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![]() PowerShot S70Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 3072 x 2304 p. Obiettivo (35 mm): 28,0-100,0mm Zoom: 3,5x (ottico) / 4,1x (digitale) In due parole Una delle migliori compatte digitali della famiglia canonista attuale, molto versatile e con un alto rendimento Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Canon PowerShot S70 con le nostre 34 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
mercoledì 13 aprile 2005 (Quasi) tutto quello che puoi desiderareDice il detto chi la dura la vince; che al terzo tentativo, la sfida si consegue. Nel caso della PowerShot S70, il detto si potrebbe cambiare con un altro: alla prima va la vincita, perché questa fotocamera della Canon è, grossomodo, l'ennesima evoluzione della primogenita S30, una fotocamera che da sola ha segnato un prima e un dopo. 7 megapixel messi in un corpo che ha dimostrato di essere numero uno è tutta una garanzia per la S70. Uno zoom angolare da 28-100 mm, tutto un invito al suo uso. Parlare ai dilettanti della fotografia digitale della Canon PowerShot S70 è quasi come parlarte ai dilettanti del cinema di Ben Stiller. Ci sarà chi sa chi è e chi non abbia idea, ma mostrandogli una foto tutti diranno: “Sì, mi è familiare”.Dalla PowerShot S30, la prima fotocamera che inaugurò -per dirla così- la gamma di macchine digitali canoniste con copriobiettivo scorrevole, non hanno smesso di piovere elogi e complimenti. I pochi difetti che si sono presentati sono stati superati abbondantemente dai punti positivi della gamma. La S70 ci convoca a determinare adesso se i suoi 7,1 milioni di pixel e il suo angolare da 28 millimetri sono all’altezza della traiettoria vitale della sua stirpe. Il peso del mito Effettivamente, la S70 condivide in gran misura l’esoscheletro metallico dei modelli precedenti. Infatti, è un clone del modello S60 e molto simile ai modelli precedenti. Uno dei particolari di questa fotocamera è la sua forma di accensione. Il coperchio frontale che protegge la lente e il mirino attiva la fotocamera quando si ritira completamente, permettendo -inoltre- l’estensione completa dell’obiettivo zoom. Come indichiamo nelle analisi precedenti, il coperchio, sebbene esteticamente è molto più accettabile, funzionalmente ci sembra che lasci a desiderare. La possibilità di attivazione involontaria della fotocamera portando la macchina in una tasca -e il pericolo che l’estensione dell’obiettivo comporta- è elevato. Il corpo, di metallo sta a metà strada tra la compatta piccola che entra nella tasca e la compatta grande che richiede una borsetta da trasporto. I pochi più di due centimetri e mezzo di spessore -con l’obiettivo indietreggiato- si pensano troppi per le tasche del pantalone, anche se non sono in assoluto eccessivi per una giacca. In definitiva, come tante altre volte, dovrà essere chi la trasporta che decide se la S70 è o no una fotocamera "tascabile". Così come le sue sorelle, la S70 ha un vasto assortimento di comandi e pulsanti per fare fronte all’ingente quantità di funzioni disponibili. Così, salvo la zona dove il pollice riposa e il display, la parte posteriore della fotocamera è un nido di questi aggeggi, superando la dozzina. I comandi di lavoro -tipiche scene e programmi automatici, semiautomatici e manuali- e il pulsante di comando si trovano nella parte superiore. Il display, da 1,8 pollici, si vanta di una ricezione in tempo reale e di una buona qualità di immagine. Invece, è propensa a mostrare bande quando la scena contiene forte controluce ci sembra che non sia del tutto fedele ai colori, tendendo leggermente a dominanti qualità. Oltre alla visualizzazione -revisione e inquadratura- delle immagini, compie l’abituale funzione di focolare e habitat dei menù. Fedele alla gamma compatta della casa, la S70 utilizza gli stessi menù della maggior parte delle sue parenti, basati su una semplice colonna di opzioni che apre nuove opzioni risaltando una