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![]() EOS 5DCaratteristiche ![]() Val. utenti: Dim. Sensore: 35,80 x 23,90mm Mass. ris.: 4368 x 2912 p. Fattore: 1,00x Monitor: TFT di 2,50 pollici In due parole Un deciso primo passo della Canon verso il formato completo più accessibile, con magnifici risultati (e alcune lacune) Prezzi Migliore prezzo: 1879 €Vedere i prezzi Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Canon EOS 5D con le nostre 44 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione venerdì 30 giugno 2006 Il fotogramma completo alla portata di moltiLa disputa tra i detrattori e gli apostoli del fotogramma completo normalmente finiva parlando di prezzi e necessità. Le poche reflex full-frame esistenti erano -finora- molto care e specialistiche, estranee al fotografo principiante. L'amateur danaroso e il professionista più risparmiatore hanno adesso più a portata di mano un formato completo con la EOS 5D della Canon. Quasi 13 megapixel di risoluzione e un fattore di moltiplicazione da 1x sono le sue principali arme, ma non le uniche. 3 fotogrammi al secondo e una nitidezza di immagine migliorabile, alcuni dei suoi difetti. Anche se più megapixel non sono sinonimo di più qualità, è certo che alcune discipline fotografiche richiedono delle dimensioni di immagine enormi. Allo stesso modo, anche se per molti il fattore di moltiplicazione -o di taglio- è una benedizione del cielo, altri chiedono di usare i suoi angolari come un tempo: senza perdere un apice di angolo di copertura.Tutti sanno, che acquistare una fotocamera reflex di formato completo era, fino a non molto tempo fa, un'opera quasi impossibile. Sia per lo smisurato importo, che facilmente superava i 6.000 euro, sia per la mediocre qualità di alcuni modelli Come il formato APS-C stravinse nel panorama digitale (macchine professionali da 6 mila euro, prima; fotocamere di gamma media e da 3 mila euro, dopo; modelli per principianti a un prezzo relativamente basso, per terminare), il full-frame segue la regola. Una volta convinti i professionisti con la EOS-1Ds Mark II, è il turno dei fotografici di grande importanza e a corto di denaro e ai principianti più spendaccioni. La EOS 5D è una fotocamera di formato completo, abbastanza migliorabile nelle sue prestazioni (quella raffica così breve ) e con un prezzo ancora elevato, ma alla portata di molti fotografi in più. Si potrebbe prevedere che il formato completo arriverà al principiante di campagna e spiaggia in un futuro vicino, ma quella è già un'altra storia. Previe considerazioni Nonostante la Canon cedette a QSBD.COM la EOS 5D con alcuni mesi di ritardo e un obiettivo 70-300 mm f4-5.6 IS (nessuno lascerebbe una F1 per provare pneumatici di un'automobile privata), gli obiettivi utilizzati per questa analisi sono i seguenti: 14 mm f2.8; 16-35 mm f2.8; 17-35 f2.8; 17-40 mm f4; 24-70 mm f2.8; 50 mm f1.4; 70-200 mm f2.8 IS; 200 mm f1.8, e il già citato 70-300 mm f4-5.6 IS. Anche se la EOS 5D non è una fotocamera espressamente concepita per il fotografo principiante neppure per il professionista, entrambi potranno beneficiare di quella. Rispetto al suo uso principale, la nostra analisi invita a pensare che si tratta di una SLR principalmente creata per fotografia di studio e sociale, cioè, per qualsiasi modalità fotografica che non richieda in modo particolare un'enorme velocità di risposta. I grandi risultati fotografici, come il sensore di fotogramma completo, esigono che tutta la fotocamera remi nella stessa direzione e con la stessa intensità, cosa che la EOS 5D non fa. Per questo motivo -e forse per evitare di gonfiare il suo prezzo-, la EOS 5D è una fotocamera di raffica lenta, di messa a fuoco anche relativamente lenta e poco adatta per la fotografia di azione. Anche così, abbiamo provato questo modello in una partita