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Photosmart R927

Caratteristiche
Val. utenti: 2 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 8,10 MP
Mass. ris.: 3296 x 2480 p.
Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 8x (digitale)
In due parole
Nonostante la sua lentezza, la R927 è molto completa, capace di offrire -anche a 400 ISO- immagini di buona qualità
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Verifica la qualità delle immagini della HP Photosmart R927 con le nostre 36 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
lunedì 24 aprile 2006

Completa, ma a suo ritmo

Anche se possiamo dire che è sempre stata lì, la HP non si distingue per essere una delle più rispettate marche fotografiche. È di quelle che non accaparrano grandi titoli, ma le sue cifre di vendite sono piuttosto decenti. La Photosmart R927, esattamente, non è una fotocamera da prima pagina, ma nessuno negherà che è molto completa: 8 megapixel, display da 3 pollici e moltissime impostazioni modificabili che la rendono adatta a qualsiasi principiante. Se non fosse perché il suo elaboratore è terribilmente lento…

Di solito si dice che se qualcosa funziona e già tanto, non risalta, e che soltanto emergono le cose che vanno male. La Photosmart R927 si vanta di molte cose, e con ragione, ma possiede nel suo capitale un grande difetto che probabilmente ha più peso del resto delle sue qualità: la lentezza.

Sebbene il ritardo dell’otturatore è quello appropriato, la R927 tarda molto a elaborare un’immagine, tarda molto a fare un’impostazione, tarda molto a caricare il flash… Questa fotocamera ti modella, in definitiva, la pazienza.

Il clichè

Se qualche marca subisce il peso di un nome nel settore della fotografia, quella è la Casio, che per molti continua ad essere la “marca delle calcolatrici”. La HP non è da meno, e risponde al clichè de “la marca di stampanti”.

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Nelle prove che abbiamo realizzato della R927, i commenti di coloro che l’hanno vista sono passati da “Uffa, HP”, al “Caspita che display!”, concludendo con uno scettico “Può darsi di sì, può darsi di no”. Ed è che, come dicevamo all’inizio, il brutto di solito risalta sul buono, e non sono poche le occasioni in cui preferiamo non disporre di una prestazione che non è all’altezza delle nostre aspettative.

Consistente, nonostante l’imballaggio

Non siamo soliti parlare in QSBD.COM di imballaggio, qualcosa di accessorio che molte volte dura quanto tardiamo a confermare che la fotocamera funziona. Nonostante ciò, è la scheda di presentazione della marca quando ci consegnano il prodotto, e agli utenti piace che sia buono. Piuttosto, quello della R927 non è buono. Né bello, né pratico. La scatola è realmente molto piccola e tutto è messo a fatica. Certamente non dà un’ottima impressione.

Ma l’imballaggio non sarà una mera prima impressione, e con una scatola non si fanno foto. La cosa certa è che la R927 presenta un ottimo aspetto e suscita non meno buone vibrazioni. Oltre ai criteri soggettivi sulla sua estetica, la carcassa metallica trasmette sicurezza e invita ad avere fiducia sulla sua robustezza.

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La sua ergonomia è fedele a quella di altre compatte digitali, specialmente quelle di display grande. Con una diagonale da 3 pollici, il monitor della R927 si colloca a un lato, occupando quasi tutta la parte posteriore, mentre il poco spazio libero si riserva ad alcuni pulsanti essenziali come quello del controllo dello zoom e quello di navigazione dei menu.

Altri pulsanti di accesso diretto e uso abituale (revisione e ripresa di foto, tipo di flash, ecc.) si collocano nella parte superiore della fotocamera, molto vicino al pulsante di scatto. Ad eccezione -precisamente- di questi pulsanti, che richiedono la mano sinistra per la loro attivazione, i restanti offrono un accesso facile e permettono di utilizzare la fotocamera con una sola mano.

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Anche se la R927 è adatta a tutti i tipi di pubblico, i modi di lavoro permettono di beneficiare di quella a coloro che preferiscono manovrare con i modi manuali. Così, si può impiegare sia nella modalità totalmente manuale sia in quella automatica, passando dalle priorità e da alcune modalità di scena prefissate, tra le quali una molto interessante per scattare panoramiche.

La R927 possiede -l’abbiamo detto all’inizio- un processore tremendamente lento, come se si trattasse di una fotocamera di cinque anni fa. Cavilla per molti secondi dopo avere realizzato determinate azioni, e in certe occasioni è necessario aspettare fino a mezzo minuto dopo avere scattato una raffica di 3 immagini per effettuare una nuova cattura o applicare un effetto speciale a una fotografia già scattata. Qualcosa totalmente fuori luogo oggigiorno.

