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![]() EasyShare V610Caratteristiche Sensore: CCD di 6,10 MP Mass. ris.: 2832 x 2128 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm Zoom: 10x (ottico) / 4x (digitale) In due parole La fotocamera -attualmente- più piccola del mercato con uno zoom di 10x offre una qualità accettabile, anche se con alcune lacune Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare V610 con le nostre 35 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
venerdì 11 agosto 2006 Ultrazoom tascabileNel caso qualcuno pensasse che il sistema di doppia ottica inaugurato dalla Kodak con la EasyShare V570 fosse un fiore di un solo giorno o una semplice astuzia spettacolare, la EasyShare V610 arriva per dimostrare che la scommessa era seria. Mentre in quel caso la chiave risiedeva nell'angolare, adesso il trucco è ottenere di incassare uno zoom di 10 ingrandimenti in una compatta tascabile. Oltre ad ottenere dei risultati accettabili per quanto riguarda la qualità di immagine -non succede lo stesso con la maneggevolezza-, la V610 arriva con un altro asso nella manica: la connessione Bluetooth. Tre mesi dopo che la EasyShare V570 venisse alla luce, la Kodak ripeteva la sua mossa della tecnologia di doppia ottica Retina con la EasyShare V610. In questo caso, l'angolare cedeva il suo protagonismo a un potente zoom da 10 ingrandimenti che, per la prima volta, riusciva a incastrare simile gamma di focali in un corpo tascabile.Se lo stratagemma dell'angolare della V570 destò molto interesse tra i fotografi un po' più esperti che cercano una fotocamera da portare da tutte le parti -l'angolare è sempre una questione difficile nelle compatte-, l'argomento ruota adesso intorno ad un ricorso più popolare: lo zoom nella sua versione di teleobiettivo estremo. Anche se non si era mai arrivati fino ad un tale livello di miniaturizzazione dello zoom, in realtà la V610 si troverà di fronte -almeno- ad altri due modelli: la Panasonic Lumix DMC-LZ1 e la Nikon Coolpix S4, due compatte il cui design, rango focale e anche il prezzo la collocano nella stessa categoria. Una EasyShare V con anima di Z Collocandosi a capo del catalogo della Kodak, la V610 si trova a metà strada tra due delle serie più conosciute dell'attuale offerta EasyShare: le stilizzate V e la famiglia Z, caratterizzate queste ultime dai suoi potenti zoom. A prima vista, non c'è dubbio della sua filiazione con le EasyShare V in generale e con la V570 in particolare. Un frontale austero e presieduto da una leggera spaccatura circolare che accoglie i due obiettivi; il conosciuto display posteriore da 2,8 pollici, e i comandi ripartiti tra questa zona e la parte superiore si mantengono come i tratti più importanti per quanto riguarda l'ergonomia della V610. Identico è anche, fortunatamente, l'elegante rifinitura nera e il corpo metallico, che sfoggia delle dimensioni, spessore e peso abbastanza misurati, fuggendo dalla sensazione di estrema fragilità che altre compatte emanano. Da 38 a 380 millimetri Oltre all'affascinante struttura, nell'altro lato del coperchio circolare si nasconde il vero asso nella manica della V610. Anche se l'iscrizione che l'accompagna indica soltanto che si tratta di un Variogon da 38-380 millimetri firmato da Schneider-Kreuznach, ci troviamo in realtà davanti alla somma di due ottiche: una di 38-114 millimetri e un'altra di 130-380 millimetri. Oltre all'evidente differenza di ranghi focali rispetto alla V570, in questo caso non esiste uno zoom digitale che faccia da ponte tra le due ottiche. Invece, c'è una piccola mancanza che l'utente percepisce come un "salto" tra i 114 millimetri di un obiettivo e i 130 dell'altro. Uno degli aspetti che più piacevolmente ci ha sorpreso è l'assenza di aberrazioni cromatiche notevoli nelle catture. Prendendo in considerazione le peculiari caratteristiche dello zoom e le sue ridotte dimensioni -ricordiamo che in nessun momento oltrepassa i limiti della fotocamera-, i temuti aloni porpora o i riflessi interni potrebbero essere stati una costante. Nonostante ciò, e come si apprezza in alcune immagini, è certamente possibile scoprire bordi pieni di porpora quando c'è molta luminosità e una distorsione moderata quando si impiega la focale più angolare degli obiettivi. Dall'altro lato della bilancia, bisognerebbe parlare certamente di oscuramento negli angoli dell'immagine, così come di un'apprezzabile perdita di nitidezza nei bordi della fotografia. Come no, l'assenza dello stabilizzatore di immagine, unita a delle sensibilità abbastanza limitate e ad una luminosità che neppure è per tirare razzi (f3.9-4.8), fa sì che scattare a fiuto nella massima focale sia un compito complesso. Considerando la presenza di stabilizzatore in modelli delle gamme Z e P della EasyShare, e che quella precedentemente menzionata LZ1 della Panasonic -per esempio- lo offre anche, questo sarebbe un dettaglio da prendere in considerazione di fronte a future evoluzioni. Rapida, anche se non sempre La velocità di accensione della fotocamera è impeccabile. Esattamente lo stesso succede con la rapidità dimostrata al momento di reagire quando si pressa lo scatto. Impeccabile, in entrambi i casi. Peccato che questa tendenza non si mantenga lì dove anche manca, ancora di più se prendiamo in considerazione che lo zoom, precisamente, è il punto forte della V610. In effetti, la capacità di reazione al momento di cambiare le focali non è all'altezza delle circostanze. Lo spostamento