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FinePix S5600 Zoom

Caratteristiche
Val. utenti: 4,55384615384615 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: SuperCCD HR di 5,10 MP
Mass. ris.: 2736 x 1824 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm
Zoom: 10x (ottico) / 5,7x (digitale)
In due parole
Dotata di un SuperCCD HR, la S5600 si presenta come un cambio di guardia di poco peso perché fosse una buona fotocamera a suo tempo, la S5500
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Verifica la qualità delle immagini della Fujifilm FinePix S5600 Zoom con le nostre 38 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
martedì 7 marzo 2006

Aggiornamento poco significativo

Troppo grande per essere una compatta; troppo piccola per competere con una reflex. La Fujifilm FinePix S5600 Zoom si potrebbe descrivere esattamente uguale a sua sorella minore, la S5500, a cui aggiunge un po' più di risoluzione (ha 5 megapixel effettivi) e dalla quale eredita il potente zoom da 10 ingrandimenti, equivalente in questo caso a 38-380 mm. Nonostante possieda un basso tasso di rumore elettronico e un'accettabile riproduzione di colore, in parte grazie al sensore SuperCCD HR integrato (la S5500 equipaggiava un CCD convenzionale), la S5600 si presenta -in principio- come un discreto cambio di guardia.

Molte volte abbiamo detto in queste pagine che le firme offrono novità ad un ritmo vertiginoso. È così, che in date precedenti alle grandi fiere sono capaci di presentare tutto di un fiato mezza dozzina di prodotti teoricamente nuovi.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

Un tempo, un semplice aumento della risoluzione del sensore serviva per giustificare la novità ma adesso non più. Più megapixel non significa migliori prestazioni. Bisogna innovare, e se non si cambia, quello che si offre è -semplicemente- poco rilevante.

Quasi due gocce di acqua

Di accensione lenta, la FinePix S5600 condivide un’estetica simile con sua sorella minore, anche se con dei cambiamenti. Risalta, per esempio, la nuova disposizione di alcuni pulsanti o il barile esterno dell’obiettivo, che adesso è fisso, lasciando che le lenti si muovano nel suo interno.

Per il resto, parliamo praticamente della stessa fotocamera, anche se la S5600 sembra forse un po’ più raffinata. Un corpo di tipo reflex di piccole dimensioni, buona ergonomia, robustezza reale -non solo apparente- e con pulsanti di accesso rapido per buona parte delle opzioni di scatto e esposizione.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

La tenuta, allo stesso modo che nella S5500, è comoda, pur trattandosi di una fotocamera piccola. Le dita non ballano eccessivamente, sebbene -anche come nella S5500- il dito mignolo resta in aria.

I pulsanti sono situati in una disposizione diversa da quella del modello precedente, risultando comoda la sua pulsazione con il pollice -che resta libero durante la tenuta- o con il dito indice. L’unico comando che non resta accessibile mentre si inquadra la scena è il selettore di messa a fuoco -non ci perdiamo nulla-, che bisogna maneggiarsi con la mano sinistra.

Per inquadrare, la S5600 si serve di un mirino elettronico e di un display LCD, entrambi simili al modello precedente. Pur essendo nuovo -in teoria- il mirino della S5600, non offre una qualità di immagine all’altezza della stessa marca, con colori poco reali e una ricezione accettabile, ma migliorabile in controluce.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

Il display, che arriva in questo modello a 1,8 pollici di diagonale, mantiene i 115.000 punti di risoluzione. Senza un’esibizione di dati, la sua ricezione è abbastanza buona in tutti i casi -con le necessarie restrizioni quando la luce è scarsa- e offre colori reali sia durante l’inquadratura sia nella riproduzione.

Senza novità -eccetto le dimensioni- rispetto al modello precedente, in questo monitor si lascia notare il denominato effetto specchio, anche se la visualizzazione in condizioni difficili di luce è abbastanza accettabile. Bisogna rimarcare che il difetto che criticavamo nel modello precedente -che la regolazione della lucentezza era contemporanea nel mirino e display- è stato eliminato. Adesso, il fotografo può scegliere il modo “outdoor” o “indoor” in forma indipendente.

Menu peculiari e vasti controlli

I menu sono brevi e semplici, anche se continuano ad essere molto particolari. Il pulsante convenzionale per accedere al menu ci permette di alternare tra due frame, a partire dai quali si può scegliere a sua volta tra le opzioni disponibili, ordinate in forma un po’ -diciamo- originale.