di pallacanestro; l'abbiamo sfoggiata; ce la siamo portati a un paio di ricevimenti serali, e anche a varie conferenze stampa; lasciando chiaro dove stanno i suoi pregi e dove i suoi difetti. Un corpo con curve A metà strada tra la EOS 30D (o la EOS 20D, per questione di date) e la serie EOS-1D, la EOS 5D offre una buona prima impressione, ricordando le già antiche EOS-1 senza motore. Un piccolo sguardo ai comandi -in particolar modo al dial dei modi, l'assenza di impugnatura di serie o la mancanza di un piccolo display di riferimento rapido per dati come la sensibilità o il bilanciamento del bianco- ci fa ricordare velocemente che si tratta di una reflex professionale "di secondo livello", sebbene sia solo esternamente. La lega di magnesio invita ad avere fiducia sulla buona tenuta e resistenza, anche se non abbiamo avuto occasione di verificare questo secondo punto. L'impiego della fotocamera risulta comodo e gradevole, e i controlli più importanti si possono manipolare senza necessità di separare l'occhio dal mirino. La EOS 5D continua a possedere l'eccellente ghiera di controllo secondaria -molto più facile da impostare di quelle che integrano le reflex della Nikon- e un enorme display -in questo dei display grandi, la Nikon fu più rapida- da 2,5 pollici e 230.000 punti di risoluzione, capace di ingrandire l'immagine salvata fino a 10 volte. Il livello di dettaglio che offre è semplicemente eccellente. La luminosità del display si può modificare facilmente (è un po' scura per difetto). Maggiore che in altri modelli precedenti, offre molteplici dati su ogni ripresa, incluso un istogramma di luminosità e per canali di colore, cosa che altri modelli -la EOS 20D, senza andare lontano- non hanno. Inoltre, si serve di un accogliente domicilio dei menu di impostazione, permettendo -come piace ai professionisti- di cambiare una buona manciata di parametri tecnici affinché sia ogni fotografo colui che adatta la fotocamera a se stesso, e non al contrario. Molteplici possibilità Facendo una piccola digressione e lasciando l'aspetto esteriore congelato a un paio di paragrafi, attraverso questi menu -scomodi da vedere e molto più difficili da maneggiare- la EOS 5D permette di modificare i valori su una scala di nove punti, come la saturazione, il contrasto o il tono di colore, così come scegliere tra sette livelli di nitidezza (ci permettiamo di raccomandare di impostarlo a cinque o sei per difetto). Aggiunto a questo, la EOS 5D incorpora di fabbrica una serie di impostazioni prefissate: modalità ritratto, paesaggio, neutro, fedele quelli ideali, secondo la Canon, per realizzare fotografie in ogni tipo di situazione. È anche disponibile un modo monocromo e una modalità seppia, entrambe difficili da vedere in una fotocamera SLR con vocazione professionale. E non potevano mancare, naturalmente, tre modi che l'utente può configurare con le sue impostazioni favorite. Ancora nel capitolo delle impostazioni personali, la EOS 5D offre due spazi di colore (sRGB e Adobe RGB) e la possibilità di realizzare un'impostazione di qualità del bilanciamento del bianco mediante un asse di ascisse e ordinate, potendosi assegnare con totale precisione una dominante di maggiore o minore intensità alle foto. È anche possibile effettuare un "bracketing" del bilanciamento del bianco per assicurare il tiro. Finalmente, ma non meno importante, questa EOS offre fino a 20 opzioni tecniche personalizzabili, che vanno dalla possibilità di sovrapporre immagini fino a determinare il modo in cui funziona il dial posteriore. Come buona full-frame, il mirino ottico è enorme confrontato con quello a cui sono abituati i fotografi di fotocamere con sensore APS-C. Offre più del 95% di copertura, con un'immagine chiara e nitida che evita di dovere separare l'occhio nella ricerca di un dettaglio. Con vari