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Exilim Zoom EX-Z850

Caratteristiche
Val. utenti: 2,4 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 8,10 MP
Mass. ris.: 3264 x 2448 p.
Obiettivo (35 mm): 38,0-114,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 8x (digitale)
In due parole
Una buona alternativa per l'amante delle compatte tascabili, nonostante certi svantaggi -mancanza di nitidezza e rumore- che le sottraggono punti
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Verifica la qualità delle immagini della Casio Exilim Zoom EX-Z850 con le nostre 38 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
mercoledì 28 giugno 2006

La scommessa della Casio sugli 8 megapixel

La Casio saliva il passato mese di febbraio sul treno delle compatte di puntare e scattare da 8 megapixel con la sua Exilim EX-Z850. La nuova compatta riprende le linee e le prestazioni della sua predecessora, la Z750, per aggiungerle un milione di punti in più al sensore… e poco più. Il luminoso obiettivo -con una massima apertura di f2.8- e un modo di scatto a raffica molto efficiente, sommati alla facilità e comodità di controllo, rendono questa una buona alternativa per coloro che cercano una compatta di puntare e scattare.

Rischiare di fare il seguente passo nella saga delle Exilim sembra essere la materia pendente della Casio, quindi dà poco più la Exilim EX-Z850 di quanto non offriva già la sua predecessora, la Z750. Anche se il milione di pixel aggiunti al suo sensore può essere motivo di acquisto sufficiente per coloro a cui non importa sacrificare qualità di immagine e aggiungere più risoluzione, sembra ragionevole proporsi se non fosse meglio accontentarsi di alcuni pixel in meno e -già che ci siamo- possedere meno rumore elettronico nelle catture.

Risoluzione a parte, la Z850 è fornita del sistema di stabilizzazione elettronica di immagine Anti Shake DSP della Casio (disponibile anche durante la cattura video), con un flash più potente di quello della Z750 e con una raffica più veloce. Un altro elemento che ha subito cambiamenti, anche se in peggio, è la stazione di ricarica. La Z850 non può impiegare la base che si fornisce con la Z750, né viceversa.

Della Z750 conserva il resto delle prestazioni, tra le quali si includono vari controlli manuali -in alcuni casi più pratici che in altri-, una batteria di lunghissima durata e una funzione di messa a fuoco macro di alta qualità.

Tutto quello per poco più di 300 euro, un prezzo per cui sarebbe possibile sperare più nitidezza di immagine, un maggiore controllo delle aberrazioni cromatiche e un rumore elettronico meno visibile a 400 ISO.

Comodità di uso e discrezione

La Z850 è così simile a sua sorella minore che copia anche il design. La marca giapponese scommette sulla continuità nella sua saga Exilim, e offre una fotocamera compatta con delle dimensioni molto discrete, che indubbiamente è un vantaggio.

L'ergonomia è in generale soddisfacente e tutti i pulsanti stanno nel posto appropriato. Invece, il pulsante che attiva il display, quelli che permettono di navigare dai menu e quello dell'accensione e dello spegnimento sono troppo piccoli e complessi per essere utilizzati da persone con le mani grandi. Ma questo è un difetto inerente alla tendenza miniaturista della maggior parte dei produttori. Invece, l'estrazione della scheda SD Card e della batteria è semplice.

I controlli sull'esposizione sono gli stessi che nella Z750, condivisi comunque con altre Exilim di recente battesimo: manuale e le priorità al diaframma e all'otturatore. Le velocità disponili vanno da 1/1600 di secondo fino a 1 minuto, ed è da gradire l'ampia versatilità che tanta vasta gamma favorisce.

I valori del diaframma da scegliere, al contrario, sono soltanto due e dipendono inoltre dalla focale selezionata. Ovviamente, il controllo di cui dispone l'utente con l'opzione di priorità all'apertura è abbastanza limitato.

Il maneggio dei controlli manuali si dovrebbe ottimizzare, aggiungendo forse un dial di selezione per l'otturazione e il diaframma che faciliterebbe molto il lavoro nella modalità di cattura manuale. Il modo di messa a fuoco manuale, invece, continua ad essere lento e poco funzionale.

Accessi diretti EXtrarapidi

Anche se non si tratta di una novità -né nella sua saga, né in questo segmento di fotocamere compatte- la Z850 incorpora il pulsante EX di accesso diretto ai controlli che più abitualmente utilizza l'utente.

