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lunedì 18 luglio 2005

Fish-eye

La figura umana, un bel fastidio (Parte II)

Se nell'articolo precedente vedevamo che le peculiarità dell'uomo e della donna, come essere viventi, li trasformavano in alcuni interessanti e imprevedibili motivi fotografici, oggi vedremo che ci sono altri dettagli che bisogna prendere in considerazione al momento di ritrarre le persone. Ci riferiamo a quelle piccole minuzie estetiche che, sebbene non mantengono una scrupolosa relazione con la tecnica fotografica, invece formano parte della quintessenza della fotografia. Di Eduardo Parra
Eduardo Parra, fotoreporter.La roba, gli sguardi, le pose... tutto influisce sul risultato finale. Una fotografia ha decine di elementi. Se tutti quelli stanno in perfetta armonia, la foto sarà eccellente; se uno di quelli fallisce -solo uno di quelli-, la cosa più probabile è che il nostro lavoro vada a monte.

Dettagli, dettagli, dettagli

In ogni fotografia -e in particolare, in quella di persone- esistono molteplici elementi che decidono il buono o il cattivo risultato finale. È certo che la maggior parte di questi elementi passano completamente inavvertiti all’occhio inesperto: come è anche certo che nelle tipiche dimensioni di copia fotografica (10 x 15 o 13 x 18 centimetri) questi dettagli sono tanto minuscoli che non riescono ad apprezzarsi. Invece, quello della negligenza ormai non va più. Se andiamo a scattare una foto, la facciamo bene.

Concentrandoci sull’ambito del ritratto, un buon inizio può consistere nel criticare alcuni topici. Per esempio è abbastanza comune trovare al fotografo occasionale che scatta le foto con il sole di fronte al soggetto, con la giustificazione che, altrimenti, non c’è luce sufficiente per la scena. Grossolano errore. Il sole deve stare dietro. Quando il signore Sole sta in faccia al soggetto fotografato -generalmente, un compiacente familiare o amico-, gli effetti sono vari: occhi chiusi, zampe di gallina e un calo considerevole della sua pazienza. La cosa migliore è collocare il nostro modello con il sole alle sue spalle e, se è necessario, servirsi del flash per riempire le ombre o illuminare il soggetto interamente.

Casio QV-2300UX, f2.8, 1/1600 s, ISO 80
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1200 (176 KB)
Il sole di fronte al soggetto garantisce una buona illuminazione, ma sfortunatamente forza il viso e può causare espressioni poco naturali e per nulla fotogeniche.

Per quanto riguarda il ritratto con flash, è relativamente normale trovare fotografie rovinate dal fastidioso effetto degli occhi rossi. Molte macchine hanno una modalità del flash che riduce questo difetto, anche se la sua efficacia, è abbastanza discutibile. Gli occhi rossi appaiono dalla riflessione della luce del flash sulla pupilla. In modo che, se la pupilla è la colpevole: nascondiamola. Per evitare gli occhi rossi, un buon trucco è chiedere ai soggetti di guardare verso una fonte luminosa, come per esempio una lampada; ma con molta attenzione, quindi gli occhi sono molto sensibili alla luce diretta.

Kodak LS443, f4, 1/60, ISO 200
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1200x1805 (115 KB)
I lampi diretti del flash, soprattutto se l’ambiente è scarso di luce -quello che obbliga a dilatare le pupille-, sono la principale causa del ripudiato effetto degli occhi rossi.

Un altro tipico effetto facilmente risolvibile quando si scattano fotografie con flash è quello causato, in certi casi, da elementi che sembrano avere voglia di venire nella foto e che si frappongono tra la fotocamera e la scena. Bisogna cercare, per esempio, che le braccia dei soggetti fotografati non si frappongono davanti al loro stesso corpo. Il flash produce un’ombra molto accentuata e qualsiasi minimo ostacolo tra la fotocamera e il soggetto -braccia incluse- avrà “fatali” conseguenze sull’immagine finale.

Casio QV-2300UX, f5.6, 1/300 s, ISO 80
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1200 (206 KB)
Anche a pieno sole, un soggetto frapposto tra il flash e il motivo principale produrrà un’ombra più o meno compatta che, in diverse occasioni, può rendere inservibile interamente l’immagine.

Finalmente, commenteremo una buona opzione creativa che ci leverà dalla monotonia fotografica. Consiste nell’ottenere un’illuminazione diversa del nostro soggetto. In questo senso, un buon trucco per ottenere fotografie con toni diversi senza dovere ipotecare la casa in flash e filtri è quello di fotografare il soggetto in uno spazio interno con illuminazione artificiale, ma attaccato ad una finestra illuminata dal sole. A partire da qui, tutto dipende da quali colori vogliamo ottenere. Bisogna soltanto preoccuparsi di regolare correttamente il bilanciamento del bianco e giocare a volte con la luce naturale per ottenere due toni di pelle diversi.

Nikon D-100, f3.2, 1/40 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1200x1805 (103 KB)
Le prese con due fonti luminose di diversa natura -tungsteno e luce solare, nell’esempio- sono un facile trucco per produrre buoni effetti.

Altri piccoli dettagli... più tecnici

Con le fotocamere digitali, la profondità di campo non è nessun problema, ma abbiamo già detto che la sfocatura, anche se minima, esiste. Ed è precisamente questa minima sfocatura quella che può rovinarci la ripresa in un piano importante. Abituati come siamo ad una nitidezza quasi infinita -almeno, apparentemente- dobbiamo prestare speciale attenzione ai diaframmi più aperti, come un f2 o un f2.8.

La velocità di otturazione ha anche qui la sua importanza. In riprese di soggetti statici non sarà necessario utilizzare velocità troppo alte -soprattutto se completiamo l’illuminazione della scena con un flash. Nonostante ciò, abbiamo già insistito sul fatto che le persone tendono a muoversi -soprattutto quando devono stare più ferme-, per cui, in caso di dubbio, la cosa migliore è non scendere al di sotto di 1/100.

Eduardo Parra


* Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita.



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