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lunedì 3 ottobre 2005
![]() Il ritratto, la foto più personale (Parte II)Certamente, tendiamo sempre ad aumentare le stesse tecniche al fotografare ogni tipo di "personaggi"; alcune tecniche che, sebbene si basano su concetti applicabili ad ogni tipo di ritratti, sono pensati per persone di un'età determinata, con alcuni lineamenti determinati e con un'attitudine determinata. Pensiamo, sennò, come diremmo ad un cane "sorridi", o come chiederemmo ad un bambino che ci guardi, o ad un anziano che non si giri perché gli si vedono le zampe di gallina. Di Eduardo Parra Dobbiamo distinguere, quindi, alcuni tipi di ritratto che si allontanano da quello che tutto il mondo intende -vale la ridondanza- per ritratto. C’è, per esempio, il ritratto di animali, quello di bambini o di bebé, quello di adulti, e il ritratto che non include il viso o che si allontana dalla linea generale.
Se, nella prima parte di questo tema, commentavamo l’importanza del punto di vista nella fotografia di ritratto generale, adesso scopriremo che c’è un tipo di ritratto in cui il punto di vista è molto più importante: quello dei bambini. È evidente che i bambini hanno un concetto del mondo diverso dal nostro: almeno, lo vedono tutto un metro -approssimativamente- al di sotto della maggior parte degli adulti. Per questo motivo, sempre che scattiamo fotografia di bambini dobbiamo abbassare il nostro punto di vista fino ai loro occhi.
Se riusciamo a controllare il nostro modello, avremo l’occasione di realizzare eccellenti riprese -attenzione al flash, i suoi occhi sono molto sensibili. L’espressività di un bambino è tremendamente forte in qualsiasi dei suoi punti di vista -collera, allegria, ecc.-, per cui non è necessario, o non suole esserlo, forzare il bambino con sonagli o aggeggi simili, perché l’unica cosa che di solito ottengono è distrarre e stressarlo -questo è anche applicabile al flash, insistiamo, se abusiamo di quello.
Questione di luci I ritratti di adulti sono anche speciali. L’esperienza di tutta una vita si riflette facilmente nello sguardo, per cui la forza espressiva è relativamente facile da trovare. Il problema, se possiamo chiamarlo così, è trovare la combinazione di luci adeguata. Il viso di una persona mostra il trascorrere degli anni. Appaiono rughe, le imperfezioni si accentuano e i tratti facciali prendono più intensità. Questo tipo di ritratti guadagnano molto in bianco e nero, con luci dure e un alto contrasto. I microsolchi tra le rughe generano un’eccellente combinazione di luci e ombre, e la luce dura rafforza i segni propri di ogni viso. Il meraviglioso mondo animale Quando parliamo di ritratti animali, pensiamo subito alle nostre mascotte più comuni, cioè, cani e gatti. Ci sono molti altri animali che ci offrono la loro compagnia, nonostante sia molto difficile fotografarli con abilità senza l’aiuto di un’attrezzatura costosissima. Stiamo parlando di alcuni animaletti che -nella maggior parte delle occasioni- non ci fanno il più minimo caso: pesci, hamster, ragni, serpenti, conigli, uccelli... I migliori risultati appaiono quando lavoriamo con un animale che reagisce ai nostri stimoli, sebbene è anche molto gratificante aspettare pazientemente che un animale che sta per conto proprio ci offa un’espressione interessante. A causa della natura diffidente degli animali, la cosa migliore è servirsi di focali lunghe. In questo modo, il soggetto in questione non si spaventerà con la nostra presenza, neppure con il clic della fotocamera -se lo fa. Per lo stesso motivo, è più che raccomandabile cercare assolutamente di usare il flash. Finalmente, continuano a sfidarci quel tipo di ritratti un po’ lontani dalla linea che potremmo chiamare ortodossa. Quelli nei quali il viso non appare o lo fa parzialmente, o in quelli in cui la scena non è quella sperata. Questo tipo di riprese richiamano moltissimo l’attenzione per la loro rarità, e precisamente per ciò è difficile realizzarle con buoni risultati. Inoltre, in serie fotografiche -book e simili - l’abuso di questo tipo di riprese è controproducente; come di solito si dice, il poco fa piacere e il molto stanca. Eduardo Parra
*Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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