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EOS-1D Mark II

Caratteristiche
Val. utenti: 4,6 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CMOS di 8,20 MP
Dim. Sensore: 28,70 x 19,10mm
Mass. ris.: 3504 x 2336 p.
Fattore: 1,30x
Monitor: TFT di 2,00 pollici
In due parole
Una fuori serie rivolta al fotoreporter, con una potente raffica ma con un evidente problema di mancanza di nitidezza
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Verifica la qualità delle immagini della Canon EOS-1D Mark II con le nostre 29 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.

Recensione
mercoledì 30 marzo 2005

Una fotocamera dieci che si ferma a nove… e mezzo

Il mondo fotografico professionale è un'autentica sorgente di novità. Alcuni hanno il sostegno economico di un mezzo di comunicazione o di una poderosa agenzia. Altri soffrono le pressioni degli studi o dei loro clienti. Il caso è che tutti sono coscienti di essere all'ultima moda per quanto riguarda le attrezzature e la tecnologia si è trasformata in una necessità. La EOS-1D Mark II è una prova convincente di questo nuovo e frenetico ritmo.

Non c’è dubbio che la Canon EOS-1D Mark II è una SLR digitale totalmente focalizzata al settore della stampa. Se il modello precedente, la EOS-1D, ha confermato che il fotogiornalismo digitale era possibile, la versione rinnovata ha dimostrato che è già indiscutibile.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Ma c’è anche chi dice che è perfettamente utile per il lavoro in studio o sulla natura, e anche per fotografia sociale. Non saremo noi quelli che diciamo il contrario. Se qualcosa abbiamo capito dopo avere manovrato per molte settimane questo modello è che la Canon ha disegnato un’autentica fuoriclasse.

Previe considerazioni

Prima di addentrarci in questa analisi sulla EOS-1D Mark II è necessario avere presenti alcune questioni. Ci troviamo davanti a una reflex professionale. Possiamo anche affermare, con il permesso dei modelli Canon di formato completo, che questa fotocamera si colloca in quello più alto della gamma della marca giapponese.

Il livello di esigenza della prova, per tanto, deve essere all’altezza di queste elevate aspettative. Per ciò, è logico che il nostro grado di tolleranza con i possibili difetti o limitazioni della fotocamera sia piuttosto basso, conforme al suo prezzo di mercato e l’utente a cui va diretta.

Oltre al corpo di fotocamera, la Canon ci ha ceduto per la prova un obiettivo 28-105 mm f4-5.6. Per completare le limitate caratteristiche di questa ottica non professionale , abbiamo anche impiegato lenti da 16-35, 17-35, 24-70 e 70-200 mm, tutte della serie L.

Evoluzione

Anche se i confronti siano odiosi, in questo caso sono piuttosto giustificati. Anche se esteticamente sono virtualmente identiche, come erede della EOS-1D, la EOS-1D Mark II possiede una serie di novità che segnano la differenza.

Il sensore è un punto di riferimento obbligato. Non solo si è raddoppiata la risoluzione da 4 a 8 megapixel, ma la nuova versione possiede un sensore di tipo CMOS mentre la EOS-1D originale utilizzava un CCD.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il processore di colore appartiene alla seconda generazione del conosciuto DiGIC che ha dato così buoni risultati alla Canon. Il rango di sensibilità anche si è migliorato, raggiungendo da 100 a 1600, con altre due “obbligate” da 50 e 3200 ISO. La EOS-1D si fermava in un arco di 200 a 1600 ISO, con gli estremi addizionali di 100 e 3200 ISO.

La raffica, allo stesso modo, ha sperimentato cambi molto positivi. Ha aumentato il limite di scatti consecutivi, anche se la cadenza si mantiene di poco più di 8 fps. La velocità di otturazione e la sincronizzazione del flash, al contrario, sono scesi: da 1/1600 a 1/800 e da 1/500 a 1/250 di secondo, rispettivamente.

Il sistema del flash E-TTL è anche progredito con il nuovo modello, dotato di un sistema E-TTL II di risultati piacevolmente sorprendenti. Si è aggiunto anche una seconda scanalatura per schede SD Card e la possibilità, attualmente obbligatoria, di ampliare l’immagine sul display durante il processo di revisione.

