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![]() Exilim PRO EX-P700Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 3072 x 2304 p. Obiettivo (35 mm): 33,0-132,0mm Zoom: 4x (ottico) / 4x (digitale) In due parole Una raccomandabile macchina da 7 megapixel, di corpo solido e robusto e funzionamento generale piuttosto soddisfacente Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Casio Exilim PRO EX-P700 con le nostre 27 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
mercoledì 9 marzo 2005 Giramondo digitaleErede della P600, la Exilim PRO EX-P700 sembra essere la fotocamera rivelatrice della Casio. Nel suo relativamente ridotto corpo si nasconde una compatta di alte prestazioni, solida, resistente e molto viaggiatrice che offre immagini di alta risoluzione e notevole qualità, controlli manuali e automatici per tutti i gusti e un'eccellente funzionalità in generale. Indubbiamente, è il meglio della casa giapponese, ma come la maggior parte, né è perfetta né sfiora la perfezione. Soffre un evidente disequilibrio di peso, l'immagine potrebbe avere più particolare e non permette di scattare in formato RAW. Per quanto riguarda l'aspetto, se ci si permette l'insinuazione, più che brutta è diversa… Per gusti, colori. La Casio presentò La Exilim Pro EXP700 ad agosto del 2004 come precoce erede della P600, con solo un paio di novità famose: il corpo nero e, soprattutto, un abbondante milione in più di pixel nel suo CCD (fino a 7,20 megapixel effettivi). Ci sono anche alcuni miglioramenti rispetto al modello precedente che meritano attenzione e che andremo analizzando più avanti.Ciò che sembra sorprendere al personale è che una marca non specializzata in fotografia sia stata capace di fatturare una fotocamera della qualità della P700. Non diremo che sia la migliore fotocamera del mondo nel suo settore, ma è giusto ricalcare che merita un luogo nelle comparazioni di compatte digitali di gamma alta. Da fuori Questa Exilim risulta visivamente sconcertante. Come la sua predecessora, soffre di una curiosa dualità estetica che avrà chi si innamora e chi si spaventa. Dietro, uno splendido display da 2 pollici circondato da pulsanti metallici richiama l’attenzione vicino al dial di modi di esposizione, anche metallico e collocato verticalmente. Buona distribuzione, sì signore. Ma la delicatezza sobria della P700 vista da dietro si trasforma, pensandoci su, in un mostro con faccia di sciocco che, con l’abitudine, finisce per risultare profonda. Come quei cani così brutti la cui espressione perplessa commuove al più maturo. Nella metà sinistra -guardando la fotocamera di fronte- si distinguono solo l’allargato sportello del flash e un’infima traccia di quello che doveva essere un’impugnatura in qualche stadio evolutivo precedente, parlando in termini di Darwin. Nella metà destra, invece, sembra esserle uscita una protuberanza maligna, uno strano antico "collage" che incornicia l’obiettivo e la lente frontale del mirino ottico. Quanto detto è affettuosamente brutto. Nella mano Ha forma e dimensioni di una fotocamera tascabile: anche se piuttosto “tascabile”, perché è piccola tanto per megapixel, display e zoom ottico, ma non è esattamente una miniatura. Anche così, le sue dimensioni sono molto maneggevoli e il suo peso denota un’eccellente qualità di costruzione, confermata dalla natura metallica del corpo, parti e pulsanti. È un insieme solido e robusto, una fotocamera di battaglia capace di reggere molto traffico. Il maggiore rimprovero per quanto riguarda la sua costruzione è l’evidente squilibrio fisico, che già risulta equivoco niente più che vedendola. Tutta la parte importante (obiettivo, mirino display e sensore) si trova ammucchiata nel lato sinistro della fotocamera, lasciando l’interno del lato destro per poco più che la batteria e il flash integrato. Basta afferrarla con la mano destra per rendersi conto che la fotocamera “cade” verso la parte sinistra. Forse per questo motivo l’attacco per il treppiede si collocò alla sinistra, ma . tanto? Sta nell’estremo della base; tanto, che un po’ oltre e non c’è attacco. Troppo per essere stabile, senza contare che non è allineata con l’obiettivo, anche se questo sembra essere comune in molte compatte. A mano Detto precedentemente, la P700 possiede una distribuzione di controlli corretta, ma irregolare. Nella sua parte posteriore si evidenzia il dial di modi di esposizione, collocato verticalmente, elegante e gradevole anche se qualcosa schiva alla manipolazione con una sola mano. Un po’ di impugnatura nella parte frontale della fotocamera sarebbe andata bene, non soltanto per recuperare l’equilibrio perso, ma anche per la manipolazione di questo importante controllo. Oltre