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lunedì 1 novembre 2004
![]() La temperatura del colore: l'importanza del bilanciamento del biancoDa un tempo a questa parte ci rendiamo conto che le fotocamere digitali incorporano opzioni molteplici che prima, nelle vecchie compatte a pellicola, non vedevamo neppure per casualità. Ciò che oggi analizzeremo -la temperatura del colore- non appariva neanche in queste, ed invece è stato ed è un aspetto molto importante nel processo fotografico. Per fortuna, o per disgrazia, non ci siamo quasi mai preoccupati di questo dettaglio in passato. La semplicità portata all'estremo dalle nostre vecchie macchine fotografiche ci evitava grandi complicazioni. Il segreto: facevamo le foto in strada con la luce del sole, e con la luce del flash negli interni. Non è chiaro? Rimediamo. Di Eduardo Parra
Il principale problema che poneva la temperatura del colore nei negativi era che la fotocamera non poteva distinguere se la luce presente fosse bianca pura o non. Le pellicole si valutavano, generalmente, per la luce del giorno -la cui temperatura di colore è identica alla luce del flash- e per la luce delle lampade di tungsteno -le quali di solito esistono negli studi fotografici. Le foto che otteniamo con le piccole compatte che impiegavamo prima quasi non soffrivano di problemi di temperatura del colore, poiché le pellicole utilizzate erano, al 99% dei casi, per la luce diurna. Le nostre foto le facciamo precisamente con questa luce negli interni. Allo stesso tempo, se scattavamo negli interni, ci servivamo della luce del flash, che – come si è indicato- è lo stesso colore di quella del sole. Il mondo è cambiato L’arrivo delle fotocamere digitali ha cambiato il concetto di temperatura del colore per l’utente. Adesso è molto più facile scattare fotografie utilizzando velocità lente e alte sensibilità poiché non abbiamo bisogno di spendere soldi per una pellicola ad alta sensibilità per sperimentare, ed inoltre le nuove fotocamere hanno la possibilità di selezionare tempi di otturazione lenti, cioè, parametri che ci permettono di ottenere fotografie accettabili negli interni senza necessità di utilizzare il flash. Questo, che in principio è un vantaggio, porta con sé il problema della temperatura del colore. Per fortuna, il rimedio si è modificato alla pari di quello delle fotocamere e se prima la correzione della temperatura richiedeva un filtro specifico, adesso lo fa la fotocamera, sia automaticamente sia mediante un modo prefissato. Lo stesso utente può valutarlo in forma totalmente manuale. Anche se può sembrare una menzogna, la fotocamera non sa distinguere i colori, ma genera differenti tonalità a partire da un “unico colore”, il bianco. Così, la fotocamera ha bisogno di sapere qual è il bianco, a partire dai dati raccolti, per identificare il resto delle tonalità. Per questo motivo, il bilanciamento del bianco -indicandogli alla fotocamera che è bianco- si effettua inquadrando una superficie bianca che occupa tutta la scena -generalmente un foglio-, con l’illuminazione esistente al momento di scattare una fotografia. Basterà allora pressare un pulsante e il bilanciamento sarà finito. Oltre il bianco Anche se ciò che si cerca normalmente al momento di utilizzare il bilanciamento del bianco è di ottenere alcuni colori il più reali possibile, un buon occhio fotografico apprenderà rapidamente ad apprezzare situazioni nelle quali una tonalità diversa da quella reale può apportare sulla scena un’emanazione distinta, ormai sia più fredda o più calda. È certo che tutte queste regolazioni si possono effettuare a posteriori con vari programmi di ritocco fotografico, ma ciò di cui molte volte avremo bisogno è di ottenere risultati direttamente con la fotocamera. Per ottenerli, niente di più adeguato che sperimentare con i diversi modi del bianco che ci offre la fotocamera o con la stessa opzione manuale, sia ormai per questioni di tempo o per scarse conoscenze di ritocco. Le differenti combinazioni che si generano tra una fonte di luce determinata e una temperatura di colore che non corrisponde a quella produce diverse tonalità che possono variare dall’arancione al verde, passando dall’azzurro al rosa. Eduardo Parra
Fotoreporter * Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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