Con un solo clic si mostra nel display un menu di navigazione semplice e rapida, attraverso cui possiamo selezionare le dimensioni di immagini, la sensibilità, il bilanciamento del bianco e il modo di messa a fuoco. E tutto questo è disponibile in uno qualsiasi delle modalità fotografiche.

La Casio neppure trascura i già tipici comandi di navigazione -sinistro e destro- configurabili, che anche in questo modello si possono impiegare soltanto con le modalità di cattura istantanea e BestShot (le classiche scene della Casio). Aggiunge, inoltre, una novità che risulta molto utile, soprattutto per quelli che di solito utilizzano un treppiedi: la modalità di messa a fuoco libera, cioè, permette di selezionare la parte dell'inquadratura sulla quale si fissa il fuoco, ciò evita di dovere reinquadrare dopo avere messo a fuoco il soggetto desiderato.

Ridotta visibilità

A questo punto della battaglia per il mercato delle compatte, il display è uno dei fattori che aiuta di più a segnare la differenza. La Casio ha scommesso sul mantenimento di un mirino diretto che copre un rango abbastanza ridotto (approssimativamente del 75%) e sull'incorporazione di un display da 2,5 pollici. È possibile domandarsi che utilità deve aggiungere un mirino diretto con tanti limiti, quando il potenziale acquirente di questa compatta raramente ne farà uso.

Bisogna constatare, inoltre, che la visibilità del display si vede molto compromessa in condizioni di luce intensa, che l'angolo di visione orizzontale è ridotto e che i suoi 115.200 pixel offrono una risoluzione abbastanza migliorabile oggigiorno.

Un obiettivo con limiti

La Z850 è una delle fotocamere all'avanguardia della sua famiglia e forse per quello sarebbe possibile chiedere qualche valore aggiunto nella sua ottica. Sfortunatamente, l'obiettivo integrato, equivalente a 38-114 millimetri, si mantiene entro un rango di focali standard, ma eccede in un angolare un po' accentuato e in altri inconvenienti di facile constatazione.

Per cominciare, il livello di aberrazioni cromatiche è molto evidente nelle riprese, e le tipiche bande colorate che appaiono in forti controluce sono visibili in altre situazioni. Anche l'effetto a barile è molto conosciuto in focali più angolari.

Neppure cessa di sorprenderci negativamente che una fotocamera che offra un rango di velocità di otturazione così ampio permetta soltanto di selezionare due aperture di diaframma che, inoltre, dipendono dalla focale dello zoom che si sta utilizzando. E ciò sia nella modalità di esposizione manuale sia in quella di priorità al diaframma.

Lasciando da parte questi punti negativi, è da gradire la luminosità in angolare, di f2.8, e il modo di messa a fuoco macro, che permette di catturare riprese nitide a 10 centimetri dal motivo in posizione angolare. Questa opzione offre un ottimo rendimento e gli stessi risultati di quando si utilizza il modo di messa a fuoco manuale.

Il delicato terreno degli 8 megapixel

Che queste piccole compatte non abbiano un sensore di fotogramma completo lo sanno sempre più utenti. Quello che forse non sanno la maggior parte di quelli -o semplicemente non hanno messo a fuoco- è che esiste uno standard nelle dimensioni del sensore, e che questo obbliga i produttori a imbottire fotodiodi sempre più piccoli per aumentare la risoluzione delle fotocamere. La Z850, concretamente, ospita 8,32 milioni di pixel nel suo sensore standard da 1/1,8 pollici.

Frutto di tale intensità di pixel, il rumore elettronico che appare nelle immagini -soprattutto nei toni medi- quando si scatta alla massima sensibilità di 400 ISO è conosciuto. Pur trattandosi di una sensibilità media, il rumore che si percepisce può risultare problematico. La Z850 permette certamente di rafforzare la sensibilità fino a 800 anche 1600 ISO, con risultati -ovviamente- poco lodevoli.

La nitidezza dell'immagine è un altro dei punti deboli della fotocamera, e quello si può osservare soprattutto nelle riprese che contengono vegetazione. In questi casi, la Z850 offre buoni risultati se aumentiamo la nitidezza dalla stessa fotocamera di 1 o 2 punti, potendo prescindere così dai futuri ritocchi mediante software di editing.

