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FinePix F30 Zoom

Caratteristiche
Val. utenti: 4,75 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: SuperCCD HR di 6,30 MP
Mass. ris.: 3024 x 2016 p.
Obiettivo (35 mm): 36,0-108,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 6,2x (digitale)
In due parole
Con buoni risultati fino a 800 ISO, la F30 riserva altre gradevoli sorprese oltre la sensibilità
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Verifica la qualità delle immagini della Fujifilm FinePix F30 Zoom con le nostre 45 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
lunedì 28 agosto 2006

Massima sensibilità

La prima compatta capace di catturare fotografie a 3200 ISO e alla massima risoluzione (6 megapixel) è già un fatto nelle mani della Fujifilm. Il sensore SuperCCD HR di sesta generazione incorporato in questa FinePix F30 Zoom suppone un'altra di quelle pietre miliari che abbattono barriere nel mondo digitale. Ma oltre alle velocità ISO, questa FinePix si distingue per i dettagli come il suo eccellente rango dinamico, la celerità del suo autofocus, la potenza del suo flash o un'autonomia che si può definire eccellente. Quei 1600 e 3200 ISO sono, certamente, più aneddotici che efficaci.

Diceva la Fujifilm nella presentazione della FinePix F30 Zoom che la sensibilità era una prestazione molto importante. Non lo contestiamo: la possibilità di scegliere la sensibilità e di cambiarla da una ripresa all'altra è un grande punto forte della fotografia digitale e comportò di poterci liberare da uno dei maggiori corsetti, vicino a quelli limitati dai rullini, della fotografia tradizionale.

Ecco perché arrivare a 3200 ISO pagando un prezzo ragionevole, come nel caso di questa compatta, è tutta una benedizione.

Nei tempi in cui viviamo, la velocità ISO -cioè, la sensibilità del sensore alla luce- si era praticamente arenata a un valore di 400 ISO, raggiungendo dei livelli di rumore elettronico molto soddisfacenti. Si manteneva la qualità senza necessità di ricorrere a processi informatici artificiali di riduzione del rumore.

Raggiunta con esito, quindi, quella sensibilità, il successivo passo doveva essere un valore di 800 ISO senza rumore elettronico -qualcosa che sembra sempre più fattibile- e ancora di più. La F30 pretende di saltarsi quei passaggi intermedi e dà, attualmente, quello che forse si dovrebbe dare dopodomani e che ieri era impossibile.

Fino all'infinito

La velocità da 3200 ISO è insolita nelle fotocamere reflex digitali, e senz'altro non si era mai vista in una compatta… perché non era possibile. La Fujifilm ha dimostrato con la F30 e con il suo sensore SuperCCD HR che certamente lo è.

La gamma di sensibilità di questa fotocamera, come in altri modelli, fa il suo primo passo a 100 ISO, raddoppiandosi progressivamente fino a 3200 ISO.

A 100 ISO, la mancanza di nitidezza nelle immagini catturate già si lascia intravedere se diventiamo molto severi, attitudine che abbiamo adottato con la F30 a causa dell'importanza che si è data alla sensibilità dalla compagnia. Il rumore, invece, è inesistente.

A 200 ISO, il buon livello si mantiene, e anche a 400 ISO e pure a 800 ISO. Indubbiamente, un'ottima notizia che colloca la F30 in una posizione privilegiata nel mercato delle compatte digitali.

Ma è a 1600 e 3200 ISO quando ci troviamo con la pecora nera. Entrambi i valori -come era prevedibile- dispongono di un processo aggressivo che, effettivamente, riduce il rumore, ma anche travolge la nitidezza dell'immagine, impastando il dettaglio e riducendo la definizione a poco più di un appunto aneddotico. Non c'è rumore, effettivamente, ma quello non è sufficiente se neppure c'è nitidezza.

È la perdita di definizione un problema realmente grave? Per un fotografo professionista, a cui non va diretta la fotocamera, sì: per un "amateur" con conoscenze avanzate, forse, e per un fotografo principiante, evidentemente no. In qualsiasi caso, quel rendimento a 800 ISO è -insistiamo- da gradire molto.

Oltre l'ISO

La F30 non ha uno di quei corpi da copertina di rivista. Con un'estetica controversa, l'ergonomia non è il suo piatto forte. Leggermente pesante dal lato della batteria, le dimensioni realmente insolite, l'attacco per il treppiede è collocato proprio nel lato opposto. Lo spessore del corpo, invece, è un po' elevato per quello che siamo già abituati (certamente, il culto al corpo riguarda anche la fotografia digitale).

Alcuni angoli un po' spigolosi possono risultare fastidiosi con la fotocamera in mano e non aiutano a migliorare quella immagine un po' rozza che la F30 diede in una prima -e rapida- impressione.

Invece, l'interessante combinazione di toni grigi e decorativi uniti ad una strana combinazione di angoli ammorbiditi con altri più duri fanno della F30 un modello -almeno esteticamente- strano.

La parte frontale della F30 possiede pochi elementi rilevanti. Flash integrato, luce ausiliare all'autofocus, microfono e obiettivo occupano questa zona della fotocamera. Precisamente l'obiettivo resta ritratto e chiuso mentre non si sta usando, mostrandosi rapidamente quando si collega la fotocamera.

