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PowerShot A400

Caratteristiche
Sensore: CCD di 3,20 MP
Mass. ris.: 2048 x 1536 p.
Obiettivo (35 mm): 45,0-100,0mm
Zoom: 2,2x (ottico) / 3,2x (digitale)
In due parole
Un nuovo tentativo della Canon per sedurre all'utente più dilettante, di prezzo e uso accessibili ma con concrete limitazioni
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Recensione
mercoledì 16 marzo 2005

Idonea per principianti

Di aspetto semplice, la PowerShot A400 è una fotocamera pensata per i più dilettanti in questo mondo della fotografia. Il suo conveniente prezzo e le sue limitate prestazioni danno un'idea del carattere semplice di questa compatta di natura plastica, i cui numeri si riassumono in un sensore da 3 megapixel e in uno zoom da poco più di 2 ingrandimenti ottici e di scarsa luminosità. Lontana in prestazioni dal resto di compatte delle saghe PowerShot e Digital IXUS della Canon, la A400 suona alla porta dei fotografi con poche pretese che cercano una fotocamera per immortalare feste di compleanno.

Facilmente maneggevole, la PowerShot A400 è una fotocamera costituita quasi al cento per cento da materiale plastico. Il suo corpo è un po’ grande, ma non risulta eccessivamente pesante e entra nella tasca di una giacca. È disponibile, a proposito, in quattro colori diversi: giallo, arancione, blu e argento.

Per quanto riguarda la sua ergonomia e costruzione, bisogna segnalare che tutti i pulsanti sono alla portata di una sola mano e distribuiti in modo sufficientemente chiaro come per intendersi con quelli fin dalla prima volta. La A400 segue il modello di tutte le altre compatte della casa: un dial di quattro direzioni, i pulsanti di accesso ai menù del display e alle funzioni della fotocamera, il controllo dello zoom e la leva di cambio dei modi.

© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM

Per quanto riguarda la sua ergonomia e costruzione, bisogna segnalare che tutti i pulsanti sono alla portata di una sola mano e distribuiti in modo sufficientemente chiaro come per intendersi con quelli fin dalla prima volta. La A400 segue il modello di tutte le altre compatte della casa: un dial di quattro direzioni, i pulsanti di accesso ai menù del display e alle funzioni della fotocamera, il controllo dello zoom e la leva di cambio dei modi.

Uso accessibile

Di maneggio semplice, il suo modo automatico e le sue modalità scene disponibili semplificano molto il compito di scattare con quella. Neppure la modalità chiamata manuale nasconde nessun segreto; chiaro che "manuale", nella A400, deve leggersi come "variazione dei parametri più essenziali ", cioè: il bilanciamento del bianco, le sensibilità ISO, la compensazione dell’esposizione e gli effetti dei filtri di colore.

Quasi tutte le situazioni nelle quali un utente medio si può trovare restano protette dalle modalità scene. È il caso dell’obbligata sessione di foto in piena celebrazione familiare di compleanni, ritratto o una foto notturna.

Non appare nell’ elenco di modi uno tanto classico come quello dei paesaggi, abbondantemente usato nelle foto di vacanze. La Canon, nonostante, offre un accesso diretto nella parte posteriore della macchina al modo di messa a fuoco verso l’infinito, particolarmente indicato per questo tipo di fotografia. Sono anche disponibili altri molto meno comuni, come quelli pensati per fotografie di fuochi artificiali o per quelli sotto l’acqua. Per questo ultimo, a proposito, è necessaria una carcassa speciale che si può acquistare separatamente.

Le immagini prese con questa fotocamera da 3,2 megapixel non risaltano precisamente per una qualità spettacolare, sebbene neppure si può dire che risultino deludenti. Si vantano di una nitidezza accettabile, anche se nelle aree più scure mostrano alcuni toni un po’ impastati, come leggermente imbrattati.

© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM

Nelle zone di più contrasto, l’alone porpora si fa notare in modo tenue, senza che la sua presenza sia un ostacolo.

La A400 si limita a adempiere la sua funzione e ad offrire quello che ci si aspetta da quella; né più né meno. La risoluzione massima da 2048 x 1536 pixel è sufficiente per coprire le dimensioni di ampliamento più comuni e anche per realizzare copie fino a 24 x 30 centimetri.

