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![]() EasyShare DX7590Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2576 x 1932 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm Zoom: 10x (ottico) / 3x (digitale) In due parole Anche se apporta poche novità alla DX6490, la DX7590 è un'eccellente macchina compatta da 5 megapixel. Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Kodak EasyShare DX7590 con le nostre 25 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
lunedì 11 ottobre 2004 Alle porte del cieloSono molti gli elogi e pochi i rimproveri che nel suo giorno ha ricevuto la EasyShare DX6490. Con il terreno preparato, la DX7590 arriva disposta a farsi un vuoto tra le fotocamere di zoom lungo, con 1 megapixel in più della sua predecessora e un mirino elettronico di maggiore risoluzione -oltre a altre minuzie che si lasciano notare poco. La nuova macchina, invece, mantiene alcuni dei difetti della sua predecessora e manca di prestazioni- cioè stabilizzatore ottico, per esempio- che non sarebbe stato superfluo. Ancora e i suoi innegabili pregi (gli stessi di quelli della DX6490), tanto confidavamo in quella che il semplice fatto di non essere la migliore la trasforma in… una mediocre? Che alto livello raggiunse la EasyShare DX6490. Nel suo giorno -che lontano sembra-, marcò non solo un punto e oltre, ma aprì un capitolo nuovo nel libro della storia digitale della Kodak. Chi scrive queste righe confermò che se fino a quel momento la Kodak non aveva fabbricato buone fotocamere digitali, non era perché non sapeva come farlo, ma perché non voleva. La DX7590 dimostra un’altra volta che quando la Kodak vuole, la Kodak può.La nuova DX7590 condivide il design con sua sorella. La Kodak ha sfruttato nel terreno del design estetico-ergonomico quella filosofia secondo la quale se qualcosa funziona, non bisogna toccarlo. La macchina, come la sua predecessora, ha un aspetto di reflex in miniatura; sta in una mano -una mano grande- e permette di maneggiarsi comodamente impugnandola soltanto con la destra -i mancini, temo, siano condannati. Tutti i comandi sono molto accessibili, e soltanto è un po’ criticabile l’impugnatura, che obbliga le nostre dita a adottare una posizione un poco scomoda, tanto se ci limitiamo al design come se no. Mettiamo le cose dove le mettiamo, sempre ci tormenteremo di una certa scomodità. Grandi attributi Sopra ogni cosa, la principale attrazione della DX7590 è il suo potente zoom da 10x. Niente meno che uno zoom da 38-70 mm, nel suo equivalente al formato da 35 mm, con delle massime aperture di f2,8-3,7. In qualsiasi caso, risulta imperdonabile che un simile zoom non sia rinforzato da uno stabilizzatore ottico. Questo sarebbe stato un autentico aggiornamento rispetto al modello precedente. L’obiettivo retrattile, è il responsabile dell’accensione relativamente lenta della DX7590, posto che deve aprirsi completamente. La risposta al comando dello zoom, invece, è rapida e precisa. La messa a fuoco, invece, non è né molto rapida né molto precisa -in condizioni di luce bassa, direttamente, non mette a fuoco. Stranamente, non abbiamo trovato molte differenze di funzionamento tra i tre modi di messa a fuoco di cui dispone. A proposito: la messa a fuoco macro, di 12 centimetri, è corretta, senza dire nulla. La qualità delle lenti è notevole. Forse speravamo un poco più di nitidezza, ma questo non è un ostacolo per affermare che quella che offre la DX7590 è stupenda. Non ci sono distorsioni geometriche -aspettavamo anche qualche distorsione di appoggio-, anche se sì aberrazioni cromatiche. Sono scarse e solo appaiono in condizioni estreme, ma un modello del rango della DX7590 dovrebbe averla sradicata totalmente. Il CCD che fornisce la fotocamera è di 5 milioni di pixel, trasformandosi, insieme all’obiettivo nel massimo responsabile della qualità