La parte posteriore e quella superiore non escono dallo schema ormai standard nel mondo digitale compatto. Pulsanti di accensione, un piccolo dial di modi e otturatore occupano la cima, lasciando al display e al resto dei pulsanti la parte posteriore del corpo, incluso il già tipico -e sempre discutibile- pulsante F della Fujifilm, il comando dello zoom e un po' comune -e plausibile- pulsante diretto per la compensazione dell'esposizione.

Addio specchio

Il display, da 2,5 pollici e 230.000 punti di risoluzione, permette una buona visualizzazione da un vasto rango di angoli e non subisce il denominato effetto specchio. La ricezione, inoltre, si può regolare manualmente per risparmiare la batteria (la fotocamera non ha mirino ottico, a proposito), diminuendo o aumentando i fotogrammi.

Con una grande quantità di informazione nel display, i menu assumono maggiore importanza. Nel caso di questa FinePix, possiedono una disposizione un po' difficile da comprendere.

Per iniziare, è il famoso pulsante F, un accesso diretto ai valori ISO, le dimensioni di immagine e alcuni effetti speciali. Invece, dispongono di un menu tipico che dà accesso a vari parametri di fotocamera, come il bilanciamento del bianco o la misurazione.

In questo menu, l'ultimo item dà accesso -ed è questa una delle ragioni che ci portano a tacciarlo di difficile comprensione- a altri tre sottomenu: uno di quelli contiene valori più fotografici e permette, per esempio, di attivare lo zoom digitale o l'esposizione lunga; gli altri due sono più tecnici e ci danno la possibilità, tra le altre cose, di cambiare la lingua o di riavviare la fotocamera con le impostazione di serie.

L'obiettivo che porta integrato la F30 equivale a 36-108 millimetri nel formato 35 mm. È, per tanto, un po' piccolo sia in angolare sia in tele. La sua luminosità, di f2.8-5, mantiene il tipo nonostante quella lettera f in telefoto.

Di accensione rapida -ricordiamo che deve mostrarsi prima di potere scattare-, questa ottica offre una distorsione geometrica abbastanza misurata, qualcosa che non si può dire di quella cromatica, facilmente visibile in controluce complicati.

Dotata di una potente e poco fastidiosa luce verde di aiuto all'autofocus, la F30 non mostra troppi problemi al momento di mettere a fuoco, essendo in questo terreno abbastanza rapida ed efficace.

Luci e ombre

Il sensore ha una risoluzione totale di 2848 x 2136 punti, che si trasforma in 6 megapixel. Con una qualità che risente dell'effetto del sistema di riduzione del rumore, la F30 offre un buon rango dinamico, capitolo in cui il sensore SuperCCD HR si distingue.

Invece, la riproduzione del colore non è del tutto soddisfacente. Equipaggiata di molteplici opzioni per la calibrazione del bilanciamento del bianco, inclusi tre modi prefissati per luce fluorescente, questa macchina offre un migliore rendimento con il bilanciamento automatico. Le impostazioni predeterminate, cioè, sono inclini a offrire dominanti di colore.

Nonostante questa sia rivolta al fotografo principiante, quella sensibilità così elevata dovrebbe essere accompagnata da possibilità manuali di uso.

Invece di quello, la F30 incorpora priorità all'apertura e alla velocità e vari modi prefissati per diverse scene. In qualsiasi caso, questo inesistente modo manuale non sarebbe stato in eccesso in questa fotocamera.

Relazionato anche all'alta sensibilità, il flash intelligente che offre la F30 e su cui la Fujifilm ha depositato grandi speranze, offre all'utente una potente fonte di illuminazione.

Con un forte lampo e un rapido riciclaggio, il flash integrato compie perfettamente sia in interni sia in esterni, offendo qualcosa che pochissime fotocamere compatte possono offrire: la possibilità di riempire le ombre in controluce in modo adeguato, senza lasciare sfondi scuri.

Ha avuto anche una certa ripercussione mediatica lo "stabilizzatore" con cui arriva dotato la F30. Più di uno stabilizzatore, infatti, si tratta di un'altra astuzia di marketing consistente nell'aumento della sensibilità e della velocità di scatto. Si evita, in questo modo, la cattura di foto mosse. È chiaro che si tratta di stabilizzazione ottica.

La batteria, infine, è di 1800 mAh e 3,6 volt. Molto più grossa del comune, offre un rendimento eccellente. Tanto è vero che tutte le prove necessarie per scrivere queste righe -circa 600 foto- si sono realizzate con solo due cariche. Anche se la fotocamera mostrava già l'indicazione di carica bassa, continuava a scattare foto con flash come se niente fosse.

Ciò che realmente importa

La Fujifilm FinePix F30 Zoom è una fotocamera la cui principale attrazione è, forse, la minore delle sue prestazioni. Molta pubblicità si è fatta ad una sensibilità estrema di 3200 ISO, dimenticando quasi altre qualità che, certamente, piaceranno di più al fotografo.

Il suo rendimento fino a 800 ISO, la sua insaziabile batteria, il suo potente e versatile flash, il suo rapido sistema di autofocus o il suo display, che non subisce il fastidioso effetto specchio, fanno di questa FinePix un'efficiente compatta.

Non cediamo al marketing e non ci lasciamo portare dalle grandi cifre. Un tempo tutto era megapixel, oggi tutto è ISO.

TESTO: Eduardo Parra
FOTO: Iker Morán

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