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lunedì 3 gennaio 2005
![]() L'ISO, qualcosa più che un numeroSono tanti i vantaggi che la fotografia digitale ci dà rispetto alla fotografia a pellicola che a volte diventa più che complicato scegliere nonostante il resto. Su queste righe non discuteremo se stiamo davanti al migliore dei vantaggi, ma se siamo sicuri -in effetti- di potere scegliere un ISO o altro in qualsiasi momento senza cambiare la pellicola è un gran vantaggio. Proprio su questo non c'è nessun dubbio. Oggi, a metà del campo a pieno sole; entro due ore, in casa alla luce delle candele; più tardi, sotto la luce della luna…Situazioni diverse che richiedono un ISO differente. Grazie alla fotografia digitale, li abbiamo tutti. Di Eduardo Parra Le sigle ISO corrispondono all’organizzazione che si occupa di standardizzare prodotti e qualità in generale; si tratta della International Standardization Organization, e nel mondo fotografico dette sigle determinano la sensibilità di una pellicola -o sensore di immagine- alla luce.
In base a queste sensibilità, abbiamo pellicole lente che hanno bisogno di molta luce per stimolarsi -dai 12 agli 80 ISO; pellicole normali -dai 100 ai 400 ISO-, e le pellicole rapide- a partire dagli 800 ISO-, che possono arrivare ai 6400 ISO o anche di più. Nel mondo chimico, le pellicole si fabbricano per alcuni ISO determinati a grande domanda, e se è già difficile trovare pellicole che vadano oltre alla fascia 100-400 ISO, più difficile è anche trovare pellicole con valori intermedi (64, 320, 640, ecc.), e quasi impossibile trovarli ad un prezzo accessibile. Questo ha come conseguenza che quasi non conosciamo l’esistenza di pellicole che vadano oltre ai 100 ISO. Se già ci risultava troppo caro sperimentare pellicole comuni, quanto caro risulterebbe sperimentare pellicole specializzate. Luce…più luce La teoria al momento di utilizzare i differenti ISO è semplice, e si basa su un principio -valga la sovrabbondanza- della cosa più semplice: molta luce, ISO basso: poca luce, ISO alto. Ma, la semplice decisione di fare clic sul pulsante per selezionare una o l’altro ISO deve prendersi con più calma, quindi come quasi sempre succede nel contesto della fotografia digitale, ogni decisione che si prende ha una ripercussione.
Così è; le immagini generate da una fotocamera digitale hanno associato un piccolo effetto secondario chiamato rumore. Vicino alla grana nella pellicola fotografica, il rumore -una interferenza elettronica- si manifesta sotto forma di piccoli punti multicolori su tutta la fotografia, essendo più visibili nelle zone scure di quelle chiare, allo stesso tempo sono più facili da vedere in esposizioni lunghe delle esposizioni corte. Questo rumore è sempre presente nella fotografia, ma dipendendo dall’ISO selezionato per realizzare la fotografia sarà più o meno visibile. Gli ISO bassi generano poco rumore, e in base a come si seleziona un ISO sempre più alto questo effetto si fa più visibile. Ma, bisogna avere molto chiaro che in questo universo, come abbiamo ripetuto molte volte, ogni fotocamera è un mondo, per il quale è più che probabile che due fotografie identiche prese nelle stesse condizioni con fotocamere di diversa manifattura abbiano dei livelli di rumore diversi. Dalla teoria alla pratica Come si è detto, la scelta dell’ISO ha un principio molto basilare, ma per molto essenziale che sia non è l’unico che conta. Infatti, tutti i parametri -otturazione, diaframmi, ecc. -si relazionano tra di loro. In luoghi chiusi e illuminati male -la nostra casa, per esempio- un ISO alto sarà la prima scelta che dovremo considerare se vogliamo fare la foto senza flash. Ma, è possibile che desideriamo impiegare il flash della fotocamera; allora useremo un ISO basso, posto che la cosa più probabile è che le ridotte dimensioni della scena ci permettano di illuminare la stanza completamente usando soltanto il flash della fotocamera. In luoghi mediamente ampi e male illuminati sarà necessario l’aiuto di un flash. Invece, se scegliamo un ISO basso, la luce del lampo non si sbilancerà rapidamente, pertanto avremo un’immagine che perde luminosità in forma graduale. L’ideale in queste situazioni è usare alte sensibilità. Troveremo molte situazioni nelle quali una scelta adeguata dell’ISO avrà ripercussioni sulla composizione finale della fotografia. Se, in un ritratto, uno sfondo sfuocato centra l’attenzione sul soggetto del primo piano, uno sfondo scuro raggiungerà una sensazione simile. Una buona combinazione di un flash con poca potenza e un ISO basso si incaricheranno di ciò. Un ultimo caso si può verificare quando tutte le variabili di esposizione sono possibili. Per esempio, un mezzogiorno d’estate. Probabilmente possiamo scegliere un ISO molto basso, quindi avremo luce sufficiente, ma è possibile che vogliamo una messa a fuoco di sfondo o congelare un movimento. Se è così, quanto più alto sia il nostro ISO, più potremo aprire il diaframma o elevare il tempo di otturazione. Eduardo Parra
Fotoreporter
* Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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