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![]() Digital IXUS 60Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2816 x 2112 p. Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm Zoom: 3x (ottico) / 4x (digitale) In due parole La Canon continua a scommettere sulla continuità nella sua saga IXUS, con una compatta che prende dei pregi e dei difetti dalla IXUS 55 Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Canon Digital IXUS 60 con le nostre 35 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
venerdì 30 giugno 2006 Più dello stessoLa formula ripetuta fino alla sazietà nella gamma Digital IXUS della Canon -fotocamera buona e bella- è di un'efficacia indiscutibile, ma minaccia di esaurirsi se non si vanno aggiungendo gli ingredienti necessari per attenuare un sapore agrodolce che la IXUS 60 lascia tra le mani. Un megapixel in più e la sensibilità elevata a 800 ISO delineano un'eccellente compatta che, nonostante, pecchi in eccesso di continuità e mantenga molti dei limiti delle sue predecessore nell'elenco di prestazioni. La Digital IXUS 60 non è innovatrice né un aggiornamento importante, ma anche così si colloca con un voto alto nella vetrina. Avvicinarsi ad una IXUS è sempre un lavoro delicato. Non più in senso metaforico per la sensibilità della sua carcassa metallica, ma per il complesso di trovare un equilibrio tra le buone sensazioni che trasmettono sempre questi stilizzati modelli e il lento progresso di una delle saghe più longeve del mercato digitale.La Digital IXUS 60 è un buon esempio di questa situazione. Il suo arrivo sul mercato il passato mese di febbraio non fu isolato, ma fu accompagnata dalle Digital IXUS 65 e 800 IS. Fornite tutte quelle dello stesso sensore da 6 megapixel, la prima scommetteva su un display da 3 pollici, mentre il punto forte della seconda era lo stabilizzatore di immagine. Ma in questa distribuzione di titoli la IXUS 60 si portò la parte peggiore. Soltanto un megapixel in più di risoluzione, più pixel nel display da 2,5 pollici e la sensibilità elevata fino ad un valore di 800 ISO permettono di distinguerla dalla sua predecessora, la IXUS 55. Design copiato Poche linee sono più conosciute nella vetrina di fotocamere compatte di quelle della saga IXUS. La IXUS 60 segue letteralmente le norme delle sue predecessore e scommette su un corpo compatto -tascabile, si potrebbe dire- con uno spessore e un peso molto misurati (anche se senza essere la più importante in questo campo, se si confronta con la stilizzata concorrenza). Il metallo del corpo, oltre ad aggiungere alcuni grammi in più e una consistenza che si gradisce tra le mani, segue anche la tradizione e arriva terminato con una squisita rifinitura opaca. Un raffinato aspetto esteriore che ha il suo tallone di Achille nella tendenza della sua carcassa metallica a collezionare graffi al più minimo incidente e nel fragile aspetto del compartimento per la batteria e la scheda SD Card. Per tanto, malgrado i leggeri cambiamenti realizzati nelle prestazioni, il corpo della fotocamera, sia nel suo aspetto sia nella distribuzione dei comandi, è identico a quello che già sfoggiava la IXUS 55 sebbene alcuni comandi, come il dial posteriore, siano stati modificati, anche se in modo quasi impercettibile. Più pixel, gli stessi problemi In mancanza di novità che saltano agli occhi, bisogna immergersi nelle specifiche tecniche per imbattersi in qualche dato che valga la pena evidenziare in questa versione. È il caso del display, per esempio. Anche se le sue dimensioni si sono bloccate su 2,5 pollici di diagonale, la risoluzione è cresciuta da 115.000 fino a 173.000 pixel. Questi dati suppongono, a priori, una buona notizia, ma il suo effetto pratico non è così buono come sarebbe possibile sperare. Effettivamente la visibilità del display è eccellente in quasi qualsiasi condizione, fatta eccezione dei classici problemi quando cerchiamo di inquadrare a pieno sole. Invece, l'incentivo di risoluzione non è servito per far fuori le aberrazioni che si creano nella previsualizzazione della scena e che avevamo già potuto scoprire in altri modelli della saga IXUS. Così, quando si affrontano le scene con forti controluce o con una luce frontale molto intensa, il monitor riproduce bande di colore porpora che, invece, poi non restano plasmate nell'immagine finale. In questo senso, la relazione tra l'obiettivo 35-105 millimetri e il sensore da 6 megapixel mostra un comportamento corretto nella maggior parte dei casi, sebbene gli aloni porpora appaiono nelle immagini con più assiduità di quanto sarebbe possibile sperare quando si affrontano contrasti pronunciati o controluce. Anche quando la fonte luminosa passa nell'inquadratura in forma intensa e diretta, abbiamo potuto scoprire anche qualche scomodo riflesso nelle catture. Ergonomia da manuale La Canon non è neppure mutata per quanto riguarda il reparto dei comandi e ergonomia generale della fotocamera. Si mantiene, così, la geniale idea di includere un pulsante proprio per accedere ai diversi valori di sensibilità, mentre il resto delle impostazioni si gestiscono attraverso il comando di funzioni, situato nel centro di un dial centrale. Sebbene sia certo che gli accessi diretti alla qualità e al bilanciamento del bianco non sono mai inutili, qualsiasi utente che si sia abituato alla dinamica dei menu regnante in tutte le compatte della Canon non avrà tardato a impossessarsi del suo controllo e ad approfittare dei vantaggi che offre. Qualcosa di simile succede con le possibilità di controllo manuale, che nella IXUS 60 continuano a brillare per