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PowerShot A620

Caratteristiche
Val. utenti: 4,48 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 7,10 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 35,0-140,0mm
Zoom: 4x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
La Canon applica di nuovo la formula delle PowerShot A, con una A620 versatile, completa e di ottimo rendimento
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Recensione
giovedì 16 febbraio 2006

Scommessa sicura

Moderata nelle sue prestazioni e con la formula del successo delle sue predecessore imparata a memoria. Con queste credenziali nel suo curriculum, la Canon PowerShot A620 è uno di quei punti forti sicuri che offre risultati indiscutibilmente buoni, avanzate prestazioni e una relazione qualità-prezzo difficile da sconfiggere. Soltanto chi cerca l'ultimo virtuosismo tecnologico o un modello tascabile potrà dubitare dinanzi a questa compatta da 7 megapixel che ha ereditato tutte le qualità e alcuni piccoli difetti delle sue popolari predecessore.

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Se c’è una famiglia conosciuta tra gli utenti di fotocamere digitali compatte che cercano qualcosa in più che premere lo scatto, quella è la saga PowerShot A. Se dai suoi primi passi scommisero su questa strategia dove l’equilibrio tra la qualità e il prezzo prevaleva su questioni estetiche o di design, la A620 mantiene e conferma questo concetto, la cui efficacia nelle vetrine è più che provata.

Rinnovamento timido

La PowerShot A620, accompagnata da sua sorella minore, la A610 (5 megapixel, e simili prestazioni), ha occupato lo spazio che finora era corrisposto alla famosa A95. Nonostante questa A620 elevi fino a 7 milioni di pixel la risoluzione del suo sensore, i cambiamenti prodotti nel quadro di specifiche tecniche e nell’aspetto della fotocamera sono abbastanza limitati.

L’innovazione non è precisamente il migliore argomento della rinnovata nave ammiraglia della famiglia PowerShot A. mentre altre marche scommettono su rivoluzionari colpi di effetto, la Canon pare essere arrivata alla conclusione che il passo placato permette di arrivare a un migliore porto.

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A prima vista, la A620 non riserva nessuna sorpresa. Design contundente -le IXUS si occupano già della gamma tascabile-, comandi ripartiti con un buon criterio, impugnatura con lo scatto del controllo dello zoom e lo scatto, e il classico dial con i modi di scatto.

Sebbene non sia questa nessuna novità, è precisamente simile varietà di possibilità di controllo automatico e -soprattutto- manuale uno dei punti forti della saga ai quali, certamente, la A620 non poteva rinunciare.

2 pollici reclinabili

Neppure il display passerà alla storia per le sue dimensioni o prestazioni. Invece, è il suo già conosciuto sistema di rotazione che gli conferisce un certo vantaggio al momento di inquadrare in posizioni complicate o di affrontare situazioni dove la luminosità rende difficile la visione. Lo accompagna inoltre un mirino ottico, prestazione che si sta trasformando in un’autentica rarità e dalla quale sempre più modelli compatti prescindono.

Rispetto alla A95, il monitor è cresciuto soltanto di 0,2 pollici. Ma come parlare di dimensioni di display grandi o piccoli in terreni dove soltanto l’opinione di ogni utente può servire, ci fissiamo su un paio di aspetti del monitor che meritano di essere riesaminati, dato che sono due dei pochi invitati all’elenco di problemi di questa fotocamera.

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La limitata risoluzione dell’LCD era un tema che già sorprendeva leggendo il quadro delle specifiche tecniche, dato che nonostante il citato aumento di dimensioni (da 1,8 a 2 pollici), la risoluzione era diminuita da 118.000 a 115.000 pixel.

Forse questo dato ha poco a che vedere con le aberrazioni che presenta il display quando affronta scene di tono molto alto o cambiamenti di contrasto pronunciati. In quelle occasioni, e come succedeva in alcuni modelli IXUS analizzati recentemente, il display mostra fastidiose linee verticali che non si riproducono nell’immagine catturata.

Accessi diretti, per favore

Il maneggio della fotocamera è completo e semplice, in modo tale che sia l’utente principiante sia l’esperto sapranno riuscire ad avere la A620 in un tempo molto breve. Le principali opzioni di controllo si concentrano sul pulsante "FUNC/SET", situato nel centro del dial posteriore della fotocamera.

Questo sistema, riprodotto nella gran maggior parte di compatte della Canon, ha innegabili vantaggi appena l’utente vi si abitua.

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Così, è possibile controllare in un solo colpo d’occhio sia la misurazione, sia la sensibilità, il bilanciamento del bianco o la qualità dell’immagine. Inoltre, il display mostra le opzioni selezionate e i valori di esposizione della scena prima di scattare.

