Ricerca:
Offerte di lavoro
Sei giornalista e ti interessano la fotografia e le nuove tecnologie? Se sei così, clicca qui.

lunedì 2 maggio 2005

Fish-eye

Elementi compositivi: c'è vita dopo i terzi

Come abbiamo già visto, la composizione della scena va ad essere una delle grandi responsabili di cui la nostra immagine richiami o no l'attenzione e che si distingue costi quello che costi. La composizione non deve fermarsi soltanto nell'estetica, ma deve dirigere e mantenere lo spettatore proprio lì dove vogliamo. Alcuni concetti -come la regola dei terzi- sono più importanti per loro stessi, ma esistono altri che trattati, sebbene individualmente possono mancare di quella grande forza che rovina o ingrandisce la composizione, che sono, nel loro insieme, un altro pilastro di questa casa. Di Eduardo Parra
Eduardo Parra, fotoreporter.Le fotografie dei nostri inizi, per regola generale, mancano di forza nella composizione. A dire la verità, di solito sono un pasticcio di elementi disordinati. Vogliamo catturare tutto e metterlo in un rettangolo di dieci per quindici centimetri, e non pensiamo a ciò che vogliamo trasmettere -sia quello che sia- si perde tra il caos.

La cosa più normale è che le composizioni semplici siano le più efficaci. È possibile che alcune prese richiedono un’ingente quantità di elementi, ma non saranno assolutamente facili da controllare. Quando un fotografo dà i suoi primi passi deve utilizzare pochi elementi, anche se non sempre siano collocati nella forma e maniera dovuta. Man mano che avanza, introduce sempre di più oggetti con maggiore abilità, e quando arriva alla sua maturità torna all’austerità compositiva: quello è il segreto.

Canon PowerShot S-45, f2.8, 1/40 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1200 (214 KB)
Una fotografia poco curata in cui non si presta attenzione alla composizione, di solito termina in un pandemonio di caos. Non sappiamo quello che vediamo, né che cosa dobbiamo cercare, né dove andiamo a finire.

Nikon D-100, f13, 1/640 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1064 (267 KB)
Né supermodelli, né tremila pezzi di frutta, né dolce flash di studio. Pazienza, pratica e semplicità sono sufficienti per ottenere foto di qualità.

Fotografia con tiralinee

Come già abbiamo visto, una delle guide che useremmo per comporre la scena sarebbe la regola dei terzi. Ma, come abbiamo anche notato, non è il toccasana della fotografia, ma esistono più aspetti da prendere in considerazione. Uno di questi aspetti sono le linee della scena. Alcune saranno fisicamente visibili; altre le disegneremo mentalmente. Ogni tipo di linea ha un significato nascosto, che non vediamo ma che sì che assimiliamo, e il nostro lavoro consisterà nel combinarle tutte -o quelle che siano necessarie- per raggiungere quella armonia e attenzione che abbiamo menzionato prima.

Nikon D-100, f16, 1/125 s, ISO 200
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1064 (160 KB)
Non è necessario che esista una linea fisicamente visibile. In molteplici occasioni è facile crearle giocando con due elementi della scena che, occupando un altro luogo, non avrebbero tanta forza compositiva.

Così, per esempio, una composizione con linee verticali dà sensazione di azione, mentre le linee orizzontali suggeriscono serenità. Le diagonali rompono la monotonia e apportano dinamismo, e le curve apportano sensualità. Una corretta combinazione di questi elementi non garantisce una buona composizione. Una cattiva composizione, invece, probabilmente criticherebbe il nostro lavoro.

Nikon D-100, f5.6, 1/100 s, ISO 800
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1064x1600 (154 KB)
Le linee curve apportano sensualità. Il mero fatto di esagerare l’anatomia femminile dotandola di curve più prominenti non è, niente affatto, frutto della causalità.

Tra le righe citate, meritano un commento a parte le diagonali, quindi ci sono vari tipi. Se nascono nell’angolo superiore destro e muoiono nell’angolo inferiore sinistro -o viceversa- sono linee di forza, quelle che hanno più peso compositivo. Se, invece, nascono nell’angolo superiore sinistro e muoiono nell’angolo inferiore destro -o al contrario- si tratta delle denominate linee di interesse che, come il suo nome indica, richiamano più l’attenzione. L’uso delle linee diagonali è francamente produttivo, quindi con facilità si trasformano nella “mano amica” che porta lo spettatore a vedere ciò che noi vogliamo che veda.

Nikon D-100, f4.5, 1/80 s, ISO 200
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1200x1805 (200 KB)
Un uso adatto delle diagonali -a partire dai punti, in questo caso- contribuirà facilmente a dirigere lo sguardo dello spettatore lì dove noi desideriamo. Senza ombra di dubbio, le linee concentriche sono delle più poderose armi fotografiche che ci sono per richiamare l’attenzione.

Non solo di linee vive la foto

Un altro degli elementi “secondari” è il punto. Non lo considereremo strettamente come tale, neppure ci limiteremo alla sua individualità, ma lo avremo presente come concetto di unità o, in suo difetto, come un insieme che forma una struttura visiva.

In ogni caso, prenderemo in considerazione il bilanciamento. Questo termine ingloba la relazione che c’è tra uno e l’altro lato della scena -o tra sopra e sotto, se si tratta di una presa verticale. Così come succede con la regola dei terzi, si allontana dalla simmetria. Quando i due lati della scena sono praticamente uguali, non c’è contrasto e la composizione diventa povera, piatta e carente di attenzione. Nonostante ciò, dobbiamo prendere in considerazione che molte volte questo sarà l’unico bilanciamento possibile.

Olympus E-20, f2, 1/40 s, ISO 320
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1200 (240 KB)
Un bilanciamento simmetrico non è esattamente quello che più aiuta a rafforzare la composizione, ma è evidente che in varie occasioni non c’è altro rimedio che scattare se non vogliamo perdere l’informazione rilevante.

Nella grande maggior parte delle scene, il migliore bilanciamento è quello asimmetrico. I dati non sono solo diversi, ma si cerca una relazione tra quelli, in modo tale che si stabilisce un poderoso vincolo compositivo tra le due metà. In una fotografia con il bilanciamento asimmetrico, posizioneremo un punto che abbia il massimo fuoco di interesse a un lato, e l’altro di minore intensità nella zona opposta, cercando così l’equilibrio nella scena. Questo ultimo punto può essere praticamente invisibile, e anche si può dare il caso che soltanto si intuisce.

Eduardo Parra
Fotoreporter


* Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita.


Le più visitate