a ciò, il pulsante "Ex" -che apre il menù di opzioni di bilanciamento del bianco, sensibilità, fotometro e messa a fuoco- si trova alla sinistra del display, fuori dalla capacità dalla mano destra. Il pulsante di modalità del flash si trova troppo lontano per manipolarlo sostenendo la fotocamera con una sola mano. Invece, il pulsante "preview" e quello che controlla le funzioni di temporizzatore e del comando a distanza si trovano perfettamente alla portata del pollice destro. Non sarebbe stata cattiva l’idea di cambiare posizioni. Niente più, perchè il resto dei controlli (otturatore, zoom, cursore, menù, display ) si trovano a portata di mano. Bisogna aggiungere che la funzionalità dei pulsanti, di tutti, è buona perché collocano tutte le operazioni importanti a molto pochi "clic" o tocchi di pulsanti, ciò che contribuisce alla rapidità operativa generale di questa fotocamera. Accesa In questo senso, quello della rapidità, la P700 non delude in assoluto. Pressando il piccolo pulsante "on/off" si mette in moto in poco più di due secondi, ciò che senza essere straordinario è abbastanza buono. Una volta in marcia, il display sembra brillante, nitido e con un’eccellente velocità di ricezione. Peccato di riflessi: un trattamento antiriflesso sarebbe stato perfetto. Il menù principale ha il suo accesso nel corrispondente pulsante alla destra del display. È un menù completo e del suo uso semplice, dov’è facile trovare tutto quella che si cerca. Forse quello più sorprendente è uno dei modi di visualizzazione del display: i valori di esposizione e il resto dei parametri della presa si mostrano intorno a una specie di punto di mira, simile al display di qualche altro simulatore di volo, che in realtà ha la funzione di mostrare il rango e il punto di messa a fuoco. A prima vista è un vero caos, ma se si prende come un gioco risulta abbastanza illustrativo. Ideale a chi gli piacciono luci e grafici dinamici. Invece, ci sono opzioni di visualizzazione più classiche che offrono l’informazione in lettere sovrimpresse, con o senza istogramma, così come la possibilità di mostrare l’immagine pulita e di spegnere il display. Esiste anche l’opzione (modificabile dal menù principale) di sovrimprimere una leggera quadrettatura nera, molto utile per realizzare composizioni equilibrate. La verità è che nella sezione grafica la fotocamera si porta un voto alto. In azione Arrivato il momento di fare le prime foto, avendo familiarizzato già con i criteri dell’architettura interna e esterna della P700, ci disponiamo a selezionare il modo di esposizione desiderato. C’è dove scegliere, invece. Per cominciare, possiamo provare il modo BestShot, che, di tante opzioni, anche dà fastidio: 27 scene pregonfigurate! E la verità è che in generale se la cavano abbastanza bene nel loro compito di economizzare il lavoro. Chiaro che se andiamo di fretta, la modalità "Istantanea" (equivalente al classico Programma) ci può togliere dal guaio senza che ci preoccupiamo di nulla. Raramente delude il risultato, anche se già si sa che mescolano una scarsa illuminazione con diversi tipi di fonti di luce sempre ci possono essere sorprese. Chiaro che se andiamo di fretta, la modalità "Istantanea" (equivalente al classico Programma) ci può togliere dal guaio senza che ci preoccupiamo di nulla. Raramente delude il risultato, anche se già si sa che mescolano una scarsa illuminazione con diversi tipi di fonti di luce sempre ci possono essere sorprese. Finalmente, esistono le opzioni A (priorità all’apertura), S (priorità alla velocità) o M (esposizione manuale). Se i valori di esposizione selezionati stanno fuori dal rango di esposizione corretta, questi diventano rossi. Ma, in modo lamentevole, nulla informa se stiamo sovresponendo o sottoesponendo, eccetto l’istogramma, un indicatore utile per certi casi ma confuso per la maggior parte. È importante risaltare l’ampio rango di velocità di otturazione, tra 60 secondi e 1/2000, anche se esistono limitazioni che riducono questa gamma dall’alto o dal basso, secondo il diaframma o il modo di esposizione. L’ampiezza dell’apertura del diaframma è anche rilevante, tra f2.8 e f8.0 in angolare e tra f4.0 e f11.1 in teleobiettivo. A proposito, la Canon è quella che firma questo zoom ottico da 33-132 millimetri equivalenti su standard 35 mm, lo stesso obiettivo della P600. Appena si distingue qualche aberrazione cromatica se non è in condizioni estreme di controluce e diaframma aperto o in alcuni punti di luce nelle prese notturne, quando si apprezzano i bordini porpora che già quasi fanno parte del paesaggio fotografico digitale. Come di solito succede con gli obiettivi compatti della Canon, quello della P700, senza essere