valore ISO, il sistema di riduzione del rumore incide sull'immagine mitigando l'apparizione di artefatti ma incidendo molto negativamente sulla sua nitidezza.

Per quanto riguarda il colore, la V705 anche scappa da questi "colori Kodak" tanto saturi e vivi. I toni che offre sono apparentemente più naturali che in altri modelli precedenti, qualcosa di cui approfittare se l'utente è amante della fotografia. Nonostante ciò, la Kodak non ha dimenticato il resto degli utenti desiderosi di sperimentare, e ha dotato la V705 di altre modalità di colore un pò più irreali.

Il bilanciamento dei bianchi, dal suo canto, mostra un rendimento abbastanza regolare, anche se la modalità prefissata per la luce a tungsteno e le applicazioni per luce fluorescente sono un pò migliori.

Altri aspetti che bisognerebbe commentare della V705 sono il flash integrato -di questi che coprono l'espediente- o la batteria, che neanche emerge particolarmente, nè per eccesso nè per difetto.

Si potrebbe anche citare la ridicola memoria interna che fa da piccolo sostegno alla fessura per schede SD Card e MMC, o il sempre pubblicizzato concetto EasyShare. Ma, sinceramente, in questa fotocamera l'interesse risiede nella doppia ottica.

Due occhi vedono più di uno

Allo stesso modo che la V570, la V705 conta con un doppio gioco di obiettivi. Così, funzionando in forma indipendente, la fotocamera può ritenere di essere dotata di un insieme composto per un potente angolare di 23 millimetri e una massima focale -senza usare lo zoom digitale- di 117 millimetri.

Il funzionamento è identico a quello che vedemmo nella V570. La focale più angolare, quella di 23 millimetri, è fissa. All'attivare lo zoom, la tipologia aumenta digitalmente fino a raggiungere i 36 millimetri equivalenti, momento nel quale è il secondo obiettivo -e il secondo sensore- quelli che prendono il controllo per muoversi tra quei 36 millimetri e i 117 di massima focale ottica.

Dovuto alla speciale natura di questa fotocamera, è difficile parlare di uguaglianza di condizioni al confrontare i cristalli.

Per logica, l'ottica angolare, con un'apertura di f2.8, dovrebbe essere dotata di migliore qualità che un obiettivo di focale variabile. Ad ogni modo, così come già vedemmo nel modello precedente, la distorsione geometrica e gli errori cromatici sono li e sono facilmente visibili.

La nitidezza dell'ottica continua ad essere buona (anche se il sensore non accompagna) ed è dotata di una messa a fuoco abbastanza rapida e un pò più precisa rispetto a quella della V570, che era solita dare messaggi di errore quando il fuoco era, in realtà, corretto.

Identico all'incorporato nella V570, l'obiettivo focale variabile conta con delle distanze di 39-117 millimetri e dei diaframmi di f2.8-4.4. La messa a fuoco macro, di 5 centimetri, continua ad essere disponibile solo in quest'ottica, e la presenza di errori è nettamente inferiore a quella dell'altro obiettivo.

La risposta al comando dello zoom -un comando che continua ad essere scomodo per le sue ridotte dimensioni -è migliorabile e continua a mostrarsi un pò lento.

EasyShare G600 printer dock

Insieme alla V705, abbiamo avuto modo di provare la stampante portatile EasyShare G600 printer dock, che la Kodak fece conoscere -anche lo scorso agosto.

Anche se risulterà sempre più economico incaricare la stampa a un centro specializzato, questo dispositivo permette di ottenere copie facili e comode senza bordi con una dimensione massima di 10 x 15 centimetri. Una superficie sulla quale è possibile combinare 2,4 o 9 immagini affinchè siano stampate simultaneamente.

Tra i vantaggi bisogna citare l'incorporazione di una batteria che la converte in un dispositivo portatile e la presenza di una porta USB.

Quest'ultimo dettaglio fa si che possa interagire con fotocamere di altre marche compatibili con gli standard di stampa diretta PictBridge e ImageLink. È anche possibile stampare direttamente le immagini registrate in una chiave USB.

Manca, allo stesso modo che nella fotocamera, la presenza di una connessione senza fili Bluetooth che possa ampliare ancora di più le possibilità di interazione con la stampante.

Lievi miglioramenti, e qualche perdita

Che offre la Kodak con la sua EasyShare V705? Un poco in più di risoluzione, un pò in più di sensibilità e un lieve miglioramento del sistema di messa a fuoco. Questi potrebbero essere i nuovi attributi -o gli attributi migliorati- rispetto alla precedente V570. Peccato che la connessione Bluetooth si sia persa per il cammino.

L'idea dei due obiettivi è più plausibile. La Kodak ha assicurato, però sembra che ancora le manchi un pò di tempo per creare un equilibrio tra qualità d'immagine -un pò giusta in questo caso- e prezzo.

Ad ogni modo, mentre altre marche si sforzano per offrire più dello stesso, la Kodak si rinnova, e lo fa rischiando. E in questo mondo, chi non risica non rosica.

TESTO: Eduardo Parra
FOTO: Álvaro Méndez

pubblicità