Analizzando con attenzione la Mark II

Considerazioni previe e novità al margine, questa fotocamera è una macchina che ruota sui 4.000 euro. Anche se sia molto denaro, la questione sarà provare se si tratta di un investimento caro o, al contrario, è un prezzo giusto per un modello con queste caratteristiche.

Il corpo, identico ai modelli SLR professionali della Canon (EOS-1V, 1D, 1Ds e simili) è costruito in lega di magnesio rinnovato con gomma antiscivolo e caratterizzato da una speciale antiumidità. Questi meccanismi la rendono praticamente immune alle intemperie del tempo e danno via libera per lavorare sotto condizioni molto dure.

La tenuta, estremamente comoda e affidabile, trasforma quasi la fotocamera in una prolungazione del braccio. Anche così, seconde opinioni affermano che è meno comoda della tenuta delle D2 della Nikon. Possiamo assicurare, cioè, che le gomme non si staccano, per molte ore di battaglia che la fotocamera ha sulle spalle.

Come buona reflex professionale, la EOS-1D Mark II incorpora impugnatura verticale integrata nel corpo e ostacola l’uso del flash integrato di qualsiasi tipo. Tutto il lavoro di illuminazione resta riservato per attrezzature esterne. Nelle nostre prove, abbiamo utilizzato sia il 550 EX sia il nuovo 580 EX.

Il risultato è stato differente. Mentre con il primo le immagini erano migliorabili in un’alta percentuale di scatti, con il 580 la sensazione è migliorata. È certo che il sistema del flash non è quello preciso della Canon, ma E-TTL II ha significato un passo in avanti rispetto a quello della EOS-1D. In ogni modo, prevale quel conosciuto postulato che il sistema del flash della Nikon continua a vincere.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

EIl frontalino risulta sobrio di comandi, limitandosi questi ai pulsanti di scatto, quello dello smontaggio dell’obiettivo e quello di previsualizzazione della profondità di campo. I laterali e la parte posteriore, al contrario, sono una sorgente di collegamenti, comandi e pulsanti.

Il display è di grande qualità, ma i suoi 2 pollici non lo rendono particolarmente grande. Offre praticamente le stesse possibilità di qualsiasi modello rispetto al visionato della foto dopo la presa o la navigazione dai menù. Mostra anche una completa informazione sulle fotografie salvate: istogramma, modalità di misurazione, bilanciamento del bianco...

Per evitare l’uso prolungato e il suo conseguente consumo energetico, la EOS-1D Mark II incorpora due display LCD: uno in alto, alla destra del pentaprisma, e altri dietro, sotto il display principale. Entrambi i pannelli si possono illuminare in blu per lavorare in condizioni di bassa luminosità.

Il primo LCD, tipico delle reflex, offre un’informazione vitale di scatto: modo di lavoro, velocità di otturazione e diaframma, modo di scatto, carica restante, ecc. Così, con un solo sguardo è possibile farsi un’idea della configurazione essenziale della macchina in ogni istante.

Il secondo pannello offre dati più tecnici che di solito si cambiano con minore frequenza. In questo modo, questo display mostra il formato di file che usiamo, la carpetta dove saranno salvate le immagini, il numero e la qualità delle stesse, il bilanciamento del bianco e quale delle due schede possibili stiamo impiegando.Il nuovo corpo della Canon offre l’ingente quantità di 45 punti di messa a fuoco. Questi si possono selezionare manualmente, sebbene possiamo anche scegliere una delle molteplici combinazioni che la fotocamera offre secondo quale sia il tipo di ripresa che si realizzerà.

Non potrebbe essere perfetta

La velocità dell’autofocus è ineccepibile, ma la sua precisione è una delle questioni più controverse della EOS-1D Mark II. Dato che si sollevarono voci che assicuravano che il funzionamento della messa a fuoco non era perfetto, abbiamo realizzato diverse prove per dimostrare la veridicità di tali valutazioni.

