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![]() Digital IXUS 40Caratteristiche ![]() Val. utenti: Mass. ris.: 2272 x 1704 p. Obiettivo (35 mm): 35,0-105,0mm Zoom: 3x (ottico) / 3,6x (digitale) In due parole Piccola e robusta, la IXUS 40 non è solo una "bella macchina": fa delle belle foto ed offre una vasta gamma di prestazioni. Prezzi Non ci sono prezzi disponibili Foto ![]() ![]() ![]() Verifica la qualità delle immagini della Canon Digital IXUS 40 con le nostre 23 foto di esempio, fatte con la fotocamera e senza ritocchi.Recensione
martedì 30 novembre 2004 Un lusso tascabileUn corpo molto leggero e curato, con un display TFT da 2 pollici, fanno sì che questa fotocamera non passi facilmente inosservata. La IXUS 40 cattura l'attenzione. Con 4 milioni di pixel di risoluzione ed un'ottica da 3 ingrandimenti e messa a fuoco rapida, la piccola Canon, elegante e facile da usare, si distingue nonostante dalle altre macchine della sua categoria. I suoi unici punti deboli: la mancanza di definizione nelle riprese realizzate in situazioni di luce difficile, l'assenza di un indicatore per l'autonomia restante della batteria e l'impossibilità di conoscere i valori essenziali di esposizione attraverso il suo monitor. Una sensazione molto gradevole Esistono poche compatte che trasmettono una prima impressione così buona come la IXUS 40. Prendendola, la sensazione è quella di avere in mano qualcosa di solido e ben costruito. In realtà la IXUS 40 è una bella macchina, con un design molto curato e dalle dimensioni minime. La robustezza del corpo metallico si unisce ai particolari della rifinitura, conferendole eleganza e leggerezza. Appena 130 grammi per 86 x 53 x 20,7 millimetri di dimensioni che entrano in qualsiasi tasca. La IXUS 40, infatti, è di dimensioni minori rispetto a quelle delle sue antecessore (ad eccezione delle IXUS i e i5, entrambe mancanti di zoom ottico) ed, inoltre, è meglio equipaggiata per molti aspetti. Risaltano la messa a fuoco macro a 3 centimetri e, come no, il sensore da 4 milioni di pixel, che fornisce file fino a 2272 x 1704 pixel, una risoluzione più che sufficiente per soddisfare le necessità del settore pubblico al quale si dirige. Un altro elemento che le conferisce fascino è il display TFT da 2 pollici. Occupa più della metà della parte posteriore e, sicuramente, non incide negativamente sulla distribuzione dei pulsanti. È dotata di una risoluzione né molto alta né molto scarsa, 118.000 pixel, che offre una riproduzione fedele delle immagini. Non passano inosservati, nemmeno, i 3 autosufficienti ingrandimenti dello zoom ottico. La Canon, finalmente, si lascia alle spalle gli insufficienti, e giustamente criticati, 2 ingrandimenti delle precedenti IXUS II e IIs, le più piccole compatte del suo catalogo con obiettivo con focale variabile (fino alla comparsa, precisamente, delle IXUS 30 e 40). Il più è meno La già citata riduzione generalizzata di tutta la struttura della fotocamera riguarda anche l’ottica. Logicamente, risulta complicato inserire in un corpo tanto piccolo uno zoom ottico che non sia corto e che, allo stesso tempo, funzioni come si deve. Per superare questi limiti, la Canon ha dotato la IXUS 40 di lenti asferiche denominate UA (Ultra Aspherical). La sua ragione principale consiste nel liberare l’obiettivo, equivalente a 35-105 millimetri nel formato da 35 mm, da possibili aberrazioni. La teoria promette molto, però, funziona realmente? In realtà, le lenti delle macchine così piccole di solito si deteriorano, provocando una certa perdita di definizione nelle immagini: e questa macchina non è un’eccezione. Nelle situazioni in cui le condizioni di luce non sono buone, la citata mancanza di definizione si percepisce appena. Però, quando le scene d’illuminazione sono difficili, cioè con poca o troppa luce, i toni tendono a mischiarsi. È chiaro che la definizione di una compatta non può essere comparabile a quella di una SLR, ma in confronto alle altre macchine della sua categoria, la perdita di definizione che subisce la IXUS 40 non è -fortunatamente- nulla di rilevante. Per quanta riguarda le aberrazioni cromatiche, bisogna dire che l’alone porpora, che di solito appare attorno agli oggetti, qui si manifesta solo in situazioni di controluce estreme con alti contrasti. Si tratta di un’aberrazione circoscritta, e allo stesso tempo, molto intensa. In realtà, sono poco comuni le ottiche montate in fotocamere ultracompatte la cui riproduzione del colore in condizioni difficili risulta ammirevole. Di facile utilizzo La collocazione dei comandi di controllo nella carcassa della IXUS 40 è una buona prova che le cose semplici sono le migliori. Tanto più semplice è il design, tanto più facile risulta orientarsi in modo intuitivo. Nella IXUS 40 ci sono pochissimi pulsanti e la loro funzione è evidente. Si è addirittura eliminato il tipico dial per la scelta delle modalità di scatto (automatica, programma o scene) per integrarlo nel menù virtuale del display. Il