o un’altra funzione. Possiede inoltre tre menù dove si mettono sul tavolo temi meno malleabili, dall’attivazione dello zoom digitale fino ai suoni della fotocamera. Un angolare versatile Lo zoom della S70 è un corretto 28-100 mm f2.8-5.3, di cui si può criticare quella massima apertura in tele di f5.3, un po’ limitata date le aspirazioni di questo modello. Tanto scarsi sono gli angolari nel mondo compatto digitale che qualsiasi cosa che in angolare inizia per un 2 sembra una meraviglia. In questo caso, invece, consideriamo che l’aggettivo meraviglia non l’ha ottenuto -per poco- l’ottica della S70. Per iniziare, l’angolare offre un visibile effetto barile, certamente conforme all’immensa maggior parte dei 28 millimetri in compatte digitali. In telefoto, al contrario l’effetto cuscino è minimo. Minime non sono, per disgrazia, le aberrazioni cromatiche, manifestandosi facilmente in controluce e in zone ad alto contrasto. Non pensiamo che si vada distruggendo il mondo per questo difetto -abbastanza comune nelle fotocamere con angolare, dall’altro lato-, ma bisogna lasciare attestazione di ciò. L’autofocus è relativamente lento e un po’ grezzo con luce tenue. L’illuminatore ausiliare, da parte sua, non è che aiuti precisamente, anche se invece è -a nostro giudizio- molto meno fastidioso dei fasci bianchi di altri modelli e molto meno efficace del groviglio di raggi di altre fotocamere. Il sensore è un CCD da 7,1 megapixel di risoluzione con capacità di creare fotografie digitali fino a 3072 x 2304 punti. La qualità di immagine è grandiosa con una nitidezza di nota alta e una definizione che segna la differenza -anche se in tele dà l’impressione che imperi una maggiore soavità che in angolare. Il rumore elettronico è praticamente nullo a 50 e 100 ISO, e molto disprezzabile a 200 e 400 ISO. La Canon si registra altrettanto in questo aspetto, dimostrando una volta per tutte che i bassi livelli di rumore in compatte digitali sono possibili. La vita a colori La fedeltà di colore di questa fotocamera è ugualmente elevata, specialmente -e come di solito è normale- lavorando con luce bianca. Il bilanciamento, invece, rende in forma adatta nei modi automatico e manuale, ma nei prefissati l’opzione di tungsteno tende a "riscaldare" la scena notevolmente. Il sistema di memoria si basa su schede CompactFlash di Tipo I e II, così come in altre sorelle della serie S, potendo salvare immagini in JPEG o RAW, separatamente o contemporaneamente, qualcosa che sta guadagnando peso nelle fotocamere di gamma alta da alcuni mesi. La funzione di video, invece, è un po’ difficile da assimilare. Ed è che offre una configurazione diversa in base alla sua durata, o viceversa. Per esempio, a 640 x 480 pixel permette di registrare solo 30 secondi di video a 10 fps, mentre a 320 x 240 pixel si possono salvare fino a 3 minuti a 15 fps. La qualità, nell’insieme, è buona, ma la limitazione di quei 30 secondi è negativamente schiacciante. Il consumo della S70 si regola notevolmente all’uso quotidiano. Non è "un accendino" come dicono delle autovetture che consumano poco, ma non è neppure una divoratrice di batterie. Inoltre, la ricarica di queste è abbastanza rapida utilizzando il caricatore fornito di fabbrica. Una nuova pietra miliare nelle compatte di gamma alta La S70 è il nuovo livello della Canon in cerca della perfezione. I tempi cambiano, ed è evidente che la perfezione oggi (7 megapixel, per esempio) cesserà di esserlo l’anno prossimo, ma la Canon lascia evidente che si impegna ad essere il numero uno e ad offrire al pubblico una macchina che non invecchia non appena si toglie dalla confezione. Moltissime opzioni per gli utenti principianti o avanzati trasformano questa macchina in una delle più polivalenti -se non fosse per il suo corto tele- del mercato. In altre parole, la PowerShot S70 non è inferiore in assoluto ai modelli che l’hanno preceduta. TESTO E FOTO: Eduardo Parra |
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