In vista dei risultati, dobbiamo dire che la EOS-1D Mark II non ha un fuoco di qualità scattando in JPEG. In RAW non c’è problema: la fotocamera va con la precisione di un orologio svizzero. Ma in JPEG… la cosa cambia.

In base a quanto abbiamo potuto leggere in un manuale di raccomandazioni che la Canon ha già pubblicato con modelli precedenti, le fotografie scattate in formato JPEG devono passare dalla maschera di messa a fuoco prima di potere considerarle immagini finali.

Ma risulta strana questa necessità di passare dal computer in una fotocamera disegnata principalmente per i fotoreporter. Non vale ciò di “la maschera sono 30 secondi”, perché in molte occasioni superano i 25 di quei 30 secondi affinché un’agenzia ci passa la foto nella redazione dalla porta di dietro.

In ogni modo, non drammatizzeremo. Navigando per i menù configurabili della fotocamera troviamo l’opzione che permette di controllare la nitidezza. A nostro parere, questa funzione salita a 4 o a 5 (il valore 0 è il livello per difetto e 5 il massimo) risolve in grande misura quella apparente mancanza di fuoco o di nitidezza nelle immagini.

Doppio compartimento

Ritornando alla descrizione della fotocamera, nella parte posteriore sta l’alloggiamento delle schede di memoria. Sono due compartimenti, uno per schede CompactFlash e un altro per SD Card e MMC. Questa dualità non solo serve per aumentare la capacità di memoria ma permette di realizzare registrazioni simultanee -sempre nello stesso formato di file- in entrambi i supporti, per conseguire così una copia di sicurezza del lavoro.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Per evitare di restare senza scheda nel peggiore momento, la EOS-1D Mark II cambia anche scheda automaticamente quando una di quelle si esaurisce. È un peccato non potere optare per la registrazione simultanea di immagini in formati diversi per ogni scheda, anche se supponiamo che la Canon prenderà una buona nota per i suoi prossimi modelli.

L’alloggiamento per la batteria sta sotto quello del compartimento della scheda. Simile a quella dei modelli precedenti, occupa tutta la base della fotocamera e il suo peso è considerevole. La relazione carica-consumo e il rendimento della batteria sono molto riusciti, anche se crediamo che su questo la D2H della Nikon va avanti.

I collegamenti sono perfettamente protetti da coperchi di gomma in un laterale. L’uscita di video e la porta USB sono novità in questo modello, anche se paradossalmente si tratta di un USB di tipo 1.1. Un imperdonabile dettaglio nei tempi in cui le schede da 1 GB sono all’ordine del giorno. Un collegamento USB 2.0 è praticamente obbligatorio per le fotocamere di questo tipo.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Il montaggio -per andare terminando con la lezione di anatomia- è metallico e di grande resistenza. Questa fotocamera ammette solo obiettivi del tipo EF, con cui le nuove incorporazioni “digitali” al catalogo di ottiche Canon, come quello 11-22 mm, sono controindicate. Il fattore di moltiplicazione, ricordiamo, continua invariabile in 1,3x.

Certamente, che provando una delle ottiche più prestigiose della marca, il 70-200 mm f2,8 IS della serie L, ci è successo qualcosa di preoccupante. Niente più che attivare lo stabilizzatore, la fotocamera si collocava, come un computer saturato di programmi. Non offriva nessun messaggio di errore né un altro compartimento anomalo, semplicemente non obbediva all’ordine di scatto.

Non siamo stati gli unici. Altri tre fotografi che lavoravano con questo modello confermarono a QSBD.COM questa particolarità impiegando l’obiettivo citato. Invece, molti altri professionisti che usano ugualmente questa fotocamera, ci hanno assicurato che mai avevano trovato questo inconveniente.

Una carabina di ripetizioni

Una delle tentazioni che sopraggiunge a qualsiasi persona quando ha l’opportunità di toccare la EOS-1D Mark II è di verificare la sua reputazione di mitragliatrice. Una fama molto buona ben guadagnata non solo per quei pubblicizzati 8,5 fps, ma anche per il buffer interno, capace di assorbire fino a 40 file in JPEG e 20 in RAW. Evidentemente, per passare da una raffica a un’altra bisognerà prendere in considerazione il tempo di registrazione delle immagini sulla scheda.

