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EasyShare P712

Caratteristiche
Sensore: CCD di 7,10 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 36,0-432,0mm
Zoom: 12x (ottico) / 5x (digitale)
In due parole
Quasi ricalcata alla EasyShare P850, la P712 rappresenta con relativo successo l'offerta fotografica più ambiziosa della Kodak in qualità.
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Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare P712 con le nostre 36 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
giovedì 21 dicembre 2006

Quando qualcosa va bene

Gemella in apparenza con la Kodak EasyShare P850, la EasyShare P712 giunge al mercato come una -un'altra in più- versione di un modello più o meno trionfante. Senza che possa catalogarsi come sostituzione, ma più come "offerta complementaria", la nuova compatta offre 7 megapixel di risoluzione e un potente zoom ottico stabilizzato di 36-432 mm f2.8-3.7. Precisamente la parte ottica continua ed essere la più contundente tra le sue qualità.

La strategia cambia, e in luogo di offrire una fotocamera più o meno rimodellata per migliorare la precedente, il segreto consiste ora nel partire da un modello e offrire due o tre varianti dello stesso. Tutte buone allo stesso modo, però ognuna con una prestazione che le distingue dal resto e le rende più -o meno- attraenti per ogni utente.

Esempio di questa filosofia è la EasyShare P712, una compatta Kodak che si colloca giusto al lato delle EasyShare P850 e P880, con uno zoom stabilizzato più che interessante e un sensore di 7 milioni di punti di quelli che il pubblico affezionato apprezza. Quasi, quasi come prendere entrambi i modelli e unificarli in uno solo.

Virtualmente identica alla P850, la P712 della Kodak si presenta con un corpo robusto nero poco comune nel mondo compatto digitale. A grandi linee, la fisionomia di questa macchina si compone di due parti differenti: l'obiettivo.... e tutto quello che non è obiettivo. Non c'è posto in questo modello -come neanche c'era nella P850- per la estetica tradizionale.

Copiando l'accettabile design della P850, la nuova EasyShare offre un'impugnatura di grande dimensione, molto comoda per immobilizzare la macchina. A differenza di altri modelli, in questa Kodak il mignolo non rimane fluttuando nell'aria e la sensazione di sicurezza durante la presa è di gran lunga superiore.

È comoda anche al momento di realizzare scatti verticali, sottoscriviamo lo stesso difetto che aveva la P850, e questo perchè alcuni vertici diventano fastidiosi dopo una immobilizzazione prolungata.

Allo stesso modo, e seguendo il percorso dell'altro modello, i comandi sono disposti in modo adeguato, di modo tale che quelli più fastidiosi da cliccare sono, in effetti, i meno necessari durante lo scatto. Ad ogni modo, è possibile che ci sia qualche utente a cui manca un pulsante di accesso diretto allo stabilizzatore, anche se non lo consideriamo imprescindibile.

Quasi cinemascopio

Come le P850 e P880, la P712 sono dotate di due sistemi di inquadratura: il tipico display e il visore elettronico. Tutte le opzioni disponibili sono comuni in entrambi i monitor, anche se la qualità del visore continua ad essere nettamente inferiore a quella del display principale.

Questa ultima, di 2,5 pollici e più di 230.000 pixel di risoluzione, offre un perfetto rinfresco - che si risente in scene con poca luce-, e alcuni non meno soddisfacenti colori e nitidezza, tanto al momento di realizzare lo scatto come durante la sua revisione.

I punti a sfavore, abbiamo avvertito le tipiche bande di color porpora che si producono al momento in cui si inquadra una scena in controluce. Questo non toglie merito a questo monitor, soffre il molesto effetto specchio e permette di visualizzare perfettamente gli scatti -e l'abbondante informazione che somministra in tempo reale- tanto all'aria aperta come all'interno.

Il sistema di menu è simile -identico- a quello che la P850, e si struttura in due rotte di accesso. Ai parametri più vitali per la fotografia -sensibilità o bilanciamento dei bianchi, per esempio- si accede di forma diretta mediante un diale e un pulsante, usando la informazione che appare riflessa sul display.

Il resto delle funzioni sono accessibili navigando attraverso i tradizionali menu, che non presentano alcuna difficoltà e rispettano gli standard della Kodak.

Le modalità di lavoro -dalle opzioni automatiche e semiautomatiche a una totalmente manuale- si selezionano con la tipica ruota di controllo. Tanto i fotografi principianti come i più avanzati -che vedranno nella P712 una reflex in miniatura- possono trovare interessi in questa fotocamera.

Millimetri di potenza

Con un impressionante obiettivo di 36-432 mm f2.8-3.7 (12 ingrandimenti di zoom ottico) che termina la iscrizione Schneider-Kreuznach la P712 ci dice che la cosa va seriamente.