Dall’altro alto, il pulsante F ci dà accesso ad un altro “menu fotografico”, che permette di scegliere la risoluzione, la sensibilità e il tipo di foto (con o senza effetti speciali). La struttura tra i due menu è simile, come succedeva nella S5500.

Come buona compatta con vocazione di fotocamera reflex, la S5600 permette di scegliere tra i vari modi di lavoro, dall’automatico fino al manuale, passando dalle priorità o dalle scene prefissate. Include, inoltre, un modo “antivibrazioni”, che non è altro che un aumento della velocità di otturazione per evitare le trepidazioni.

10 ingrandimenti

L’obiettivo che fornisce la S5600 è di 38-380 millimetri nel formato 35 mm, un po’ aumentato in tele e diminuito in angolare rispetto a quello della S5500. Ha una luminosità di f3.2-3.5, un po’ minore che nella fotocamera precedente, ma continua ad essere qualcosa di sorprendente in telefoto (in senso positivo), e in angolare (in senso negativo). La cosa certa è che quei 38 millimetri di angolare chiedevano proprio un f2.8, come minimo.

Lo zoom è di azionamento lento -non sorprende, prendendo in considerazione il suo volume- e risponde vagamente e con poca precisione ai comandi che lo controllano.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

Come succede in molte altre fotocamere compatte della stessa categoria, l’obiettivo offre un basso livello di dettaglio e una facilmente visibile aberrazione cromatica e geometrica.

La messa a fuoco, cioè, è rapida e precisa, sebbene la S5600 porti difetti della sua predecessora. In questo senso, la messa a fuoco continua non è -come dicevamo nella precedente analisi- così continua come sarebbe auspicabile. La fotocamera offre anche un modo di messa a fuoco manuale e una luce ausiliare all’autofocus; verde, effettiva e poco fastidiosa.

Le catture le genera un SuperCCD HR da 5,1 milioni di pixel con cui si possono ottenere file da 2736 x 1824 punti. La qualità di immagine è abbastanza buona; i colori non sono né molto vivi né molto reali, e il rumore si mantiene entro certi limiti.

È così. Anche a 800 ISO, l’immagine possiede una qualità accettabile. Tutto un punto a favore di questa fotocamera, che può vantare una fascia di sensibilità che va da 64 a 1600 ISO.

Un altro punto positivo è la possibilità di realizzare le catture in formato RAW, oltre all’obbligatorio JPEG. Il sistema di memorizzazione si base sull’uso di schede xD-Picture Card.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

Il bilanciamento del bianco, invece, rende abbastanza bene in tutte le situazioni, con un buon funzionamento del modo automatico. Bisogna sottolineare, inoltre, un dettaglio che già inizia a essere abbastanza comune: la possibilità di scegliere tra tre diversi bilanciamenti preselezionati per luce fluorescente.

Il flash è di tipo pop-up e offre diverse funzioni: sincronizzazione lenta, riduzione dell’effetto degli occhi rossi, combinazione di entrambe... Non si può dire che sia cosa migliore in flash integrati, quindi funziona abbastanza male quando si tratta di realizzare catture in controluce a piena luce del giorno. In qualsiasi caso, compie il suo dovere in forma abbastanza efficace.

Allarme precoce

L’alimentazione si realizza mediante quattro pile di tipo AA sistemate nell’impugnatura della fotocamera. La S5600 è restia a funzionare con batterie ricaricabili di qualità media -raccomandiamo di utilizzare unità di più di 2000 mAh- e il consumo è abbastanza elevato.

Invece, la spia della batteria bassa si attiva troppo presto, aumentando la sensazione -reale- che la fotocamera consumi in eccesso.

Aggiornamento a bassa intensità

La FinePix S5600 Zoom è risultata essere una fotocamera che sostituisce senza sostituire. Offre miglioramenti rispetto al modello precedente, certamente, ma senza entità sufficiente come per giustificare il cambiamento di un modello che, a suo tempo, dimostrò di essere di qualità.

© Iker Morán, QSBD.COM© Iker Morán, QSBD.COM

Il sensore SuperCCD HR, forse la novità più sostanziale rispetto alla predecessora S5500, apporta un plausibile contenimento del rumore elettronico e permette di scattare senza maggiori problemi a 800 ISO. Unito ai 10 ingrandimenti di zoom ottico e ad un ampio controllo manuale sull’esposizione, è il contrasto agli inconvenienti -ereditati e nuovo di zecca- che oscurano parzialmente la valutazione globale di questa compatta con tendenze di reflex.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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