display intercambiabili, la EOS 5D offre nel mirino un assortito gruppo di dati, dall'importantissima esposizione fino al numero di foto che c'entrano nel buffer mentre si scatta in modo continuato. Sprovvista di flash di tipo pop-up -non c'è più spazio, dicono in Canon-, la EOS 5D offre una slitta a caldo per flash esterni -il funzionamento con il Speedlite 580EX è eccezionale- e un collegamento per flash di studio nascosta dietro una piccola copertura di plastica. Su un altro piano, ma parlando sempre dell'aspetto esterno della EOS 5D, troviamo una baionetta metallica EF (non è EF-S, evidentemente) che resta fermamente fissata al chassis e che non ha offerto nessun problema durante le nostre prove, includendo qui il montaggio rapido del potente 200 mm f1.8 L. Mettendo a fuoco La messa a fuoco di questo modello non è particolarmente rapida, e dimostra che la EOS 5D non è una fotocamera di azione. Ad ogni modo, è abbastanza precisa, anche nel modo continuo. Le nostre prove ci hanno portato a una vibrante partita di pallacanestro professionale e i risultati non sono stati per niente cattivi, sebbene sono lontani -cioè- da quelli ottenuti con altre macchine di vocazione fotogiornalistica. In qualsiasi caso, questo aspetto dipende molto dall'obiettivo utilizzato, anche se l'uso di un'ottica a ultrasuoni della Canon non sia un fattore così determinante come quanto potrebbe arrivare ad essere nella EOS-1D Mark II. Nove punti di messa a fuoco compongono un rombo nel centro del mirino, e a nostro giudizio stanno un po' ammassati (non sarebbe male che stessero un po' più separati, soprattutto per realizzare inquadrature che cercano i terzi dell'immagine). Un dettaglio importante è che la EOS 5D incorpora sei punti di messa a fuoco addizionali, non visibili né selezionabili, che sono utilizzati per la messa a fuoco continua-predittiva e che valorizzano lo spostamento del soggetto da mettere a fuoco. La batteria ricaricabile agli ioni di litio della EOS 5D, invece, è una piccola unità che dota la fotocamera di un'eccellente autonomia e che può vantarsi di una velocità di ricarica abbastanza accelerata. Anche se non abbiamo avuto occasione di fare una prova in condizioni di laboratorio della batteria inclusa -non conosciamo la quantità di ricariche che aveva già subito-, le prove a occhio sono risultate piuttosto eccellenti. Addentrandoci nelle profondità Fuggendo dall'involucro che la identifica come la full-frame più accessibile del mercato attuale, la EOS 5D si arma di un sensore CMOS di dimensioni complete e di 12,8 megapixel di risoluzione effettiva. Accompagnato da un processore DiGIC II, questo captore suppone un salto quantitativo rispetto a altre fotocamere teoricamente superiori, superando anche quella che fu la prima full-frame professionale della Canon, la EOS-1Ds. Mettiamo in risalto ancora una volta che questo sensore, essendo di formato completo, non offre fattore di moltiplicazione della focale. Un'altra conseguenza di ciò è che risulta molto più facile trovare aberrazioni e deformazioni nelle immagini, quindi la fotocamera impiega la superficie completa -o quasi completa- dell'obiettivo e non soltanto la parte centrale, come fanno le fotocamere con fattore di taglio. Una fotocamera con fattore di taglio, cioè, possedendo un sensore più piccolo, utilizza una parte più piccola delle lenti dell'obiettivo, precisamente la parte centrale, la zona di massima qualità di un'ottica. nel caso della EOS 5D, quando si usa un sensore grande, si utilizza tutto l'obiettivo, inclusi i bordi, che sono le zone più suscettibili di distorcere l'immagine e offrire peggiore qualità. Con delle dimensioni di immagine di 4368 x 2912 punti, la EOS 5D permette di realizzare scatti in formato RAW e JPEG separatamente o simultaneamente, relegando il TIFF di serie al mondo dell'oblio