Sprovvisto di anello manuale per il controllo dello zoom -come quello che incorpora la P880- e equipaggiato con il controllo motorizzato della P850, questa ottica soddisferà quasi tutti i fotografi. È chiaro che di angolare è poco fornita, però neanche possiamo chiedere tutto.

Con una prestazione encomiabile, lo zoom di questo modello non è particolarmente rapido -non è rapida nenache l'accensione, il barrile deve aprirsi-, e sicuramente paga il prezzo di un tipo di focale tanto voluminoso.

In questione di qualità, nonostante tutto, il congiunto ottico della P712 si difende in modo abbastanza adeguato. Con una moderata distorsione del barrile e una quasi inesistente distorsione cromatica, la sua qualità è eccellente, offrendo scatti con necessaria nitidezza e un accettabile livello di dettagli. E questo si nota anche in quelle immagini catturate con la messa a fuoco macro di 10 centimetri.

Risoluzione in crescita

Fedele al principio del marketing che maggior quantità maggior qualità, la Kodak aggiunge 2 megapixel alla risoluzione effettiva del sensore della P712 rispetto alla P850, giungendo ai 7 milioni di punti.

Questo permette a questa EasyShare di scattare foto di 3072 x 2304 nei formati JPEG, RAW e TIFF. Bisogna dire però che la P880 e i suoi sensori di 8 megapixel seguono in testa a questo settore.

I colori degli scatti sono reali. Di fatto, sembra che la firma statounitense rinuncia in parte al suo famoso segnale del conosciuto color Kodak e alla forte saturazione di colori che la caratterizza da tempi immemori.

Il bilanciamento dei bianchi funziona con relativa certezza, incontrando riserve nell'utilizzare la modalità automatica per la luce fluorescente o di tungsteno e la modalità prefissata per le ombre. Il resto delle preapplicazioni funzionano abbastanza bene, anche se in occasioni -poche- abbiamo apprezzato che la modalità automatica per la luce diurna offre una lieve -anche se visibile- dominante magenta.

La P712 anche presenta delle novità nel capitolo della sensibilità. In questa occasione, il ventaglio disponibile va dai 64 fino agli 800 ISO, una velocità ISO molto utile, soprattutto allo scattare con i focali più lunghi.

È interessante, inoltre, la qualità di passi intermedi che possono selezionarsi (64, 80, 100, 125, 160, 200, 250, 320, 400), qualcosa di abbastanza poco comune nelle compatte, incluso in quelle di più alta gamma. La pena è che tra 400 e 800 ISO non ci sono più valori disponibibli.

Come in altri modelli, la più elevata sensibilità (800 ISO) è unicamente disponibile a bassa risoluzione (1,2 irrisori megapixel). Una triste illusione, dato che quello che poteva essere una buona prestazione si riduce a un nuovo "bluff".

Per ciò che concerne il rumore elettronico nelle immagini, fino a 320 ISO e incluso 400 ISO in scene con buona illuminazione la sua presenza è tollerabile. In cambio, in quegli scatti realizzati con poca luce il rumore è facilmente visibile già al superare il valore di 200 ISO. Scattare con poca luce a 400 ISO è, in questa P712 come in tutte le altre compatte, perdere uno scatto per eccesso di rumore.

Poche novità apporta il flash di questo modello, se lo confrontiamo con quello della P850 e incluso con quello della P880. A parte della logica mancanza di potenza all'utilizzare il massimo focale, il processo di riciclaggio non è particolarmente eccellente nè per velocità nè per lentezza, e tutto registra che la Kodak scommette su questa P712 per la presenza di flash esterni -la fotocamera include un supporto per quello.

Non ci sono particolarità rilevanti nell'ambito dell'autonomia. Segeuendo l'esempio dei modelli precedenti e tenendo in conto che lo zoom, l'autofuoco e il sistema di stabilizzazione consumano la loro parte, possiamo qualificare di notevole il rendimento della batteria di questa EasyShare.

Meglio non toccarlo

Si apprezza una fotocamera come la EasyShare P712, anche se forse non era necessaria. Come in tante occasionoi, la nuova compatta apporta poche novità alla fotocamera alla quale si ispira, la EasyShare P850.

Date le antecedenti, da lei ci si può aspettare qualità di immagine, uno buono zoom e -in generale- un rendimento più che soddisfacente. Considerato che il rumore elettronico può risulatre un tanto accusato a partire dai 200 ISO, la P712 è un vivo esempio di che quando qualcosa va bene, meglio non toccarlo -o non toccarlo troppo.

TESTO: Eduardo Parra
FOTO: Álvaro Méndez

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