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Digital IXUS 700

Caratteristiche
Val. utenti: 4,35 punti (i punteggi sono stati elaborati in base alla media delle votazioni effettuate dagli/dalle utenti di QSBD.COM)
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Sensore: CCD di 7,10 MP
Mass. ris.: 3072 x 2304 p.
Obiettivo (35 mm): 37,0-111,0mm
Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale)
In due parole
Piccola ed elegante, il buon rendimento -in generale- della IXUS 700 difficilmente deluderà il principiante medio
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Recensione
lunedì 18 luglio 2005

La nuova regina delle IXUS

Coscienti dell'importanza e del successo che le IXUS digitali hanno sul mercato, sembra che la Canon ha preso molto sul serio il rinnovamento di uno dei suoi modelli stella con la IXUS 700. Per quello, i 2 milioni di pixel aggiunti al sensore della sua predecessora, la IXUS 500, arrivano accompagnati da novità interessanti per quanto riguarda il design, il maneggio e la registrazione di video. Il salto generazionale, invece, non è servito per spazzare via alcuni degli ostacoli della macchina precedente, come il limitato display LCD o la mancanza di controllo manuale.

L’americana fiera PMA sembra essere la cornice preferita dalla Canon per pubblicare i suoi modelli più potenti della gamma IXUS digitale. Se la IXUS 500 è sorta durante l’edizione del 2004, proprio un anno dopo arrivava la sua erede sotto la denominazione di IXUS 700.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Il nome già lascia indovinare qual è il principale argomento che si nasconde dietro questo rinnovato modello. Il sensore originale da 5 megapixel, cioè, è stato rimpiazzato da un CCD la cui risoluzione è cresciuta fino a 7 milioni di punti. Ma, fortunatamente, i cambiamenti si sono limitati al conosciuto argomento della risoluzione, e ci sono alcune novità che vale la pena analizzare.

Più curve

Il quadrettato design delle IXUS -tutto un classico- ha ceduto in questa occasione parte della sua rigorosità per ottenere un corpo un po’ più sinuoso e, soprattutto, più affascinante a prima vista.

Nonostante non si tratti di una di quelle fotocamere ultracompatte che tanto proliferano oggigiorno, la IXUS 700 ha delle proporzioni abbastanza ridotte e delle rifiniture metalliche opache -titanio, secondo la Canon- che le conferisce un’aria più elegante che alle sue predecessore.

Nonostante ciò, dà l’impressione -alcuni utenti lo hanno anche confermato così- che questa copertura può risultare abbastanza fragile ai graffi accidentali causati durante l’uso quotidiano.

Oltre questo fatto, il peso del corpo rivela che la consistenza del metallo è presente in tutte le parti, eccetto in un luogo di vitale importanza per essere uno di quelli che registra più movimenti: il compartimento per la batteria e per la scheda -prima separati, ma adesso integrati in un unico compartimento nella base della fotocamera-, che risulta un po’ scomodo da aprire e la sua composizione di plastica non riesce a convincerci.

La scheda, a proposito, è passata ad essere SD Card, invece delle CompactFlash che utilizzava la IXUS 500.

Solo automatico

La IXUS 700 offre tre modi di lavoro, concentrati nel dial della parte superiore posteriore. Questo comando, accanto alla ghiera centrale con quattro pulsanti integrati, concentra la maggior parte delle operazioni della fotocamera. In questo senso, l’ergonomia è migliorata notevolmente rispetto alle precedenti fotocamere, in modo tale che il dito pollice, quando si abitua alle limitate dimensioni dei comandi, può controllare la grande maggioranza delle operazioni.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Accanto al sistema automatico e a quello di scene -un totale di 9-, la modalità denominata "M" ospita una delle maggiori delusioni della fotocamera. Nonostante si tratti di un modello di elevata risoluzione, design curato e prezzo medio, il controllo manuale sull’esposizione brilla per la sua assenza.