Dall'altro lato, la Z850 tende a sovrapporre alcune scene nelle quali ci sono zone molto luminose. In questi casi è raccomandabile utilizzare una compensazione dell'esposizione di -0,3 EV, e anche di- 0,6 EV.

Il bilanciamento del bianco, finalmente, offre diversi livelli di efficacia. Così, sia con i modi prefissati per luce diurna e luci artificiali sia con quello automatico, i risultati sono eccellenti. Invece, il bilanciamento per riprese con ombre offre una dominante arancione troppo forte, per cui risulta soltanto efficace nei giorni nuvolosi e non particolarmente in scene sfumate.

Puntare e scattare, e scattare e scattare…

Una fotocamera con queste caratteristiche deve offrire tempi di risposta quasi immediati. Il ritardo dell'otturatore della Z850, in questo senso, è quasi impercettibile se si pressa completamente lo scatto; premendolo fino a metà, l'otturazione è praticamente immediata. Nel modo di cattura normale, questa compatta ritarda un po' meno di 2 secondi per essere pronta per la cattura della ripresa successiva con il fuoco prefissato.

Il suo modo di scatto continuo, che permette di scattare fotografie consecutivamente e senza smettere fino a quando si esaurisce la capacità della scheda, cattura più di 1 fotogramma a secondo e si può impiegare con qualsiasi dimensione di immagine. Un altro modo continuo, troppo ad alta velocità, scatta 3 fotogrammi in meno di 1 secondo, permettendo di assicurare la cattura corretta dell'immagine cercata.

Connessione discutibile

Come il modello che sostituisce, la Casio ha dotato la sua Z850 di una stazione o base per la ricarica della sua batteria e per scaricare immagini nel computer. Invece, la Z850 abbandona qui tutta la somiglianza con la Z750, e entrambe le fotocamere sono incompatibili con le rispettive stazioni.

Non c'è dubbio che la stazione, ingegno con cui la Casio -e altre marche- attrezza le sue fotocamere, è una buona alternativa per gli utenti che non vogliono complicarsi la vita. Basta collocare soltanto la fotocamera sopra si possono trasferire direttamente nel computer le immagini catturate, mentre si carica allo stesso tempo la batteria e si visualizzano le fotografie nel display TFT, come proiezione di diapositive.

Ma se quello che vogliamo è portarci la nostra fotocamera in viaggio, qualcosa di molto probabile, la cosa si complica, dato che dovremo includere la stazione nel nostro zaino per caricare la batteria. Si impone, cioè, l'acquisto di un caricatore per queste situazioni, più necessario ancora se vogliamo disporre di una seconda batteria e se desideriamo caricarla mentre immortaliamo il nostro viaggio.

La Z850 non ha neppure un'uscita per cavo USB, con cui un lettore di schede SD Card per il nostro computer si pone come una soluzione abbastanza pratica.

Sebbene sia sicuro che l'uso della stazione può risultare scomodo in certi casi, l'autonomia che fornisce la batteria agli ioni di litio è molto lunga, normalmente sufficiente per tutto un giorno di uso. La Casio, infatti, la valuta in più di 400 scatti per ricarica basandosi sullo standard CIPA.

Abbastanza per abbastanza poco

La Casio Exilim EX-Z850 è, a grandi linee, una buona opzione all'interno del segmento delle compatte di puntare e scattare. Per poco più di 300 euro offre di più di alcune delle sue concorrenti e con una qualità ragionevole.

La nitidezza delle fotografie è forse la grande materia in sospeso della Z850, ma l'uso adeguato dei parametri che offre può risultare critico per evitarci processi di post produzione. Neppure la grande quantità di aberrazioni cromatiche né il rumore elettronico, che si scatta a 400 ISO, dicono molto a favore della Z850.

Il modo manuale e le priorità, sebbene migliorabili, offrono una grande versatilità agli utenti più creativi, e l'accesso diretto ai controlli più importanti è molto rapido e semplice. Le modalità scene BestShot e la cattura di istantanee permettono di risolvere in maniera soddisfacente la maggior parte delle situazioni, il tutto combinato con l'efficace modo di scatto continuo fa sì che risulti difficile perdere la foto desiderata.

TESTO: Ivan Sánchez
FOTO: Iker Morán

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