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EasyShare P850

Caratteristiche
Val. utenti: 3,8 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 5,10 MP
Mass. ris.: 2592 x 1944 p.
Obiettivo (35 mm): 36,0-432,0mm
Zoom: 12x (ottico) / 3,3x (digitale)
In due parole
I 432 millimetri stabilizzati dell'obiettivo sono il più convincente argomento di questa P850, un'altra buona compatta della Kodak
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Recensione
lunedì 16 gennaio 2006

Continua a rimanere il "quasi" per essere perfetta

A metà strada tra la DX7590 e la P880, la EasyShare P850 è una fotocamera quasi perfetta per il fotografo principiante con conoscenze avanzate. Innanzitutto, risalta il suo potente telefoto stabilizzato a più di 430 millimetri e il suo gradevole display da 2,5 pollici. Ma ancora le manca qualcosa per essere la fotocamera ideale, restando -semplicemente- una fotocamera quasi ideale. Le manca un po' di batteria, le manca un po' di velocità, le manca un po' di qualità… Ma anche così, promette bene.

La Kodak EasyShare P850 appartiene a questa strana categoria di fotocamere compatte con vocazione di reflex. Con delle dimensioni molto più piccole. È esteticamente molto simile a una SLR digitale, ma conserva allo stesso tempo una grande somiglianza con alcuni modelli compatti della stessa marca, come la EasyShare Z7590. Non si può affermare che sia un’evoluzione propriamente detta di questo ultimo modello, anche se è evidente che entrambe hanno attinto dalla stessa fonte (ma con alcuni mesi di differenza).

Il corpo di questo nuovo modello della Kodak segue le regole che già possiamo considerare standard nella categoria di fotocamere compatte con aspirazioni reflex.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

La sua ergonomia è abbastanza accettabile, offrendo una tenuta comoda e funzionale -prodotto della grande impugnatura laterale- e facilitando il suo uso con la mano destra. Eccetto i pulsanti che controllano il flash, la messa a fuoco e il commutatore per inquadrare con il mirino elettronico o il display, tutti i comandi sono perfettamente accessibili senza necessità di togliere l’occhio dal mirino.

Se fosse poco, il suo concepimento di SLR permette di appoggiare il barile dell’obiettivo nella mano sinistra per stabilizzare la fotocamera, ricorso piuttosto conveniente in più di mille occasioni fotografiche.

Per quanto riguarda l’ergonomia, bisogna citare due aspetti negativi. Il primo di quelli è inerente all’eccessiva miniaturizzazione, e non è altro che la mancanza di spazio per il dito mignolo, che sempre resta fluttuando in una posizione un po’ scomoda. L’altro inconveniente è la cattiva collocazione dell’anello destro destinato a fermare la cinghia, che si fissa nella mano e che può risultare scomoda dopo una giornata fotografica.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Nonostante le sue ridotte dimensioni, la P850 non è precisamente una fotocamera che si può conservare in tasca. È troppo grande per quello, sebbene sia anche tropo piccola per portarla in una borsa convenzionale di materiale fotografico. Un male tipico in questo tipo di modelli.

Invece, la ghiera dei modi, alloggiata nel suo posto abituale, permette di scegliere i tipici punti di lavoro, dall’automatico fino al manuale, incluse le tre opzioni personalizzabili che permettono di salvare i parametri desiderati per ogni occasione. Come non poteva essere diversamente, mediante questo stesso dial si accede al modo di registrazione video e alle 16 scene prefissate.

Il display si gradisce, ma ormai non è novità

L’enorme display da 2,5 pollici -uno standard già in questo tipo di macchine- conta su una ricezione perfetta al momento di inquadrare, specialmente con buona luce. L’immagine che offre in questi casi è fluida e senza dislivelli.

I colori riprodotti da questo monitor TFT, invece, non sono del tutto reali, e a differenza di quello che si sperava in una Kodak, sono un po’ spenti rispetto alla realtà, molto lontani dai famosi "colori Kodak". Il livello di dettaglio dell’immagine, inoltre, lascia un po’ a desiderare.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Nonostante ciò, non tutti sono punti negativi. Il display della P850 non soffre l’effetto specchio: è facilmente visibile in quasi qualsiasi circostanza e da molteplici angoli. Offre, a proposito, un completissimo repertorio di informazioni.

Il monitor permette, certamente, di navigare per i menu di controllo e di configurazione della fotocamera. Tre menu danno accesso a diversi temi specifici -impostazioni fotografiche, della fotocamera o tecniche-, tutti quelli molto semplici da usare e molto intuitivi, e si accompagna da un tipo di accessi diretti per potere modificare gli elementi più comuni.

Questi stessi menu si possono consultare nel mirino elettronico da 237.000 pixel. Anche se è un po’ meno luminoso e la sua ricezione è un po’ più lenta di quella del display, disimpegna perfettamente le funzioni di questo ultimo.

12 potenti ingrandimenti

La Kodak P850 possiede un suo arsenale con un enorme zoom stabilizzato Schneider-Kreuznach da 36-432 millimetri, cioè, da 12 ingrandimenti ottici. Anche se certamente si lascia notare, lo stabilizzatore non è tra i più efficaci che abbiamo provato. La luminosità dell’ottica, a proposito, viene definita niente meno che da alcune massime aperture di f2.8-3.7.