Al suo posto, l’utente può controllare il bilanciamento del bianco, la sensibilità, le dimensioni e la compressione dell’immagine, la compensazione dell’esposizione e anche alcuni effetti di colore. Ma niente di più. Neppure si informa nel display LCD -prima o dopo della ripresa- sui valori con i quali è stata registrata l’istantanea.

In questa modalità "M", oltre a quella male denominata "manuale", troviamo altre due opzioni che bisogna menzionare: macro digitale, che nonostante il taglio e l’interpolazione permette di ottenere riprese interessanti, e "My colors". Questa strana opzione sembra ospitare, semplicemente, le stesse possibilità cromatiche già presenti nel menu "Effetti".

In questo punto, le opzioni escono dalle denominazioni comuni che molti produttori impiegano per modificare la risposta di colore della fotocamera o l’elaborazione dell’immagine. Nel caso della IXUS 700 si parla, per esempio, di simulazione di diapositiva, di schiarire o scurire il tono di pelle, o di accentuare qualsiasi dei tre colori RGB.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

È anche possibile selezionare un colore dell’immagine affinché il resto sia trasformato in bianco e nero e questo resta inalterato. Possibilità diverse e sufficienti affinché ogni utente trovi la risposta che gli piace di più o gli effetti più spettacolari.

Più risoluzione nelle stesse dimensioni

Per molto che le leggi del marketing dicano il contrario, aumentare la risoluzione di una fotocamera senza ampliare le dimensioni del sensore che accoglierà milioni di pixel è una fonte di problemi per la qualità dell’immagine, soprattutto per quanto riguarda il rumore.

Invece, a dispetto di quello che sarebbe possibile sperare, i livelli di rumore del nuovo modello si mantengono entro i limiti ammessi attualmente e sono comparabili con quelli che offriva la IXUS 500, con 2 megapixel in meno nel suo CCD. Pertanto, sembra che il lavoro della marca nell’elaborazione delle immagini e la pulizia del rumore delle stesse sia stato notevole.

Dentro la scala di valori ISO non ci sono troppe sorprese. Fino a 200 ISO non c’è nessun problema, e a partire da questo punto la presenza del rumore è proporzionale alla mancanza di luce nell’immagine. A 400 ISO, in foto interne, il rumore è evidente, anche se nelle riprese esterne con buona luce non si trovano problemi più grandi.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Rispetto al bilanciamento del bianco, la fotocamera ne esce bene dalla maggior parte delle situazioni. Nessun problema con la misurazione automatica della temperatura del colore per luce del giorno. Anche nelle prove con luci fluorescenti, la IXUS 700 ottenne risultati migliori nella modalità automatica -più vicini alla misurazione manuale- che nelle due modalità predefinite.

Display problematico

Il display si è unito utilmente alla risoluzione come uno dei punti prediletti dai produttori al momento di affrontare il rinnovamento di un modello. La IXUS 700 non poteva essere di meno e la sua parte posteriore arriva con un display che si è evoluto dagli 1,5 fino ai 2 pollici.

Ma non ci teniamo molto che i cambiamenti non siano andati oltre. Oltre a mantenere identica la risoluzione (118.000 pixel), LCD presenta il classico problema delle sue predecessore e delle sue compagne di gamma: a pieno sole e con una luce brillante, il visionato delle immagini del display è realmente complicato.

Nonostante la presenza del mirino ottico possa risolvere il problema in queste condizioni complicate -almeno per comporre l’immagine-, forse è ormai arrivato il momento che la Canon includa questo punto nelle prossime ristrutturazioni.

Nel caso fosse poco, a questa illuminazione si aggiungono più problemi nel display quando la fotocamera affronta un controluce. La comparsa di fastidiose bande di colori in queste zone con luce molto intensa è troppo frequente.

Fortunatamente, le aberrazioni non si riproducono nelle immagini registrate. La nuova IXUS si difende abbastanza bene dai temuti aloni porpora, anche se si presentano riprese estreme, con controluce molto pronunciati, è possibile trovare questo tipo di effetti in alcune zone laterali dell’immagine.