Un finestrone di 7,6 centimetri

Il “gigantesco” display da 3 pollici della R927 svolge diverse funzioni: monopolizza l’inquadratura della ripresa -non c’è mirino diretto- e permette di rivedere e di ritoccare le immagini catturate, oltre a riflettere i menu di serie. Con 230.000 pixel di risoluzione, offre una ricezione quasi perfetta in tutte le situazioni, anche con poca luce.

Per quanto riguarda la riproduzione del colore, è abbastanza fedele in qualsiasi condizione luminosa, anche se tende ad offrire un’eccessiva carica di rumore elettronico. Nella revisione delle riprese è quando meglio si apprezza l’interessante nitidezza di immagine che possiede questo display.

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I menu, invece, sono semplici e si basano su cinque parti: cattura, riproduzione, design, configurazione e aiuto, ognuno dei quali offre a sua volta una serie di parametri da modificare.

Oltre al fatto che praticamente non c’è un parametro che non si possa modificare (colore, nitidezza, bilanciamento del bianco, ecc.), la R927 offre la strana possibilità di ritoccare la fotografia nella stessa fotocamera, permettendo di invecchiare l’aspetto dell’immagine e di modificare la sua gradazione di colore.

Se fosse poco, può analizzare la foto già scattata e offrire consigli per migliorare la nostra tecnica, dando spiegazioni semplici al perché di una foto sfuocata, mossa, scura…

8 megapixel e zoom da 3x

Lo zoom da 35-105 mm (3 ingrandimenti ottici) e f2.8-5.0 resta ritratto fino all’attivazione della fotocamera. Di focale e luminosità -specialmente in tele- un po’ corte, questo obiettivo risponde abbastanza bene al comando dello zoom e offre una messa a fuoco relativamente rapida e precisa, anche con poca luce.

Con un’importante aberrazione cromatica e una distorsione di barile facilmente visibile, l’ottica incorporata nella R927 apporta alle catture realizzate una definizione piuttosto accettabile, molto all’altezza delle circostanze.

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Recitano alcune specifiche tecniche rese pubbliche dalla HP che l’obiettivo della R927 è di fattura Fujifilm. La cosa certa è che, nonostante ciò, l’ottica della R927 sfoggia unica e esclusivamente le sigle della firma statunitense.

La R927 integra un sensore CCD da 8,2 megapixel di risoluzione, capace di creare immagini fino a 3296 x 2480 punti che possono salvarsi nella memoria interna da 32 MB o su una scheda SD Card. E la cosa certa è che questa compatta della HP si può vantare di catturare immagini di alta qualità, con una riproduzione di colore molto accettabile al livello di definizione molto decente.

La gamma di sensibilità disponibili nella R927 -un altro dei suoi talloni di Achille- si reduce a dei mediocri 100, 200 e 400 ISO. Fortunatamente, il livello di rumore elettronico anche a 400 ISO è molto soddisfacente. Piacevole sorpresa, quindi si possono realizzare perfettamente riprese notturne a questa velocità ISO. Non si apprezza, inoltre, una riduzione eccessiva nella nitidezza dell’immagine, ciò suppone lo stesso a favore del valore di 400 ISO in una fotocamera ad alta risoluzione.

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Il sistema di bilanciamento del bianco funziona un po’ meglio nei modi prefissati che nell’automatico, tendendo questo ultimo ad una leggera dominante magenta in quasi qualsiasi situazione. Nonostante ciò, il rendimento di questo parametro in qualsiasi situazione di luce è soddisfacente.

La R927 si alimenta con una batteria ricaricabile agli ioni di litio, che riposa in un compartimento dal quale salta con troppa facilità. Il consumo energetico della R927 è relativamente basso, e si possono scattare decine di fotografie con una sola ricarica e usando di tanto in tanto il flash integrato, di efficacia moderata.

Interessante

Letta questa analisi, può sembrare che la Photosmart R927 sia una compatta digitale realmente interessante. Ed è così. Qualità, affidabilità, semplicità di uso e un paio di complementi strani fanno di questa una fotocamera da prendere in considerazione.

Peccato che l’elaboratore di immagine sia così lento. Dovere aspettare molti secondi affinché la fotocamera termini di elaborare una foto, per ricaricare il flash quando si scatta o per rivedere le riprese è qualcosa che nei tempi attuali costa acconsentire. Può darsi che ci sia a chi non importa, ma in questa società accelerata dovere attendere più di trenta secondi dopo avere scattato foto consecutive è tutta un’eternità.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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