la loro assenza. Un tema sempre ricorrente ogni volta che bisogna affrontare un membro della famiglia IXUS, ma in cui non sembra che vadano a prodursi concessioni da parte della Canon. Che la maggior parte dei fotografi che si avvicinano a questo tipo di compatte sentiranno la mancanza della possibilità di selezionare il diaframma o la velocità di otturazione è evidente. Nonostante, ciò non significa che, man mano che si vanno aggiungendo prestazioni ai modelli -alte sensibilità, stabilizzatore ottico, display grandi-, il controllo manuale gioca anche un ruolo di crescente importanza per distinguersi dalla concorrenza. In qualsiasi caso, quello che non è conforme alla regola è la mancanza di informazioni rispetto ai dati dell'esposizione che la IXUS 60 fornisce nel display prima della ripresa. Neppure lo è, a proposito, continuare ad includere una scheda SD Card da 16 MB insieme alla fotocamera. Video senza limiti Tra le novità, incluse, la registrazione video merita anche di essere menzionata. Si mantengono le dimensioni da 640 x 480 pixel, ma si aggiunge la possibilità di salvare 60 fotogrammi al secondo. A differenza di quanto succederebbe nella IXUS 55, adesso la durata della registrazione non è più limitata a 3 minuti, ma può continuare fino a quando la capacità della scheda lo permetta. Quello che è nuovo è il giro automatico delle immagini che si visualizzano nel display quando si cambia di posizione la fotocamera e si colloca in orizzontale o verticale. Una simpatica prestazione che già richiamava l'attenzione degli utenti nella IXUS 55 e che si è mantenuta anche in questo modello. La IXUS 60 permette anche di realizzare un piccolo ritocco sulle immagini catturate. Il menu My Colors è una vecchia conoscenza degli ultimi modelli della gamma, ma in questo caso le sue funzioni si offrono raddoppiate: prima e dopo la ripresa. In questo modo, è possibile applicare il filtro di colori alle immagini con dei risultati simili a quelli realizzati precedentemente, anche se un po' più intensi in alcuni casi. Neppure la messa a fuoco automatica registra cambiamenti, con un'efficacia rilevante per quanto riguarda la velocità e la precisione. Soltanto la mancanza di luminosità o che l'intuizione del sistema AFi di 9 punti non coincida con quella dell'utente possono rendere necessario più di un tentativo prima di ottenere la messa a fuoco desiderata. Oltre agli aloni porpora prima menzionati, quando si analizza il rendimento ottico della IXUS 60 scopriamo anche una certa mancanza di nitidezza nei bordi di alcune immagini e un leggero oscuramento degli angoli, soprattutto utilizzando le focali angolari. Megapixel ISO "in crescendo" Malgrado ciò, sono i cambiamenti effettuati intorno al sensore digitale della fotocamera i più rilevanti del nuovo modello, tra le altre cose perché sono il motivo per giustificare questo discreto rinnovamento. Così, la IXUS 60 incorpora un CCD da 1/2,5 pollici e 6 milioni di pixel, cioè, un megapixel in più nella stessa superficie sensibile della IXUS 55. Se a questo dato si aggiunge che la sensibilità si è raddoppiata fino a raggiungere un valore massimo di 800 ISO, il risultato dell'equazione è abbastanza prevedibile: rumore elettronico. Invece, bisogna riconoscere che la IXUS 60 non è particolarmente problematica in questo senso e se la cava con molta eleganza, anche se incappando negli stessi limiti della grande maggior parte di compatte, con rumore evidente a partire da 400 ISO e un rango dinamico un po' limitato. A partire da questo punto, i sistemi di riduzione sembrano mostrarsi troppo aggressivi nell'elaborazione dell'immagine, con dei risultati nei quali, effettivamente, c'è meno rumore, ma anche meno informazione e nitidezza. Ma, oltre a questi limiti, il rendimento del sensore da 6 milioni di pixel è corretto, come corrisponde ad una delle saghe più longeve e popolari del mercato. Così, ad eccezione dei casi nei quali la mancanza di luce incrementa un'elaborazione più aggressiva, le immagini risultanti sono generose in risoluzione e dettaglio e non presentano problemi di riproduzione dello spettro cromatico né di impostazione alla temperatura di colore della scena. Risultati piuttosto accettabili senza complicazioni. Quella sembra continuare ad essere la chiave di questa IXUS 60. Monotona evoluzione La IXUS 60 è il risultato di un'evoluzione così logica quanto carente di grandi titoli. Nella parte delle novità, l'aumento della sensibilità fino a 800 ISO è la parte più importante; oltre, indubbiamente, al milione di pixel aggiunto al sensore. Invece, i limiti imposti dalle dimensioni del CCD fanno sì che la IXUS 60 non risalti particolarmente nella fotografia con luce scarsa, con alcuni risultati che si collocano nella media, senza apportare nessun miglioramento rispetto a quanto già conoscevamo. Succede qualcosa di simile con le aberrazioni del display e della lente, la mancanza di controllo manuale o di informazione della ripresa. Mancanze che, senza essere gravi, si sono andate ereditando da una generazione ad un'altra e la cui risoluzione certamente comporterebbe un passo interessante, oltre ai rinnovamenti imposti dai ritmi del mercato. Invece, tutte queste circostanze non ci possono fare dimenticare che nonostante sia una fotocamera senza innovazioni rilevanti rispetto alla sua stessa gamma o alla concorrenza, il risultato dell'equazione tra design, prestazioni e qualità è positivo. E in fin dei conti, quello è precisamente ciò che molti utenti cercano. Né più né meno. TESTO E FOTO: Iker Morán |
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