Messa a fuoco predittiva

Anche se la fotocamera ha scommesso su un’ottica con identiche focali a quelle della sua predecessora (37-111 mm, nel formato 35 mm), la Canon assicura che si tratta di una versione ridisegnata e più compatta, dove la messa a fuoco automatica è un 55% più rapida.

In effetti, la velocità è un altro dei punti forti della IXUS 700, tanto in questo tema della messa a fuoco automatica, come al momento di mettersi in marcia o di rispondere quando l’utente preme lo scatto. Indubbiamente, il conosciuto processore DIGIC II della marca ha molto a che vedere con questo eccellente rendimento.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Nonostante il buon funzionamento, l’ottica ci continua ad apparire un po’ modesta per un corpo di fotocamera destinato a utenti per niente esigenti. Se la spiegazione per lo zoom ottico un po’ corto si potrebbe trovare in un tema di reparto di gamme -chi cerca tele potenti può scegliere altri modelli della marca-, la scarsa luminosità dell’ottica, soprattutto nelle focali di teleobiettivo, non ha giustificazione.

Troviamo anche qualche problema al momento di lavorare con la messa a fuoco automatica. Può darsi che il sistema di messa a fuoco predittiva della Canon (il denominato AiAf) sia un virtuosismo tecnologico, ma la verità è che la sua operatività pratica quando si lavora con questa fotocamera sfiora l’esasperante.

Per ciò, la cosa migliore è ricorrere al sistema di messa a fuoco tradizionale, con cui l’utente sceglie la zona dove lavorare invece di lasciare nelle mani della fotocamera e i suoi strani criteri simpatizzare per un motivo o per un altro della scena.

Rispetto al temuto "error18" che alcuni utenti di vari modelli della gamma IXUS -inclusa questa 700- assicurano di avere sofferto, fortunatamente abbiamo potuto verificarlo in prima persona. Secondo quanto sembra, si tratta di un problema aleatorio con il meccanismo dello zoom della lente che impedisce che questa si apra e che blocchi totalmente la fotocamera.

Anche video

Così come con i diversi modi di fotografia, per accedere alle funzioni di video bisogna anche passare per il dial principale. Una volta dentro, l’utente si può imbattere in quattro modalità di registrazione con le sue diverse opzioni.

Nella modalità normale, la IXUS 700 mantiene le prestazioni della sua predecessora: registrazione a 30 o 15 fps con due risoluzioni diverse: 640 x 480 o 320 x 240 pixel. Il bilanciamento del bianco e gli effetti del colore -con le stesse possibilità che al momento di scattare fotografie- sono anche qui presenti.

Per imbattersi nelle novità bisogna passare alla seguente modalità, denominata sequenza rapida, con cui la fotocamera è capace di registrare immagini in movimento a 60 fps. Così come nel resto delle modalità -"Compatta" e "My colors"- il limite per il tempo di registrazione lo stabilisce soltanto la capacità della scheda impiegata. Un indicatore situato nella parte inferiore sinistra del display LCD si preoccupa di ricordarci in ogni momento il tempo restante disponibile.

© Iker Morán, QUESABESDE.COM© Iker Morán, QUESABESDE.COM

Un’altra novità molto interessante che riguarda tutti questi metodi di registrazione di video è la possibilità di impiegare lo zoom digitale della fotocamera, fino a 4x, mentre si stanno registrando le sequenze.

Dietro a questo miscuglio di prestazioni, applausi e qualche altra tirata di orecchie, la IXUS 700 ne esce bene, rafforzando la posizione che da anni mantiene questa gamma della Canon nel settore delle compatte.

Sarebbe possibile sperare, cioè, che la sua elevata risoluzione, buona qualità, e eccellente rendimento arrivassero accompagnati da altri miglioramenti che si stanno facendo aspettare. I controlli manuali o un display LCD in condizioni, oltre ad essere materie irrisolte, sono materia obbligatoria per i prossimi esami.

TESTO E FOTO: Iker Morán

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