delle immagini. Il sensore genera fotografie fino a 2576 x 1932 punti, offrendo fino a 5 risoluzioni possibili. Le immagini si memorizzano su schede di memoria SD Card, sebbene possiamo anche optare per salvarle sugli insufficienti 32 MB di memoria interna della fotocamera. La qualità finale della fotografia è buona, anche se continua ad apprezzare una lieve -ma modesta- mancanza di nitidezza, similare a quella prodotta dalle tecnologie di riduzione del rumore. Tale apparente mancanza di nitidezza, invece, che si manifesta in forma di una leggera sfocatura quando esaltiamo la ripresa, appare anche a 80 ISO. Colori Kodak con maiuscole Nel capitolo del colore, non possiamo che toglierci il cappello davanti alla DX7590. Sembra essere che, finalmente, le calcomanie che portano molte fotocamere permettono di essere un adorno. È il caso di quella che recita “Color Science Chip” nella carcassa della DX7590, tutto un avviso di quello che ci aspettavamo. Quando le condizioni di luce sono favorevoli -cioè sotto la luce del sole- i colori risultano più che vivi, più che contrastati e più che spettacolari. Se il bilanciamento del bianco funziona, la DX7590 genera dei colori buoni quasi in qualsiasi circostanza. In riferimento alle sensibilità, la fotocamera possiede una gamma che va da 80 fino a 400 ISO; e che si può ampliare a 800 ISO, ma soltanto a una risoluzione di 1,8 megapixel. Invece, e attenendoci a ciò che abbiamo tra le mani, la DX7590 si comporta stupendamente in tutte le sensibilità, apprezzandosi il rumore soltanto a 400 ISO e, sinceramente, meno di quello che si possa accusare di essere fastidioso. In sostanzanza, la DX7590 è, così come già abbiamo anticipato, una DX6490 migliorata. Prova di quello è che conserva la maggior parte delle proprietà della sua predecessora. Mantiene, per esempio, un’ampia gamma di modi di maneggio, dal manuale più manuale di tutti, fino a una modalità totalmente automatica, passando da 16 scene prefissate o un modo personalizzabile che conserva proprio i nostri aggiustamenti. La fotocamera, inoltre, offre alcuni ornamenti, come i modi di colore in bianco e nero o seppia, o la possibilità di modificare i livelli di nitidezza -senza che si noti il suo effetto nell’immagine finale, certamente. Il monitor TFT (quanto impiegherà la Kodak a mostrare un’altra fotocamera con monitor OLED?) alterna le sue funzioni con il mirino elettronico, da 311.000 pixel di risoluzione. Entrambi offrono buona qualità, anche se il grande monitor continua a superare alla sua parente. Questa, da 2,2 pollici e più di 150.000 punti di risoluzione, ha una ricezione in tempo reale -non così il mirino- e una definizione eccellente. In cattive condizioni di luce, la visibilità è buona, ma ciò che risulta realmente fastidioso è il rivestimento -plastico?- che ha, che è, letteralmente, uno specchio. I menù del monitor, invece, sono i tipici della Kodak: facili e semplici da usare. Bisogna parlare, infine, del flash incorporato nella DX7590. Si tratta di un’unità compatta di tipo pop-up di effettività corretta, che viene completato da una molto opportuna presa di sincronizzazione. Manca, invece, un attacco. Un grande insieme con alcuni difetti La EasyShare DX7590 è una fotocamera disegnata per trionfare. Per averla lanciata al mercato un anno dopo, senza dubbio entrerebbe nel numero uno del ranking di migliori compatte nella sua prima settimana di vita. Oggi giorno, invece, è più difficile. Non possedere lo stabilizzatore è un duro colpo, essere sprovvista di attacco è un contrattempo, non offrire la possibilità di registrare in formato RAW non cessa di essere sorprendente ma non importa. La macchina è un autentico gioiello, la osservi da dove la osservi. E rispetto alle sue carenze bene, nulla è perfetto. TESTO E FOTOS: Eduardo Parra |
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