Anche se di potente rango focale, l’obiettivo paga il prezzo degli automatismi -non ha anello di zoom né di messa a fuoco-, per cui soffre una lentezza abbastanza evidente. Inoltre, non trattandosi di un obiettivo parafocale, non mantiene il fuoco da rifocalizzare. Così, ogni volta che variamo di distanza focale, la P850 deve rifocalizzare, azione nella quale quella non risalta precisamente per la sua velocità. Certamente, è questo un dettaglio che passa inosservato in altri molti modelli compatti.

ELa messa a fuoco, cioè, è abbastanza rapida e precisa in condizioni poco complicate. Diminuendo la luce ambiente, perde abbastanza efficacia.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Lo zoom resta tirato indietro fino all’attivazione della fotocamera, momento in cui si apre in tutta la sua estensione in forma piuttosto lenta. La risposta al comando che lo attiva non è neppure particolarmente rapida -anche se potremmo qualificarla accettabile per un superzoom di questo tipo- né precisa. In effetti: dall’istante in cui si scioglie il comando fino a quando il gruppo ottico si ferma, passano alcuni istanti che -chi lo sa- possono essere vitali per la cattura di un’immagine.

Infine, anche se non per quello meno importante, è possibile dire che questo obiettivo produce una lieve -questa però non si lascia vedere facilmente- distorsione cromatica nelle catture. Più facilmente visibile è, al contrario, la distorsione geometrica del barile che si genera realizzando fotografie con le focali più corte.

Se poco è meglio

Il cuore fotografico della P850 della Kodak lo compone un sensore CCD da 5,1 megapixel di risoluzione che è capace di scattare fotografie fino a 2592 x 1944 punti. Le immagini prodotte offrono un caratteristico colore Kodak, molto saturato, che può piacere tanto o per niente agli utenti esperti, ma che normalmente piace al principiante medio. Il livello di saturazione, cioè, si può ridurre mediante un’opzione destinata a tale effetto nei menu della macchina.

Per quanto riguarda il dettaglio, anche se non possiamo dire che la P850 agisce male, la cosa certa è che neppure offre risultati degni di riconoscimento nelle enciclopedie fotografiche. Certamente, speravamo un po’ di più per una fotocamera che si è fermata a 5 megapixel, invece di chiedere più megapixel a danno, precisamente, della diminuzione della qualità finale dell’immagine.

Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco, la P850 non segue un modello omogeneo, offrendo risultati diversi in una stessa scena e da uno scatto a un altro. Nonostante ciò, il comportamento di questa prestazione è più vicino alla riuscita che all’errore, a dispetto delle leggere dominanti -specialmente magente- che si possono produrre.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

Nel capitolo della sensibilità, è possibile dire che la P850 dispone di una gamma di sensibilità ISO abbastanza interessante, e non per la sua ampiezza, ma per la quantità di livelli intermedi.

In effetti, questa compatta recupera incrementi ISO dimenticati ormai nel mondo digitale -specialmente in questa categoria-, come quello da 125 ISO o quello da 250 ISO, tra altri. Se in alcune righe precedenti dicevamo che il fatto che il sensore abbia "soltanto" 5 megapixel non si nota nella nitidezza dell’immagine, nel paragrafo del rumore sì che risultano reali le conseguenze. La P850 è perfettamente utilizzabile a 400 ISO, senza subire eccessivi problemi e senza che l’algoritmo di riduzione del rumore risulti fastidioso.

Il flash di tipo pop-up incorporato compie la sua funzione con abbastanza risultato, senza eccessivi inconvenienti nelle riprese a media distanza -non arriva, evidentemente, a coprire le scene catturate in tele- e con un riciclaggio sufficientemente rapido come per scattare un lampo dietro l’altro appena lo permetta l’otturatore della fotocamera, eccetto nel modo a raffica.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

È un peccato, certamente, non avere disposto per queste prove del flash compatibile da collocare nella slitta a caldo ubicata sopra al mirino elettronico, e che così buone sensazioni ci diede nella presentazione del modello.

La batteria agli ioni di litio di serie, sistemata in un compartimento indipendente da quello della scheda SD Card, permette di beneficiare di una continuata sessione fotografica senza eccessivi problemi. Inoltre, prendendo in considerazione il funzionamento automatico dello zoom e della messa a fuoco -differenza chiave con i meccanismi manuali di sua sorella maggiore, la EasyShare P880-, possiamo dire che il rendimento -insistiamo, rendimento- della batteria in questo modello è accettabile. Nonostante ciò, la sua durata si crede un po’ scarsa.

Progredisce in modo favorevole

Forse la EasyShare P850 è un’evoluzione -una grande evoluzione- della Z7590. Chi lo sa. Anche se non ci permettiamo di dirlo apertamente, quello che è chiaro è che le fotocamere compatte della Kodak stanno andando sperimentando miglioramenti a passi da giganti.

© Eduardo Parra, QSBD.COM© Eduardo Parra, QSBD.COM

La P850 è una signora fotocamera. Possibilmente non offre nulla che non si possa trovare in migliaia di modelli della concorrenza, ma nonostante ciò, bisogna darle il nullaosta -alla macchina e alla marca- per avere offerto al mercato qualcosa che si lasci comprare senza provocare enormi buchi nelle nostre tasche.

Non passerà alla storia, e forse molte delle sue prestazioni sono migliorabili, ma la P850 -compierà come tante altre compatte- il suo dovere con un buon voto finché abbia vita. La gente non vuole molto di più.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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