menù, precisamente, conserva la classica struttura delle precedenti compatte della Canon, sebbene le icone sono -o sembrano- leggermente più grandi, facendo in modo che sia più facile per chi ha problemi di vista. Tanta semplicità, invece, gioca un brutto tiro alla IXUS 40. Risulta, infatti, difficile conoscere i valori di esposizione basilari (l’apertura e la velocità di otturazione), sia quando si scatta che quando si rivedono le riprese. Precisamente durante la revisione, appaiono sul display i valori di sensibilità, misurazione, bilanciamento del bianco e compensazione. Ma dell’apertura e della velocità, non se ne sa nulla Risposta veloce Quando si tratta di mettere a fuoco, come si è già detto, la IXUS 40 si difende abbastanza bene. È una macchina molto veloce e la luce di aiuto funziona alla perfezione ad una distanza di mezzo metro. Quindi, è molto potente e risulta un po’ fastidioso, soprattutto nei ritratti. La velocità dell’ottica viene completata da un processore Digic II che riduce sensibilmente il tempo d’attesa, sia quando si accende che quando si scatta, quando si salva e si rivedono le catture. In un solo secondo, la macchina è pronta a scattare; l’autofocus, invece, risponde in meno di mezzo secondo. Non in vano, la IXUS 40 possiede un autofocus con sistema TTL da 9 punti. Sicuramente un lusso per una compatta di questo livello. Lo scatto continuo alla massima risoluzione, da 2272 x 1704 pixel, si effettua ad una velocità di 2,4 fps, senza nessun altro limite che quello della capacità della scheda. Nemmeno si limitano ad un ostacolo di durata prefissata le registrazioni di video. Esiste la possibilità, inoltre, di realizzarlo tanto a 15 come a 30 fps, e a due diverse risoluzioni: 640 x 480 e 320 x 240 pixel, in entrambi i casi con audio. Non possiamo, cioè, usare né lo zoom ottico né quello digitale mentre registriamo. Una cattura automatizzata, ma adattabile Per quanto riguarda le opzioni di cattura, quando le altre compatte tascabili rimangono senza infamia e senza lode, la IXUS 40 sorprende in modo gradito. Sebbene sia piccola e automatizzata, la fotocamera è piena di piccoli particolari, soprattutto nel modo programma -che la Canon chiama ironicamente da "manuale", sebbene non lo sia. Ci riferiamo, per esempio, al bilanciamento del bianco. Oltre ai predefiniti e a quello automatico comuni, il modo manuale è estremamente preciso. Vale la pena dedicare un po’ di tempo ad adattare la risposta del CCD alla luce esistente, affinché si notino i risultati. Il rango delle sensibilità è ben dotato: quattro incrementi che vanno da un minimo di 50 ad un massimo di 400 ISO, una gamma comune con il valore aggiunto di 50 ISO. Alla sensibilità più alta, a proposito, la qualità delle immagini è decente. Sebbene si avverta il caratteristico rumore elettronico, questo non disturba eccessivamente. Un’altra caratteristica distintiva della IXUS 40 sono i 15 secondi di velocità, per niente disprezzabili, che ci permette di realizzare nella modalità di otturazione lunga. Come in tante altre compatte della Canon, la selezione manuale di questo valore si realizza attraverso un menù molto secondario, situato a due o tre livelli -secondo come si guarda- dal menù principale. Nonostante il fastidioso percorso virtuale che la Canon ci costringe a fare per modificare questo parametro, siamo grati della possibilità di potere impostare una velocità da 1 a 15 secondi per certi tipi di catture. Sebbene -lo ripetiamo- manca un indicatore di velocità e di diaframmi, uno dei grandi deficit di cui soffre questa fotocamera è l’assenza di un altro indicatore: quello dell’autonomia restante della batteria. Succede, infatti, che mentre si sta scattando senza problemi si rimane senza batteria, senza aver avuto il tempo di rendersene conto. Nonostante lo stato della batteria agli ioni di litio inclusa di serie con la IXUS 40 sia eccellente e resista più di quanto sembri. In linea con l’eleganza Con un corpo piccolissimo ma molto robusto e dei particolari realmente curati, la IXUS 40 ha il diritto di vantarsi delle sue grazie. La qualità dei suoi componenti la innalzano dalla categoria di “cosa bella”, rendendola degna del qualificativo di “buona compatta”. Tenendo presente la categoria alla quale appartiene, quella di fotocamere tascabili dal prezzo accessibile, la IXUS 40 ha poche cose realmente criticabili. Come molte delle sue coetanee, mostra una certa mancanza di definizione nelle catture, soprattutto in situazioni di poca luce. Le mancano anche dei punti, anche se non troppi, ed altre carenze già citate, come sfortunatamente quella dell’inesistente indicatore dell’autonomia restante. Ciononostante ha i suoi 4 milioni di pixel, un display TFT da 2 pollici, il processore Digic II -che riduce notevolmente i tipici ritardi delle compatte digitali- e una lente molto veloce che permette di mettere a fuoco a 3 centimetri. Le sue qualità appaiono chiare. TESTO E FOTO: Núria Aguadé |
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