Nonostante ciò, e dato che si tratta di un modello dove lo spazio non è molto razionato, si gradirebbe l’inserimento di certi accessi diretti che permetterebbero di modificare alcuni dei parametri più essenziali della fotocamera -sensibilità o bilanciamento del bianco, per esempio- senza dovere passare dal citato menu di controllo.

All’elenco di richieste bisognerebbe anche aggiungere un nuovo comando che permette di passare dalla ripresa di immagini alla previsualizzazione delle stesse e viceversa, senza dovere azionare l’interruttore specifico. Anche se la sua posizione e le sue dimensioni sono adeguate, tornare alla modalità di ripresa soltanto pressando lo scatto sarebbe molto più comodo.

Macro e qualche alone porpora

Poche sorprese anche per quanto riguarda l’obiettivo. La A620 fornisce un’ottica da 4 ingrandimenti, con delle focali che si muovono tra i 35 e i 140 millimetri.

Più angolare o più tele potrebbero sembrare richieste giuste, ma prendendo in considerazione l’accessibile prezzo della fotocamera o la possibilità di adattare convertitori opzionali, forse questi suggerimenti sono fuori luogo o, almeno, riservati alle fotocamere della saga PowerShot S, che in qualche modo devono giustificare la sua posizione di sorelle maggiori.

L’ottica, in effetti, si muove su delle focali molto utili, con un’interessante luminosità massima di f2.8-4.1. Del suo controllo si preoccupa un comando integrato con lo scatto che permette di spostarsi rapidamente dall’angolare fino al tele o dalle focali intermedie lungo sei passaggi. Nonostante il buon funzionamento del meccanismo, un po’ più di agilità e, soprattutto, di discrezione sonora sarebbero state gradite.

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Più preoccupante è la persistenza degli aloni porpora in scene molto contrastate o in controluce. Anche se la presenza di queste aberrazioni cromatiche non cessa di essere un po’ comune -ancora di più se ricorriamo alla scusa del prezzo-, non c’è dubbio che la sua minimizzazione sarebbe un passo interessante nelle prossime revisioni. Probabilmente, molto di più che aggiungere un milione di pixel al sensore.

Se gli aloni porpora stanno a un lato della bilancia, l’incorporazione di un nuovo modo macro che permette di mettere a fuoco soltanto a 1 centimetro si colloca come un’interessante novità di questo modello, permettendo di ottenere riprese spettacolari.

L’autofocus in questa modalità è di una precisione realmente notevole, conforme al funzionamento in tutta la gamma di focali. Soltanto le più lunghe, combinate con una luminosità mancante, possono provocare qualche comportamento sbagliato. Per il resto, e com’è comune in molti modelli della Canon, il sistema AiAF -autofocus predittivo- è raccomandabile soltanto per coloro che godono di eccellenti livelli di pazienza.

Qualità indiscutibile

Se sia nel design sia in alcune funzioni della fotocamera è possibile trovare piccoli dettagli che potrebbero essere risolti in una forma più corretta, parlare della qualità di immagine della A620 offre poco margine agli ostacoli.

Il suo CCD da 7 megapixel permette di ottenere degli eccellenti risultati, nei quali neppure il rumore -punto debole dei sensori piccoli e di elevata risoluzione- è un problema. È certo che la A620 è molto moderata in questo senso e osa soltanto con 400 ISO di sensibilità, ma è anche vero che i risultati si collocano tra i migliori visti fino al momento, soprattutto in questo rango di modelli.

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Se il lavoro del processore sembra molto efficace per quanto riguarda la riduzione del rumore, per quanto riguarda la nitidezza delle immagini l’elaborazione è molto più soave. Infatti, alcune immagini captate mostrano un aspetto un po’ morbido che richiederebbe di aumentare la nitidezza nella fotocamera o di applicare successivamente una maschera di contrasto.

Se la qualità è un argomento eccessivamente conosciuto in questa saga, la rapidità del modello certamente ha subito un notevole avanzamento rispetto alle fotocamere precedenti. Così, sia la messa in moto sia il tempo di ritardo dello scatto o lo scatto a raffica -apparentemente illimitato fino ad esaurire la capacità della scheda-, sono una buona prova della buona occupazione delle ultime generazioni di elaboratori impiegati dalla Canon.

Una buona equazione

Il risultato di un gruppo di variabili perfettamente conosciute, controllate e in alcuni casi migliorate può soltanto essere positivo. In questo senso, l’utente al quale va diretta la PowerShot A620 potrà trovare, senza alcun dubbio, la maggior parte di risposte alle sue ansie fotografiche in questo modello.

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Questa compatta è una delle migliori porte di accesso alla fotografia digitale dell’offerta attuale. Una fotocamera che compensa la sua mancanza di spirito innovatore e rivoluzionario con argomenti così grandi come le sue prestazioni, la sua qualità e il suo prezzo.

TESTO E FOTO: Iker Morán

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