una volta per tutte. Il tempo di registrazione nella scheda, cioè, non è per nulla rapido: sono necessari 20 secondi per una nuova foto dopo avere lanciato una raffica completa di 17 foto in RAW, e un po' più di un minuto per vuotare il buffer completamente (utilizzando schede CompactFlash Kingston da 50x). Detto ciò, la domanda è chi ha bisogno di 17 scatti consecutivi in RAW o 60 in JPEG per fotografia di studio. Ci domandiamo anche perché non c'è un compartimento per schede SD Card, se quello era uno dei grandi risultati canonisti degli ultimi modelli professionali Per quanto riguarda la qualità di immagine, la EOS 5D non desta troppo sorprese. Ad eccezione della percettibile perdita di nitidezza nelle catture, che richiede -come abbiamo già detto- una modifica della nitidezza per difetto o di applicare una maschera di messa a fuoco un po' aggressiva, la qualità di immagine è piuttosto eccellente. La riproduzione tonale è quasi perfetta e il rango dinamico, più che conveniente, grazie alle dimensioni del sensore e dei suoi fotodiodi. La differenza, cioè, tra usare obiettivi della serie L e obiettivi più per andare per casa si nota, e molto. Questa macchina chiede qualità, prima di dare qualità. Nel capitolo della sensibilità, la EOS 5D offre la versatilissima gamma da 100 a 1600 ISO, con due valori forzati -dappertutto- che permettono di estendere il rango a 50 e 3200 ISO. Il rumore elettronico è un fastidio appena percettibile in questo modello, le cui diverse sensibilità sono perfettamente utilizzabili. Un mondo a colori La questione del colore, molto importante per una fotocamera con arie di vivere in studio o, almeno, circondata da flash di grande calibro, è presa molto in considerazione nella EOS 5D. Così, oltre ai due spazi di colore già citati, questa fotocamera permette di realizzare un'impostazione raffinata della sfumatura del colore, con cui si correggono dominanti che poi daranno preoccupazioni in un computer. E parlando di colori, un parametro esageratamente importante è il bilanciamento del bianco. La 5D incorpora, come non poteva essere diversamente, un buon assortimento di bilanciamenti prefissati, oltre alla possibilità di realizzare un'impostazione manuale e un'altra in scala di gradi Kelvin. Come si è segnalato prima, si può anche effettuare un'impostazione raffinata del bilanciamento, invitando a fare un "bracketing" con quello, e come si farebbe con l'esposizione della fotocamera. Un po' scarsa negli scenari con luce incandescente, specialmente con il bilanciamento automatico, la EOS 5D non può dire che i modi prefissati sono il suo punto forte. Ad ogni modo, è possibile sperare che su una fotocamera come questa non vada molto lontano un termocolorimetro per fare la gioia degli stessi e degli estranei e offrire -con l'aiuto della scala di gradi Kelvin- una riproduzione del colore perfetta. Un solido primo passo Dopo anni che si utilizzano angolari che non sono tali, è gratificante scoprire quanto angolare è realmente un 17 millimetri e tutto quello che ci perdiamo per colpa del fattore di taglio delle fotocamere di sensore APS-C. La Canon EOS 5D invita a fare questa esperienza. Le sue catture non sono troppo nitide -il ritocco è la soluzione- e la sua velocità di scatto non è il suo forte, ma indubbiamente offre qualità di immagine, colori buoni, il suo rango dinamico molto elevato e poco -pochissimo- rumore elettronico. Quelli sono i suoi punti cardini, e difficilmente la EOS 5D deluderà in questo senso. Anche se continua ad essere un po' cara, la prima full-frame di gamma media non poteva essere economica (sebbene la Canon avrebbe potuto, almeno, incorporare un'impugnatura smontabile di serie). Un primo passo ben fatto. Aspettiamo ansiosi il secondo. TEXTO y FOTOS: Eduardo Parra |
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