eccellente, e buono e affidabile. Ancora nel paragrafo del cristallo, bisogna risaltare il mirino ottico. Uno dei tanti, classico, senza virtuosismi, con ritaglio e errore di paralasse conosciuti ma non irritanti. Compie il suo dovere per inquadrare con poca luce, per militanti antidisplay e per chi abbia voglia di usarlo. Più rapida della sua ombra Come Lucky Luke: clic!, veramente istantaneo. La Casio si vanta, con ragione, della velocità di risposta della sua fotocamera, e non è per meno, perché lo scatto soffre soltanto di un ritardo da 0,01 secondi dopo avere pressato lo scatto. Se con questa ci scappa l’istante, ciò che dovremmo rivedere sono i nostri riflessi. Un dieci in questo senso. Anche la velocità della messa a fuoco automatica è alta e, inoltre, indovina ragionevolmente bene in un’ampia gamma di situazioni di luce, anche con illuminazione abbastanza scarsa. Non è infallibile, ma è molto affidabile. Peccato che non abbia l’illuminatore di aiuto, perché la cosa si complica quando è realmente scuro. Quando il sistema non riesce a mettere a fuoco, il riquadro del punto di messa a fuoco appare rosso. Per quanto riguarda la velocità dello scatto a raffica, il suo tetto sta in 3 prese per secondo con un massimo di 5 immagini consecutive selezionando il modo di scatto continuo rapido. Lo scatto continuo normale permette di fotografare mentre si mantiene premuto lo scatto, essendo variabile la quantità di prese per secondo (in funzione delle dimensioni dell’immagine). I risultati Rispetto alla P600, la nuova Exilim estende il rango di sensibilità per la parte alta e lo riduce dall’alto, essendo 80, 160, 320 e 640 ISO le sensibilità nominali da scegliere. Anche se la certezza è che corrispondono alle sensibilità reali da 100, 200, 400 e 800 ISO, rispettivamente. Il rumore è scarso o accettabile a 320 e 640 ISO (essendo praticamente nullo al di sotto), ma il sistema di riduzione di rumore -che si attiva automaticamente e non si può disattivare a piacere- ammorbidisce troppo l’immagine con la conseguente perdita di dettaglio. Il bilanciamento del bianco funziona in modo soddisfacente in automatico e i modi preconfigurati sono abbastanza riusciti, sebbene si possono confondere in base alla situazione. Logico e accettabile. Il bilanciamento in modo manuale è sempre la maniera più affidabile di accertare il colore, e la P700 non è un’eccezione. Questi due fattori decisivi risultano in una qualità di immagine notevole, con più tendenza alla soavità che al contrasto. Se a questo gli aggiungiamo i 3072 x 2304 pixel di dimensioni massime, possiamo ottenere immagini delle più soddisfacenti. Forse non è il paradiso degli amanti del dettaglio, ma come nel resto delle sue caratteristiche, la P700 è lì, pronta a sopportare i confronti. Peccato che non sopporta le immagini in formato RAW, anche se si possono salvare in TIFF. Altre cose da prendere in considerazione In primo luogo e costi quello che costi, bisogna evidenziare l’eccellente rendimento della batteria ricaricabile agli ioni di litio: sembra inesauribile. Tanto che, nonostante possieda un chiaro indicatore di durata della batteria, uno si dimentica e arriva a sorprendersi quando, logicamente, finisce esaurendosi. Un miglioramento che include questa fotocamera rispetto alla P600 sta nel suono dei clips di video. Delle prove fatte in un fiume di montagna, il cui suono può essere molto confuso registrandolo, hanno dato un risultato molto buono. Disgraziatamente, le dimensioni del video non passa dai 320 x 240 pixel, a 15 fotogrammi per secondo. Cioè, tempo soltanto limitato dalla capacità di memoria (a proposito, su schede SD Card o MMC, perché gli 8,9 MB di memoria interna non servono quasi per nulla). A prova di traffici Alta risoluzione, buona qualità di immagine, alta velocità di risposta in generale, lunga durata della batteria, possibilità di controllo manuale e ogni classe di automatismi, incluse le 27 scene preconfigurate Infine, una macchina polivalente, resistente e con fermezza che inoltre è ragionevolmente discreta per tutto ciò che ha messo dentro. Cosicché, occhio giramondo, perché questa è di quelle che servono per i fatti vostri. Non si può dire un’altra cosa che il rendimento generale è stupendo in quasi tutti i suoi aspetti, anche se non è eccellente in quasi nessuno (con permesso dell’inesistente ritardo di scatto). Una fotocamera ideale per viaggiare, senza dubbio. E di solito succede che le fotocamere ideali per viaggiare sono ideali per quasi tutto. Chi sta valutando di acquistare una fotocamera di questa categoria non si dimentichi di includerla in comparazione. TESTO: Alfred Pallàs FOTO: Núria Aguadé |
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