Per quanto riguarda la gestione del colore, bisogna risaltare l’efficacia del sistema del bilanciamento del bianco. L’automatico funziona in modo molto corretto, così come le sue opzioni prefissate per luce fluorescente e diurna. In qualsiasi caso, quello che offre migliore rendimento e quello di più raccomandabile uso è il manuale.

Il fantasma del rumore elettronico è presente con notevole fama nelle immagini catturate a partire da 100 ISO, riempiendole di artifici.

La A400 soltanto si vede libera dal rumore a 50 ISO e a partire da 100 ISO la sua apparizione è evidente (anche se agli occhi inesperti possa non risultare fastidiosa). A 200 ISO e, soprattutto, a 400 ISO gli artifici invadono tutta l’immagine.

La qualità della modalità di registrazione di video, invece, non è splendida, ma può tacciarsi di essere corretta. Concretamente, si possono registrare file da 640 x 480 pixel e 10 fotogrammi per secondo, ma limitati a un massimo di 30 secondi; si possono registrare anche sequenze da 3 ingrandimenti, abbassando la risoluzione a 160 x 120 punti.

"Adagio"

Se uno sceglie di comprarsi questa fotocamera, si dovrà caricare di un po’ di pazienza. I tempi di attesa sono un po’ più lunghi del comune: nell’accensione, la fotocamera tarda un po’ per mettersi in funzione e prepararsi per scattare; anche il tempo impiegato per salvare le immagini è elevato, soprattutto quando si tratta delle risoluzioni più alte, e lascia la fotocamera fuori dal gioco durante alcuni momenti.

Ottica scarsa

Per quanto riguarda la messa a fuoco, la A400 non è neanche un bolide. Dispone di tre modalità: messa a fuoco automatica, verso l’infinito -indicato, per esempio, per fotografia di paesaggi- e macro, questo ultimo con una capacità di 5 centimetri. Ma sebbene sia lenta, avanza a colpo sicuro: dispone di 9 punti per realizzare l’autofocus in TTL e di un potente fascio di luce per non fallire in situazioni di poca illuminazione.

Nonostante il sistema TTL e della luce ausiliare, la distanza focale dell’ottica risulta un po’ sconfortante: soltanto 2,2 ingrandimenti ottici (e 3,2 digitali), risultanti da una relazione di focali da 45-100 mm, su standard 35 mm. Risultano molto attraenti, a prima vista, quei limitatissimi 45 millimetri, che praticamente privano alla A400 di angolare.

© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM

La luminosità è anche una delle materie da riparare di questa compatta. Dispone di un’apertura massima di solo f3,8 che, combinata con la velocità più lenta della fotocamera, da 1 secondo, non si sbilancia per realizzare fotografie con poca luce e senza l’aiuto del flash.

Il ricorrente fascio di luce

Per molti utenti con nozioni essenziali di fotografia, il flash è uno degli elementi più importanti della fotocamera, particolarmente ricorrente per fotografia di interni e ritratti. Per tanto, è importante assicurarsi che risponda correttamente.

Il flash incorporato nella A400 offre tre possibilità di flash: automatico, fill in e con funzione di mitigazione dell’effetto degli occhi rossi. In tutte quelle, compensa bene le esposizioni e lo fa in maniera abbastanza dolce, senza sovresporre né bruciare gli oggetti più vicini.

Inoltre, l’istogramma che appare nella revisione di immagini evidenzia che -eccetto in determinate occasioni- i bianchi non sono mai assoluti, semplici o senza struttura. La riduzione degli occhi rossi neppure fallisce, né nei ritratti vicini. Riproduce i colori correttamente, in modo molto simile alla luce naturale.

La memoria grafica

La PowerShot A400 è la tipica macchina che stravince le prime preferenze di acquisto dell’utente principiante che amministra un budget piuttosto scarso. Controindincata per i fotografi che hanno voglia di sperimentare, i principali attributi con i quali si presenta sono esattamente la sua semplicità e le sue poche pretese.

© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM© Núria Aguadé, QUESABESDE.COM

In definitiva, la A400 è l’avvicinamento della Canon all’utente più essenziale. Una macchina che non ha nella qualità di immagine il suo migliore argomento e che somma un buon numero di carenze, soprattutto relative alle prestazioni ottiche.

TESTO E FOTO: Núria Aguadé

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