![]() |
|
|
|
|
||
|
Ricerca: Offerte di lavoro Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.
|
![]() PowerShot S1 ISCaratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2048 x 1536 p. Obiettivo (35 mm): 38,0-380,0mm Zoom: 10x (ottico) / 3,2x (digitale) Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Canon PowerShot S1 IS con le nostre 20 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
lunedì 6 settembre 2004 L'atteso equilibrioA cavallo tra le SLR e le compatte digitali, la S1 IS si presenta con una buona qualità di immagine e delle prestazioni più che accettabili. Nonostante abbia un CCD da 3,2 megapixel, la fotocamera possiede un obiettivo dotato di stabilizzatore di immagine e un potente zoom da 10 ingrandimenti ottici. Ed è che è difficile conoscenza che dove non arriva la quantità, raggiunge la qualità; più in questa fotocamera, pensata per quelli utenti e quelle utenti che cercano un'attrezzatura con cui esprimersi senza limitazioni creative ma che non costi quanto un organo interno, cioè, una reflex. Se la compatta perfetta esistesse, sarebbe -a nostro parere- una reflex. Ma come non c’è nulla di perfetto in questo mondo, si può scegliere di aspirare a qualcosa di simile. Qualcosa che ci dia una buona qualità di immagine, più per avere un’eccellente ottica che per avere la risoluzione per le nuvole. Qualcosa che ci permetta il controllo assoluto sulle nostre immagini, che faciliti il compito di fotografare, ma che non pensi per noi e si limiti a essere una più che buona attrezzatura. Tutto ciò, con alcune sfumature, cioè la PowerShot S1 IS.Con un corpo attuale La PowerShot S1 IS, presentata a febbraio di questo anno, sembra essere molto lontana dalla sua antichissima predecessora, la Pro90 IS, alla quale deve poche cose. Si presenta con un corpo che non le fa giustizia: di plastica e relativamente voluminosa per trattarsi di una compatta da 3,2 megapixel. Ma tutto ha una spiegazione: nella S1 IS ci sono prestazioni che richiedono il loro spazio, come un’ottica da 10 ingrandimenti, un flash di tipo pop-up, un monitor TFT rotatorio e un’impugnatura che ospita quattro pile di dimensioni AA. Tutta questa combinazione le dà un aspetto ibrido a metà strada tra la compatta e la SLR. Certamente, la macchina risulta poco leggera. Può essere che per alcuni utenti pesi troppo, ma ergonicamente non c’è nulla da obbiettarle. La S1 IS si può azionare e usare con una sola mano, se si ha un buon polso. Tutti i controlli rimangano alla portata. Per iniziare, i suoi tredici modi di scatto si selezionano comodamente dal dial superiore. In qualsiasi di quelli, anche se sia uno dei programmi automatici, si può accedere alle funzioni di qualità di immagine, bilanciamento del bianco, sensibilità, modo di colore e compensazione del flash. Senza contare ancora sulle opzioni relative al controllo che offre l’obiettivo, il tipo di messa a fuoco e lo stabilizzatore di immagine, sempre suscettibile anche di manipolarsi a volontà. Una nuova ottica Il sensore di immagine, da 1/2,7 di pollice, può sembrare che resti piccolo con i suoi 3,2 megapixel in un mercato nel quale abbondano tante novità da 4, 5, 6, 7 e fino a 8 megapixel, possedendo anche il già classico processore DIGIC della Canon. Si tratta, realmente, di una risoluzione sufficiente per darle un’uscita degna alle nostre immagini, cioè, copie di non più di 18 x 24 centimetri. Il vero punto forte di questa fotocamera non sta, come salta alla vista, nella risoluzione del CCD, ma nel luminoso zoom f2,8 da 10 ingrandimenti ottici equivalente a un 38-380 mm nel formato da 35, e al quale si possono adattare lenti di conversione. Nel caso in cui per qualcuno resti piccolo, dispone anche di 3,2 ingrandimenti digitali. Uno zoom digitale che non offre una qualità sorprendente, ma che si lascia usare. L’ottica è stata dotata di uno stabilizzatore ultrasonico, la cui efficacia si nota soprattutto usando velocità lente o il movimento quasi impercettibile dello zoom, che diventa soave come la seta. Secondo quanto afferma il produttore, la risoluzione di questa ottica si può comparare all’offerta per la sua prestigiosa serie L, che si monta nelle fotocamere reflex professionali. Il monitor TFT, invece, sì rimane piccolo, dato che misura soltanto 1,5 pollici. Per il resto, ha 114.000 pixel di risoluzione e si può orientare e girare verso tutti i lati, facilitando così la presa di immagini da angolature strane. Come di abitudine, sul monitor si trova ogni informazione sovrapposta in riferimento alle opzioni e ai valori di esposizione. Detti valori appaiono anche sul mirino elettronico. Si tratta di una piccola finestra con una risoluzione modesta, 144.000 pixel, e una copertura del 100% dell’immagine, la cui affidabilità non si vede danneggiata dai riflessi o cambi di luce. Cocktail di controlli manuali e buona qualità di immagine Non si poteva sperare niente altro che buone prestazioni di una fotocamera creata per riempire il vuoto tra le SLR e le compatte automatiche. A eccezione del grande difetto di non includere un tipo di archivio senza perdite di compressione, cioè TIFF o RAW, la S1 IS genera immagini di un massimo di 2048 x 1536 pixel e si presenta con un effettivo sistema di misurazione della luce. Tanto il diaframma come la velocità di otturazione si controllano senza difficoltà grazie all’indicatore del fotometro. Questo si aziona pressando lo scatto fino alla metà, lo stesso meccanismo che si impiega nell’autofocus e