dall'ampia gamma di focali che offre la V610 si trasforma così in un compito troppo noioso, a cui in assoluto contribuiscono le limitate dimensioni del comando che si occupa di controllare questo percorso. Entrambi i punti, uniti alla strana sensazione che produce il commentato salto fatto tra i 114 e i 130 millimetri -bisognerà aspettare l'arrivo di futuri modelli per scoprire se si tratta di un ostacolo insuperabile o soltanto di una questione di tempo-, sono gli unici che apportano un tocco acido a un rendimento ottico che, invece e date le peculiarità della fotocamera, meriterebbe un buon voto. Rispetto alla messa a fuoco, la sensazione è anche agrodolce. Ci siamo trovati in situazioni realmente complesse con una luminosità molto scarsa nelle quali la luce ausiliare e il sistema di autofocus hanno mostrato il meglio di sé. In altre occasioni apparentemente più semplici, invece, il processo ha richiesto vari tentativi. La prima con Bluetooth In mancanza di una presentazione degna di guadagnarsi il titolo, la V610 arrivava provvista di un paio. Il collegamento senza fili Bluetooth si aggrega così all'ottica di 10 ingrandimenti per finire il lavoro, trasformandosi questa nella prima fotocamera digitale che incorpora tale prestazione. Si presenta, in questo modo, un'alternativa al collegamento senza fili Wi-Fi, che da tempo e poco a poco si va implementando, prima nelle reflex professionali e ultimamente anche in fotocamere compatte. I vantaggi e gli inconvenienti dell'uno e dell'altro sistema sono ampiamente conosciuti, dato che entrambi sono già veterani nel mondo dell'informatica e dell'elettronica di consumo. Applicata la teoria alla fotografia digitale, la V610 trasforma la trasmissione delle immagini in un gioco per bambini. Un semplice telefono cellulare in mano -buona parte dei terminal arrivano già dotati di collegamento Bluetooth- o un computer compatibile scopriranno la fotocamera senza nessun problema. Basterà, a continuazione, pressare il classico pulsante "share" che incorporano tutte le EasyShare e selezionare la trasmissione Bluetooth e fatto. Un collegamento che, a proposito, è di andata e ritorno: si possono anche trasmettere immagini verso la fotocamera. Se la facilità di maneggio e la maggiore disponibilità di dispositivi equipaggiati con questa prestazione stanno dal lato dei vantaggi, i limiti che questa tecnologia ha rispetto al Wi-Fi -essenzialmente, capacità e velocità- si presentano come inconvenienti. Neppure bisogna dimenticare il lungo elenco di stampanti Bluetooth che si possono trovare nel mercato, iniziando dai modelli della stessa Kodak. Soltanto adatta per automatismo Lo spirito EasyShare V non resta solo plasmato nel design. L'assenza di qualsiasi tipo di controllo manuale e l'impraticabilità della maggior parte dei menu necessari per cambiare qualcuna delle impostazioni della ripresa sono anche marchio della casa. Così, per modificare la risoluzione, il bilanciamento del bianco o la sensibilità è necessario farlo attraverso il menu principale della fotocamera, senza che nessun pulsante di accesso diretto faciliti la missione. Soltanto il controllo del flash -di scarsa potenza, a proposito, nella grande maggior parte delle situazioni-, l'acceso all'album e la registrazione di video -di notevole qualità, come succede con altre EasyShare V- dispongono del loro proprio comando.
Il rendimento del sensore da 6 megapixel -salta agli occhi che la risoluzione non è qui una questione primordiale- è entro i margini comuni di questa saga, con immagini un po' moderate in dettaglio e risoluzione e un po' carenti di nitidezza nei bordi, come già si è segnalato, ma di affascinate saturazione e contrasto. Neppure ci sono sorprese nella relazione tra sensibilità e rumore elettronico. Rimediando a questi 800 ISO che si possono soltanto utilizzare con la minima risoluzione -un altro tema pendente che la Kodak dovrebbe segnare nel suo quaderno degli appunti-, la fastidiosa presenza di rumore si fa evidente a partire da 200 ISO. Profilo definito Limitare il tipo di pubblico a cui una fotocamera va diretta è, probabilmente, uno dei compiti più complicati che devono affrontare le compagnie del settore. Ancora di più se prendiamo in considerazione il miscuglio di marche, modelli, categorie e sottodivisioni che si sono andati creando intorno al prolifico mercato della fotografia digitale. In quel senso, la Kodak EasyShare V610 si rivolge direttamente a un settore che -come dicevamo- è ancora in via di invenzione: quello delle compatte tascabili dotate di uno zoom di molti ingrandimenti. Non lo dimentichiamo: nonostante l'impressionante a prima vista doppia ottica, questa EasyShare rinuncia a qualsiasi aspirazione professionale e si insinua con insolenza sul mercato di consumo. È in quella vetrina dove dettagli come le panoramiche che si possono montare nella stessa fotocamera o il sistema di ritocco automatico PerfectTouch permetteranno a questa EasyShare di riunire addetti. La ricetta è, indubbiamente, attraente a prima vista, anche se indagando un po' di più è possibile trovare punti migliorabili, come il tema delle sensibilità o dello stabilizzatore, per citare quelli principali. Alcuni li considerano essenziali e insuperabili. Altri li vedranno come dettagli carenti di importanza e non esiteranno a conservare in tasca lo zoom da 10 ingrandimenti più compatto del mercato. Entrambi avranno ragione. TESTO e FOTO: Iker Morán |
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