Il sensore CMOS da 8 megapixel della fotocamera permette di ottenere file fino a 3504 x 2336 punti in formato JPEG o RAW. Ci sono 10 livelli di compressione e quattro di dimensioni diversi di formato JPEG; dal massimo approvvigionamento del sensore, fino a una risoluzione ridotta da 2 megapixel.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

È su questo punto dove la fotocamera dimostra che la EOS-1D Mark II è una fuori serie. La qualità di immagine -nitidezza a parte- è sorprendente. Il colore è preciso, il rumore terribilmente basso, la saturazione eccezionalmente perfetta, il dettaglio molto buono. E nel caso fosse poco, la grande maggioranza dei valori sono modificabili a piacere del fotografo.

Per tanto, l’evoluzione rispetto al modello precedente è tangibile. Non solo si tratta ormai di risoluzione, ma di qualità pura e dura. Dalla fedeltà dei colori fino al rango dinamico, quasi tutto quello riguardante la qualità dell’immagine si è migliorato notevolmente.

È la stessa, ma non del tutto

In effetti, la capacità di personalizzare la fotocamera è enorme. In questo modo, la EOS-1D Mark II permette di scegliere tra cinque spazi di colore, modificare la curva tonale per adattare la gamma a nostro gusto particolare o toccare altri parametri come quella già citata nitidezza o il contrasto, qualcosa che con precedenti modelli non si poteva fare.

La gamma di sensibilità di questo modello è difficilmente superabile. Il rumore in tutti i livelli è sorprendentemente basso, anche nelle ombre. Possiamo dire che fino a 800 ISO è quasi inesistente; a 1600 ISO, tollerabile, e a 3200 ISO, piacevolmente sorprendente. Allo stesso modo, in esposizioni lunghe anche di vari minuti la presenza del rumore è minima.

Il bilanciamento del bianco è un altro punto forte della macchina. Per cominciare, possiede un preciso selettore di temperatura di colore che permette di indovinarlo al massimo. Prendendo in considerazione che molte volte si lavora con una fotocamera per televisione vicina -dotata di termocolorimetro-, questa caratteristica può risultare molto utile.

Il funzionamento delle impostazioni prefissate, invece, è sotto le nostre aspettative. E lo stesso succede con la modalità automatica, di cui era possibile sperare più precisione. Per compensare, è possibile realizzare un’impostazione di qualità, aumentando e diminuendo i blu -per ottenere un tono più freddo- o gli aranci -più caldo-, così come i verdi e i magenta.

Un deposito di monete

Riassumere il concetto EOS-1D Mark II in un paragrafo è complicato. La cosa più evidente è che la fotocamera ha bisogno di alcune mani e di una testa che sappiano trarre vantaggio. Sono tante le opzioni che la Canon ci offre che corriamo il pericolo, come lo Zio Peperone, di affogare nel deposito di monete che è questa fotocamera.

Ma non è perfetta. Il bilanciamento del bianco è migliorabile, e anche il sistema del flash, anche se sta anni luce da E-TTL I. Il tema del fuoco è complesso. C’è chi dice che è una questione di gusti; altri, che è un male minore. Neppure mancano quelli che affermano che chi critica è perché non sa, o quelli che primeggiano la post-produzione come soluzione di tutti i mali.

Non è questo, invece, un problema banale. Che la EOS-1D Mark II non ha la messa a fuoco perfetta è indiscutibile. Che si risolve quasi al 100% aumentando la nitidezza, anche. Che si tratti di un errore della Canon… è già una questione che ogni utente deve valutare.

© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM© Eduardo Parra, QUESABESDE.COM

Ciò che nessuno dubita è che la EOS-1D Mark II è un autentico mostro fotografico che durerà -come tutte- fino a quando la Canon decida di presentare la sua sostituta. Cosicché la domanda che ci facciamo all’inizio ha già una risposta: i 4.000 euro che si devono sborsare per impossessarsi di questo ultimo modello sono nulla in confronto al risultato ottenuto. Cioè, nelle due prime settimane di uso crederanno che quella può arrivare a dominarli.

TESTO E FOTO: Eduardo Parra

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