per il quale si può abilitare un pulsante di blocco. Detto pulsante, chiamato Shortcut, si può configurare per realizzare l’accesso rapido a una delle nuove opzioni, oltre alla menzionata: risoluzione, bilanciamento del bianco, effetti, qualità e frequenza di video, sensibilità, blocco di AE e AF e display. Risulta uno dei comandi più pratici; si risparmia tempo ed energia al momento di navigare per i menù delle funzioni. Bisogna sottolineare, invece, che la qualità di immagine che offre la S1 IS, deriva in gran parte dall’ottica. L’autofocus risponde correttamente, anche se a volte pecca di lentezza in scene con poca luce. Il manuale, che indica le distanze e esalta il punto di fuoco, si può andare a riprendere in questi casi, dato che si regola rapidamente grazie alla sorprendente leggerezza con la quale agiscono i controlli. Se, invece, realizziamo questa manovra mettendo a fuoco dal mirino elettronico, la cosa più probabile è che ci sia totalmente impossibile. Non è una buona attrezzatura per funzioni dove necessitiamo peggiorare la vista. Lo scatto a raffica è sorprendentemente duraturo. Permette di ottenere circa 50 immagini in un intervallo di 1,7 fotogrammi per secondo. Eccetto nel caso in cui si selezionano le dimensioni più grandi e la compensazione più precisa; allora, si limita a circa 10 immagini, se non si esaurisce prima la scheda . Gli unici ostacoli relativi alla qualità dell’immagine si trovano nell’angolare estremo dell’obiettivo, nel quale si scopre un leggero barile, e nelle riprese con il teleobiettivo al massimo nelle quali si osservano distorsioni di colore. Queste si notano nelle zone di maggiore contrasto, dove appaiono aberrazioni cromatiche in forma di linee liliacee o bluette. Anche se entrambi i problemi non sono gravi, possono arrivare a disturbare. In riferimento alle sensibilità, la PowerShot S1 IS raggiunge una sufficienza legittima. Nelle immagini scattate si può apprezzare come le due prime sensibilità della fascia che offre, 50 e 100 ISO, mantengono una nitidezza corretta. Ma passando a 200 e 400 ISO, e soprattutto a questa ultima, il rumore si fa patente nell’immagine. È un peccato che non si sia cercato di migliorare questa classe di regolazioni e, invece, esistano tante preregolazioni dedicate alla modalità di colore: che sia seppia, bianco e nero, colori intensi, neutri Anche un’autoregolazione per fissare la nitidezza, il contrasto e la saturazione! Sono tutti questi aspetti che, attraverso un ritocco nella fase di postproduzione, si possono aggiustare senza troppi problemi. Il rumore provocato, invece, per le relativamente alte sensibilità richiede molto di più per eliminarli. Il flash, collocato sopra il corpo e di tipo pop-up, è particolarmente attrezzato. Il pulsante per il suo controllo si trova nella parte superiore sinistra della fotocamera, secondo il più puro stile reflex. Dal menù di funzioni si può regolare la sua potenza di uscita, controllando così la vampata. Compensando bene, offre colori naturali e un riempimento delle zone più scure. Un altro vantaggio sul quale può contare è la possibilità di sincronizzarlo alla prima o alla seconda tendina, in base a quanto si sceglie, offrendo così più possibilità creative. Alla fotocamera le mancherebbe un attacco per collegare un flash esterno, che avrebbe migliorato le sue prestazioni, anche se con quello già installato non è necessario. Il sistema di alimentazione, composto da quattro pile di tipo AA, dura di più di quello che ci si deve aspettare in una fotocamera senza mirino ottico. A piena efficacia (usando il monitor, rivedendo le immagini, scattando foto, ecc...) la sua energia resisterebbe qualcosa di più di una giornata, un tempo di vita poco scoraggiante se si usano batterie Ni-MH ricaricabili. Il problema deriva dalla mancanza di informazione sulla batteria restante, posto che la macchina ci avvisa soltanto prima di scaricarsi, concedendoci poco tempo di reazione. Per la registrazione del video, la PowerShot S1 IS, permette l’uso dello zoom creativo, che risponde sorprendentemente bene grazie allo stabilizzatore di immagine. In riferimento alla riproduzione del suono, questa agisce anche in modo eccellente, anche se affinché la registrazione funzioni correttamente si rende necessaria una scheda di alta velocità per evitare così delle interruzioni nell’immagine. Con il resto delle immagini non c’è problema per usare una scheda convenzionale. La fotocamera è compatibile con lo standard CompactFlash, tanto di Tipo I come II. L’amore è cieco Come dice il detto, a volte le virtù sono tante che ci offuscano i difetti, ma quelli non cessano mai di essere lì. Essendo obiettivi, valorizzando correttamente questa fotocamera bisogna sottolineare che si tratta di una macchina eccellente: proprietaria di un potente obiettivo e ricca di possibilità per un controllo reale sulle nostre immagini, come sono i controlli manuali dell’otturatore e del diaframma, lo stabilizzatore, il flash di tipo pop-up, ecc. La S1 IS, invece, causa piccoli difetti impropri per una fotocamera di questo livello. Per esempio, è un errore grandissimo non potere memorizzare archivi senza perdita di qualità; i problemi per mettere a fuoco con il teleobiettivo al massimo stupiscono con le buone prestazioni generali dell’ottica; il rumore si fa conosciuto a partire dai 200 ISO, ecc. TESTO E FOTO: Núria Aguadé |
newsletter di foto Ricevi ogni settimana tutte le nostre notizie sulla foto digitale pubblicità
|